La questione stadi e la rifondazione del calcio italiano. Roma dà l’esempio
La Gazzetta dello Sport

La questione stadi e la rifondazione del calcio italiano. Roma dà l’esempio

Sabato 3 ottobre 2026
7 visualizzazioni

Nuovi impianti e rilancio vanno a braccetto: al momento la Capitale è in vantaggio su Milano. Ecco perché

Nuovi impianti e rilancio vanno a braccetto: al momento la Capitale è in vantaggio su Milano. Ecco perché

Stefano Barigelli Direttore 3 ottobre - 00:32 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Se la Roma è una sfidante credibile per l’Inter sulla strada per lo scudetto, nella corsa al nuovo stadio è sicuramente in vantaggio. Non è detto che vinca, ma Milano al momento è dietro. Il che non era affatto scontato. La differenza l’hanno fatta un paio di condizioni. Intanto i club romani hanno scelto di fare ciascuno il proprio impianto, mentre Inter e Milan sono arrivati alla conclusione di farlo assieme, dopo aver esplorato la possibilità di farlo da soli, senza venirne a capo. Una volta finiti entrambi, averne la piena proprietà sarà un vantaggio considerevole per la Roma, rispetto alle due milanesi. La seconda condizione di cui si sono giovati i Friedkin è la testardaggine con cui il sindaco Gualtieri ha voluto portare a compimento una delle promesse fatte durante la campagna elettorale. Ha disboscato una foresta di ricorsi, alcuni pretestuosi e a tutela di interessi a dir poco opachi con pazienza e determinazione. Non che Sala non fosse convinto del progetto, ma il percorso in consiglio comunale è stato di sicuro più accidentato. Al di là di chi arriverà prima, che è un dettaglio significativo solo simbolicamente (ma i simboli sono importanti), la questione degli stadi è certamente centrale nella rifondazione del calcio italiano. 

Guarda tutte le partite di Serie A Enilive in esclusiva nei locali Sky! Trova il locale più vicino a te.

VIDEO: "Bellissimo e moderno", come sarà il nuovo stadio della Roma a Pietralata

il trend

—  

Proprio questa stagione sta confermando che il pubblico è in crescita. Anche se l’offerta televisiva è ampia, sempre più italiane e italiani vogliono vedere le partite dal vivo. San Siro e l’Olimpico hanno percentuali di riempimento che le mettono nella parte alta della classifica europea, con ricadute positive sui bilanci. Dietro a queste due città restano diverse criticità. La più importante è Napoli, in fortissimo ritardo, nonostante sul campo il club abbia raggiunto da tempo una levatura internazionale, conquistata con scudetti, coppe e qualità del gioco. Insomma siamo ancora nelle retrovie del calcio continentale. Anche per quanto riguarda gli stadi. L’ha ripetuto Ceferin, presidente Uefa, alla Gazzetta nei giorni scorsi: non sono all’altezza della storia calcistica italiana. Ha per la verità calato questa considerazione in un contesto allarmato, tanto da considerare perfino l’ipotesi che gli Europei vengano tolti all’Italia. Non credo si arrivi a tanto, perché sono convinto che la Federcalcio superi alla fine la fase di turbolenza istituzionale. Ma non sarà a costo zero.

Leggi anche La questione stadi e la rifondazione del calcio italiano. Roma dà l’esempioDanza sportiva, a Ostia il GrandSlam: in gara 1.100 atleti da 51 Paesi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi questo articolo