L'Italia ha più auto di tutti in Europa. Lombardia prima regione
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L'Italia ha più auto di tutti in Europa. Lombardia prima regione

Mercoledì 30 settembre 2026
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Nel rapporto annuale pubblicato da Eurostat, emerge come, nel 2024, su 22 regioni che hanno fatto registrare almeno 700 immatricolazioni di auto ogni mille abitanti, ben 14 siano in Italia. Equivale al 64%. Lombardia al primo posto assoluto

Nel rapporto annuale pubblicato da Eurostat, emerge come, nel 2024, su 22 regioni che hanno fatto registrare almeno 700 immatricolazioni di auto ogni mille abitanti, ben 14 siano in Italia. Equivale al 64%. Lombardia al primo posto assoluto

Armando Bavaro 30 settembre - 20:11 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Nel 2024 sono state immatricolate nell'Unione europea 260 milioni di autovetture

Nel 2024, il numero di autovetture immatricolate nell'intero territorio nell'Unione europea si attestava a 260 milioni di unità, mentre il tasso di motorizzazione registrato è stato di 578 autovetture ogni mille abitanti. Questo è quanto emerge dal rapporto annuale pubblicato da Eurostat. La distribuzione degli autoveicoli nelle regioni europee non è omogenea, ed è influenzata da una serie di fattori. Nelle capitali e nelle aree urbane dell'Unione Europea nord-occidentale, caratterizzate dalla presenza di un servizio pubblico esteso che offre servizi frequenti, le persone sono generalmente meno propense a possedere uno o più veicoli per nucleo familiare: a questa condizione si aggiunge inoltre il fatto che in città è molto più frequente finire bloccati con la propria auto nel traffico, soprattutto negli orari di maggiore congestione, e che la disponibilità di parcheggi è generalmente limitata. In questa categoria rientra Berlino, che ha fatto registrare nel 2024, uno dei tassi di motorizzazione più bassi tra le capitali europee, con sole 334 autovetture ogni mille abitanti, seguita dalle regioni capitali di Austria, Belgio e Svezia, anche loro con meno di 400 vetture registrate ogni mille abitanti. Il fenomeno opposto si registra invece nei Paesi orientali e meridionali dell'Unione Europea, dove sono proprio le capitali a far registrare i tassi di motorizzazione più elevati, insieme alle regioni suburbane, rurali e periferiche. Tra le 22 regioni che hanno fatto registrare almeno 700 immatricolazioni di auto ogni mille abitanti nel 2024, ben 14 sono in Italia.

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i dati

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La regione europea che ha fatto registrare il numero più elevato di immatricolazioni è stata la Lombardia, con 6,4 milioni di autovetture registrate nel 2024. Al secondo posto troviamo la regione francese dell'Île-de-France, con 5,4 milioni di unità, seguita dalla regione francese sud-orientale dell'Alvernia-Rodano-Alpi, con 5,1 milioni di unità. Le regioni che hanno fatto registrate un numero di autovetture compreso tra i quattro milioni e i quattro milioni e mezzo sono state l'Andalusia e la Comunità di Madrid in Spagna, la Nuova Aquitania nel sud-ovest della Francia e il Lazio in Italia. Peculiare è il caso della Valle d'Aosta, con 1.936 autovetture registrate ogni mille abitanti, e della Provincia autonoma di Trento, con 1.610 autovetture ogni mille abitanti: in questo caso il dato elevato, soprattutto se rapportato alla popolazione e alle dimensioni del territorio, è da attribuire ad alcune politiche locali, come ad esempio una minore tassazione sulle nuove immatricolazioni in Valle d'Aosta. Queste due regioni italiane, insieme alla regione olandese del Flevoland (910 autovetture ogni mille abitanti), alla regione greca dell'Attica (903) e all'arcipelago finlandese delle Åland (867), sono state le uniche cinque regioni all'interno dell'Unione Europea a superare la media delle 800 autovetture immatricolate ogni mille abitanti. Sul versante opposto 21 regioni hanno fatto registrare tassi di motorizzazione inferiori a 425 autovetture ogni mille abitanti: queste si trovano nei paesi dell'Europa orientale e meridionale, in particolare Grecia e Romania, ma anche nelle capitali di paesi dell'Europa occidentale o settentrionale, come la Lettonia.

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Il numero di auto elettriche in Europa per numero di punti di ricarica

auto elettriche

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Nell'ultimo decennio,  il numero di auto elettriche all'interno dell'Unione Europea è cresciuto rapidamente: dopo aver superato il milione di unità nel 2020, le immatricolazioni sono proseguite ad un ritmo sempre maggiore, superando i 3 milioni nel 2022 per poi raggiungere i 5,8 milioni nel 2024, pari al 2,2% di tutte le autovetture. Le regioni che hanno fatto registrare le quote di auto elettriche più elevate sono i Paesi nordici, del Benelux, Austria e Germania, con il dato più alto che è stato registrato nella regione del Flevoland, nei Paesi Bassi, dove nel 2024 più di un'autovettura venduta su cinque era elettrica (22,1%); seguono Stoccolma in Svezia con una quota del 14,4% sul totale e la regione dell'Hovedstaden, in Danimarca, con il 13,3%. I dati di vendita più bassi sono stati registrati nei territori orientali e meridionali dell'Unione Europea, dove 32 regioni hanno fatto registrare una quota di mercato inferiore dello 0,25% su tutte le autovetture immatricolate nel 2024: tra le dieci regioni con la quota complessiva più bassa, ben otto si trovano in Grecia, mentre le restanti due in Polonia. I dati sulla vendita di auto elettriche vanno in linea di massima di pari passo con quelli relativi alla diffusione delle colonnine elettriche di ricarica sul territorio dell'Unione Europea. Nel 2024, nell'Ue sono stati censiti 896.700 punti di ricarica elettricasemi-pubblici e pubblici, una quota che consente di coprire una media di 6,8 veicolielettrici per punto di ricarica, i quali sono però distribuiti in maniera disomogenea, con la maggior parte concentrata in aree prevalentemente urbane dell'Europa occidentale, come Germania, Francia, Paesi Bassi, Belgio settentrionale e Italia settentrionale. Nel 2024, nei Paesi Bassi sono stati censiti 184mila punti di ricarica semi-pubblici o pubblici, pari a poco più di un quinto (20,5%) del totale presente all'interno dell'Unione Europea; a seguire, Germania e Francia con quote rispettivamente del 18,2% e del 16,2%, unici tre Paesi a far registrare una quota a due cifre.

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