Mistero Sinner: quegli allenamenti interrotti dopo 10 minuti. Il rientro nel 2027?
La Gazzetta dello Sport

Mistero Sinner: quegli allenamenti interrotti dopo 10 minuti. Il rientro nel 2027?

Domenica 4 ottobre 2026
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Il ginocchio non guarisce, a Lione ha fatto un altro consulto: no all’operazione. Torna a Vienna o stagione finita?

Il ginocchio non guarisce, a Lione ha fatto un altro consulto: no all’operazione. Torna a Vienna o stagione finita?

Riccardo Crivelli Giornalista 4 ottobre - 00:38 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Il mistero si infittisce. Prima l’America, adesso l’Asia: viaggi cancellati, ombre che si allungano, assenze che preoccupano. Come sta Sinner? La questione delle questioni attorno al numero uno del mondo, che manca dai campi di gioco da 84 giorni, finale vinta a Wimbledon, si ingarbuglia ogni momento di più, registrando ieri un altro comunicato dopo quello che annunciava la rinuncia a Pechino, stavolta per salutare Shanghai, senza peraltro accennare ad alcuna diagnosi del ginocchio infortunato: "Sfortunatamente non potrò essere in campo a Shanghai quest’anno come avrei sperato. Mi è sempre piaciuto giocare lì, mi dispiace di non poterlo fare la prossima settimana. Grazie per il vostro supporto, ci vediamo l’anno prossimo". Punto e capo.

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Quanti dubbi

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E adesso? Tralasciando la marea montante delle migliaia di opinioni sui social, le alternative si riducono: rientro al Six Kings Slam a Riad il 21 ottobre, in un contesto qualificato ma senza la pressione del risultato e con ritmi meno intensi come si richiede a un’esibizione, quindi con la possibilità di un atterraggio sul campo più morbido; oppure Vienna dal 26 ottobre, in pratica un torneo quasi di casa (l’anno scorso ci andò in macchina) di cui è peraltro campione in carica, con l’obiettivo di tornare al top per le Finals di Torino (biglietti già esauriti da tempo) e magari un successivo ritorno in Davis; infine, stop protratto fino al termine della stagione per guarire completamente durante la preparazione invernale e ripresentarsi all’inizio del 2027, nonostante la frase rivolta durante la settimana della moda ad Anna Wintour: "Se non sono pronto per gennaio è un bel problema…". Già: senza conoscere da fuori ciò di cui soffre, si può soltanto procedere per ipotesi e con le pochissime certezze a disposizione. È assodato, ad esempio, che soffra di una tendinite da sovraccarico con interessamento della fascia lata, una struttura connettivale che contribuisce a trasmettere la forza durante il movimento, oppure alla “zampa d’oca”, la regione interna del ginocchio dove convergono i tendini di tre muscoli della coscia.

L’ultimo consulto

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Evidentemente le due visite a Milano, il 4 agosto alla Physioclinic e il 25 settembre alla clinica Madonnina, da due specialisti diversi, non hanno dissipato i dubbi, e i due mesi di terapie al JMedical non sono serviti a ridurre l’infiammazione fino a consentirgli di riprendere i normali carichi di lavoro in vista di un celere ritorno in campo. Per questo, venerdì Sinner è volato a Lione (che dista un’ora di aereo da Montecarlo) per un nuovo consulto, stavolta con Bertrand Sonnery-Cottet, chirurgo ortopedico dell’Hôpital Privé Jean Mermoz, specializzato soprattutto negli interventi al ginocchio. Un luminare che conosce bene anche il mondo del calcio ed è tra gli specialisti di riferimento della Juventus: agli inizi di settembre ha operato Thuram eseguendo una condroplastica, e Locatelli al menisco. Nel 2024 si era occupato dell’intervento di Bremer. In passato ha operato anche Ibrahimovic e più recentemente ha visitato Mbappé. Secondo voci verificate, l’indicazione del medico sarebbe stata quella di proseguire con le terapie conservative, scongiurando dunque le pericolose incognite di un’operazione. Quindi, accanto a laser e onde d’urto, esercizi di stabilizzazione, rinforzo della muscolatura del ginocchio e test sempre più vicini ai movimenti in campo. Il passaggio più delicato resta però quello della transizione tra allenamento e torneo e la rinuncia anche a Shanghai suggerisce che non è ancora garantita. Nei giorni scorsi, tra l’altro, Jannik ha spesso interrotto la preparazione dopo dieci minuti non per il dolore, ma per mancanza di resistenza fisica, com’è comprensibile. Più il tempo passa, ovviamente, più il numero uno torna a rischio a favore di Zverev. Ma in questo momenti, statene certi, è l’ultimo pensiero dell’anima ferita di Sinner.

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