Il rischio commissariamento e l'allarme Uefa: così l'Italia rischia di perdere l'Europeo 2032
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Il rischio commissariamento e l'allarme Uefa: così l'Italia rischia di perdere l'Europeo 2032

Domenica 4 ottobre 2026
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L'ipotesi di un commissariamento della Figc allarmano Ceferin: c'è il rischio della revoca dell'organizzazione di Euro 2032

L'ipotesi di un commissariamento della Figc allarmano Ceferin: c'è il rischio della revoca dell'organizzazione di Euro 2032

Fabio Licari Giornalista 4 ottobre - 08:56 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Non è neanche il caso di ricorrere a una delle abusate citazioni di Flaiano, la situazione è grave ma non seria, perché la questione del potenziale commissariamento federale e le sue conseguenze sull’Europeo 2032 sono purtroppo serissime. Stiamo camminando su un filo sospeso nel vuoto, con il rischio, tra un paio di passi falsi, di avere le vertigini e cadere. Perché stiamo trascurando o sottovalutando, nella migliore delle ipotesi, le parole dell’Uefa. 

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elezioni e fiducia

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Se Ceferin dice che il commissariamento "farebbe venir meno la fiducia dell’Uefa" vuol dire che è preoccupato per un controllo politico inaccettabile sullo sport, che il presidente si chiami Malagò o meno. Finiamola con il discorso che l’Uefa ce l’abbia con l’Italia: ai vertici di tutti i dipartimenti, sportivo, finanziario, arbitrale, disciplinare, ci sono dirigenti italiani. Il primo grande elettore di Ceferin è stata l’Italia. Poi Ceferin e Malagò non sono particolarmente amici, il numero uno Uefa avrebbe proseguito con Gravina, con il quale il legame non è più soltanto politico. Ma oggi il calcio in Italia è Malagò che ha vinto le elezioni senza che osservatori dell’Onu abbiamo denunciato brogli o irregolarità. 

un altro presidente

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A Nyon, come a tanti dalle nostre parti, il ricorso a un cavillo procedurale – il mancato tesseramento – pare francamente risibile, soprattutto nel caso di un’elezione stravinta con l’appoggio di quasi tutte le componenti. Ma se irregolarità c’è stata, e per i codici sportivi Malagò non può essere presidente, bene, se ne faccia un altro. Democraticamente eletto. Questa è la neanche tanto impercettibile differenza tra due scenari che possono drasticamente cambiare il futuro. Uno: Malagò decade perché non è stato attento, e il presidente del Coni Buonfiglio, o chi per lui, si insedia da commissario, vigilando sulle procedure per arrivare alle elezioni nei tempi previsti. Un nuovo presidente ristabilisce la situazione e nessun problema per l’Euro (stadi esclusi, naturalmente). 

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controllo politico

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Scenario due: addio Malagò, ma il commissario si insedia come “principe” della Figc, in pratica fa il presidente. Questo, nel linguaggio dell’Uefa ma anche della Fifa, più silenziosa solo perché ha altro e cui pensare e l’Italia oggi è meno “amica”, si definisce ingerenza politica ingiustificabile. Perché non c’è un motivo per cui la politica debba entrare nel calcio: le finanze sono a posto, non ci sono irregolarità amministrative, scandali o altro. L’Uefa si chiederebbe allora: a cosa serve esattamente un commissario? Rispondiamo noi. Sarebbe il proconsole di Roma, di un governo che fin dal primo giorno ha mostrato speciale interesse nel controllo di tutte le centrali culturali, dal cinema al teatro, dalla tv, appunto, allo sport che finora ha conservato la sua indipendenza garantita da un sistema internazionale. Più che cavillo, il tesseramento sarebbe il cavallo di Troia, visto che l’Odissea è tornata di moda. L’ultima occasione? Non sarebbe la prima volta che l’Uefa interviene sulle manovre politiche. L’ultima a essere sospesa è stata la Grecia. Un commissario politico — diciamolo subito, per non stupirsi dopo — condannerebbe l’Italia a perdere l’Europeo e quindi l’ultimo tram del desiderio di rinnovare gli stadi per avvicinarsi alle altre potenze calcistiche europee. Al contrario, le distanze si allungherebbero e non sarebbero i risultati di una bella Nazionale a risolvere una crisi strutturale. Importante poi non chiedersi perché i fatturati e i risultati di Premier, Liga e Bundesliga siano superiori. D’accordo, la Turchia non sta tanto meglio politicamente, ma se l’ultimo scandalo arbitrale porterà a nuove elezioni tutto sarà come prima. E da Istanbul a Konya ci sono stadi per organizzare da sola la fase finale del 2032. 

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