Damon Hill e l'afa di Sepang: "Nel 1999 misi una tuta bagnata con l'aria condizionata a palla, poi..."
L'ex campione del mondo 1996: "La F.1 di oggi è più dura e per i giovani c’è più pressione, ma Kimi è maturo come un veterano"
L'ex campione del mondo 1996: "La F.1 di oggi è più dura e per i giovani c’è più pressione, ma Kimi è maturo come un veterano"
dalla nostra inviata Giulia Toninelli 3 ottobre - 08:25 - SEPANG (MALESIA) Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleL’afa densa su Sepang colora il cielo di grigio e la patina di caldo e umidità si posa sulle monoposto prima ancora di vederle scendere in pista. I piloti boccheggiano, lamentandosi via radio, ma comprendere il senso di spossatezza che possono provare, in weekend impegnativi come quello malese, è difficile. Lo spiega bene il campione del mondo del 1996 Damon Hill, presente a Sepang nel 1999 per il primo Gran Premio di F.1 su questo circuito.
VIDEO: "Mi ritiro dalla Formula 1...": la dichiarazione di Fernando Alonso spiazza tuttiCosa ricorda di quel fine settimana?
"È stato terribile. Ricordo che durante le prime sessioni mi sentivo completamente sopraffatto, disidratato e senza forze. Tutti i piloti si trovarono ad adottare misure drastiche per provare a resistere a quel caldo e all’umidità: c’era chi era sotto flebo per idratarsi e chi, come me, provò qualcosa di diverso".
Cosa fece?
"Prima della gara mi sono bagnato la tuta e sono rimasto seduto in una stanza con l’aria condizionata fortissima per un’ora prima di uscire e mettermi in macchina. Stavo andando in ipotermia, ma mi sembrava una grande idea per poter scendere in pista bello fresco. Poi però sono uscito alla curva 1 al via del Gran Premio, quindi non ho mai scoperto se avrebbe effettivamente funzionato o no".
Si aspetta che sarà così anche quest’anno per i piloti?
"Sì, perché queste auto sono impegnative da guidare e l’umidità toglie molte forze durante una gara. In più si tratta di un circuito “nuovo” per la maggior parte di loro, non essendo più in calendario da quasi dieci anni, e penso che potremmo arrivare a una situazione simile a quella vissuta in Qatar nel 2023, quando faceva davvero molto, molto caldo in pista".
Una gara impegnativa in un periodo altrettanto duro con 6 GP in 7 settimane. Cosa significa questo per un pilota?
"È davvero sfidante perché non si tratta solo di correre e dare il meglio in pista. C’è il fattore dello stress, dell’idratazione, della dieta e del sonno, tutti elementi che vanno controllati per poter estrarre il meglio dalle proprie performance. A volte vorrei che i tifosi sapessero quanto questi ragazzi lavorano sodo per dare il meglio, perché alle spalle c’è una gestione delle condizioni e un lavoro che non si vedono".
In che cosa questi piloti sono diversi rispetto a quelli della sua generazione?
"Sicuramente oggi c’è un maggior uso della tecnologia ed è tutto estremamente più sofisticato in pista, il che rende il loro lavoro più complesso rispetto al nostro sotto questo punto di vista. Devono pensare a più cose, anche fuori dalla macchina, dove il rapporto con i tifosi e l’impatto dei social è enorme. Il giudizio che arriva da lì deve essere gestito con saggezza da questi ragazzi, che hanno imparato a prendere il meglio da quello che i social possono dare, proteggendosi invece dal resto. Non è facile, soprattutto quando si parla di piloti giovanissimi con tanta pressione e stress, come Kimi Antonelli che a 20 anni guida il Mondiale".
Che cosa pensa di quello che sta facendo Antonelli in F.1 quest’anno?
"Ne sono davvero entusiasta. È un grande privilegio vederlo correre quest’anno e competere ai massimi livelli della F.1 nonostante sia così giovane. È maturo come un veterano, ma allo stesso tempo è anche un personaggio così vivace, estroverso e semplicemente felice di correre. Mi sono reso conto di quanto siamo fortunati nel vederlo realizzarsi dopo il suo successo di Monza".
Perché proprio a Monza?
"Sono nel mondo dello sport da molti anni, ma credo che quello che abbiamo visto a Monza, con lui che rimonta dal fondo della griglia e vince davanti ai tifosi di casa, sia stato uno dei momenti sportivi più grandi di tutti i tempi. Penso che non ce lo dimenticheremo mai".
Dall’altro lato del box Russell non ha vissuto una stagione finora semplice. Come ci si rialza?
"Questo è il nostro sport: a volte pensi che sia il tuo momento, di avercela fatta e di essere finalmente pronto a tirare fuori il meglio, e poi succede qualcosa che ti costringe a rivedere tutto. Per lui deve essere stato uno shock vedere il livello di Antonelli quest’anno, ma penso che George sia un pilota veloce e tenace e che stia già reagendo, come abbiamo visto a Baku. Può dimostrare tanto e so che lo farà".
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