Così Mancini ha fermato i fenomeni di Zizou. E l'Italia ha giocato alla pari con la Francia
Il ct ha cancellato la partitaccia col Belgio infondendo alla nazionale coraggio, solidità, identità. Ora servono tre punti con la Turchia per giocarsi tutto a novembre
Il ct ha cancellato la partitaccia col Belgio infondendo alla nazionale coraggio, solidità, identità. Ora servono tre punti con la Turchia per giocarsi tutto a novembre
Fabio Licari Giornalista 3 ottobre - 07:16 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleCose turche anche a Parigi. Un pari che somiglia tanto a un successo. Un’Italia di grande pragmatismo, 'squadra' come non si vedeva da tempo, con tutto il rispetto per la Turchia. Bravissimo Mancini a cancellare subito il Belgio e dare coraggio, solidità, identità. La Francia di Zidane era bellissima, fortissima e ricchissima alla vigilia, ma ha qualche limite da grandeur, vecchia storia, e forse ci sottovalutava. L’Italia l’ha tenuta a lungo lontana dall’area, s’è difesa con un Donnarumma ancora monumentale nei momenti difficili, ma è stata più pericolosa e ha rischiato di vincere. Costringendo i bleus a finire in dieci per il secondo giallo a Upamecano, per fermare Kean in fuga. Il vantaggio di Olise poteva scatenare la tempesta perfetta: invece abbiamo approfittato di un errore di Da Cunha e Bastoni è andato a segnare l’1-1. Contro la Turchia (travolta dal Belgio) servono ora altri tre punti per giocarsi tutto a novembre. Perché si può.
VIDEO: Francia-Italia, "Donnarumma monumentale", Bastoni riconquista i tifosi: i commenti sui socialSaper soffrire
—Cose turche oltre il punto che ci tiene in gioco, allontana definitivamente lo spettro dell’ultimo posto e fa sognare obiettivi ieri impensabili. Si vedono gioco, personalità, solidità, cinismo. La paura sembra finalmente andata via. L’Italia non si arrende mai. Sa subire e reagire, malgrado la spinta e il possesso ossessivo della Francia che per mezz’ora esibisce pressione altissima e riaggressione immediata, tanto che gli azzurri non escono dai loro venti metri. Però, e in questi casi il però è fondamentale, Zizou non entra mai in area perché lo sbocco unico è Olise, praticamente inarrestabile ma senza nessuno che cerchi lo scambio con lui. L’area italiana si svuota, Scalvini e Bastoni dominano, Tonali fa da schermo, e Calafiori, pur con il satanasso di Olise davanti, regge e risponde colpo su colpo. Il 4-3-3 è più spesso un 4-5-1 compatto, stretto, lontano dalle distese che si aprivano al Belgio tra mediani e difensori. Perdiamo spesso palla, ma ci ricompattiamo. E appena c’è l’occasione per il contropiede, la Francia trema.
Pragmatismo
—Basta infatti che i bleus si sbilancino e un lancio di Frattesi innesca Seba Esposito e Kayode a destra: cross in area e Kean non è letale, peccato, altrimenti dopo 9’ saremmo in vantaggio, A fine primo tempo ancora Frattesi in area, tiro deviato da due passi. In mezzo, il possesso francese mai pericoloso. Nel giorno in cui la Fifa pubblica il report sul Mondiale, si rivedono tutte quelle tendenze: l’Italia sa di essere meno forte e quindi si adatta con blocco basso e riparte. Però non c’è una squadra di difensori, anzi. Il Mancio ha osato un tridente vero, con Seba, Pio e Kean, e insiste con Fagioli che soffre ma non affonda. Frattesi esce alla lunga con la sua profondità. Il più bello da vedere è Kayode, spinge in modo contagioso.
Immenso Gigio
—Mentre Mancini insegue la compattezza, si intuisce lo sforzo di Zidane di allontanarsi da Deschamps per andare dalle parti di Luis Enrique, Anche Da Cunha play, invece di Koné, avvicina la Francia alle dinamiche del Psg diretto da Vitinha. Con Cherki incursore e Rabiot meno ispirato. Dietro, però, quando aggrediti collettivamente, i francesi non sono insuperabili, Nell’uno contro uno Upamecano è un mostro e tiene Pio, ma Zizou non ha ancora trovato i meccanismi di squadra giusti. A voler esagerare, con qualche attacco più convinto, chissà. Ma va bene così. Anche perché il via della ripresa è un incubo: Francia concentrata e Donnarumma che para tutto ma non può niente sulla botta da fuori di Olise, sempre lui. Su questo gol si gioca il match. E la risposta è tutta azzurra.
Che risposta
—La Francia poteva dilagare e in altri tempi sarebbe successo, basti pensare alla Norvegia sia a Oslo sia a Milano. Qui è diverso. L’Italia non perde mai testa e sicurezza, pur sotto pressione alleggerisce bene, i cambi aiutano. Tonali e Pio stremati danno spazio a Barella e Vergara. Il napoletano gioca come sa, palla lunga e rincorsa, un po’ naif come il primo Kvara, e fa benissimo. Proprio su una sua fuga, chiusa a fondo campo, gli azzurri vanno a pressare e costringono la Francia a perdere palla: arriva Bastoni da lontano e s’invola verso il gol. Secondo centro dopo Bursa, grande risposta a Zenica e alle paure che non reggesse la difesa a 4. E se Donnarumma è ancora super su Olise, è l’Italia a sfiorare il gol con Kean. Dopo il rosso a Upamecano, Mancio tenta addirittura il colpo con Scamacca e un 4-4-2 dal doppio centravanti. Il gol non arriva, il messaggio è chiaro: giochiamo solo per vincere. Avanti così.
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