Il sorprendente effetto dell'odore del padre sul cervello dei neonati
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Il sorprendente effetto dell'odore del padre sul cervello dei neonati

Domenica 4 ottobre 2026
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L'odore del padre sincronizza l'attività cerebrale del neonato con quella dell'adulto, e lo fa anche con uno sconosciuto che indossa una maglietta con quell'odore

L'odore del padre sincronizza l'attività cerebrale del neonato con quella dell'adulto, e lo fa anche con uno sconosciuto che indossa una maglietta con quell'odore

Daniele Particelli 4 ottobre - 08:12 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Sappiamo ormai da decenni che l'olfatto è uno dei sensi più potenti nei neonati, capace di riconoscere la madre fin dai primissimi giorni di vita e di favorire il legame affettivo. Il ruolo dell'odore corporeo paterno nello sviluppo del bambino, invece, è rimasto a lungo inesplorato. A provare a colmare questo gap è stato in queste settimane uno studio condotto da Yaara Endevelt-Shapira della Reichman University e dell'Università di Washington, insieme a Linoy Schwartz e Ruth Feldman della Reichman University: l'odore del padre non solo favorisce la sincronizzazione dell'attività cerebrale tra genitore e neonato, ma è in grado di aumentare questa sincronizzazione anche quando il bambino interagisce con un uomo completamente sconosciuto, a patto che quell'uomo indossi una maglietta impregnata dell'odore paterno.

Cos'è la sincronizzazione inter-cerebrale

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Al centro dello studio, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Science Advances, c'è un fenomeno che la ricerca neuroscientifica sta esplorando sempre più: la sincronizzazione inter-cerebrale, vale a dire il grado con cui l'attività elettrica di due cervelli tende ad allinearsi durante un'interazione sociale. Quando due persone comunicano, i loro pattern di onde cerebrali tendono a "sintonizzarsi" in modo misurabile, un meccanismo che sembra essere alla base dei processi di attenzione condivisa, apprendimento e connessione sociale.

Questo fenomeno viene misurato confrontando simultaneamente, tramite elettroencefalogramma, le onde cerebrali dei due individui coinvolti nell'interazione. Ed è proprio quello che hanno fatto i ricercatori, coinvolgendo 40 coppie padre-bambino.

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Come è stato condotto lo studio

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In una prima fase, i ricercatori hanno registrato contemporaneamente l'attività cerebrale dei neonati e dei loro padri biologici durante delle interazioni naturali, confermando che la sincronizzazione cerebrale tra padre e figlio è significativamente più alta rispetto a quella osservata tra il neonato e un adulto sconosciuto.

Nella seconda parte dello studio, i bambini hanno interagito con uomini sconosciuti che indossavano una maglietta impregnata dell'odore corporeo del padrebiologico. Anche in questo caso sia il neonato che l'adulto indossavano una cuffia EEG per la registrazione simultanea dell'attività cerebrale. Il risultato è stato chiaro: quando lo sconosciuto indossava la maglietta con l'odore paterno, la sincronizzazione cerebrale aumentava sensibilmente, avvicinandosi ai livelli osservati durante l'interazione con il padre vero.

Regolazione dell'attenzione e apprendimento sociale

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Secondo gli autori dello studio, l'effetto riguarda specificamente le onde cerebrali associate ai processi di regolazione dell'attenzione e del controllo cognitivo, aree che sono fondamentali per l'apprendimento e lo sviluppo delle interazioni sociali precoci. L'odore paterno, in poche parole, sembrerebbe agire come un segnale biologico capace di preparare il cervello del neonato a coordinarsi con quello dell'adulto, facilitando quella "sintonizzazione" neurale che è alla base delle prime esperienze sociali del bambino.

I prossimi passi della ricerca

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Gli autori sottolineano che questa scoperta è soltanto un primo passo e che saranno necessari degli studi più ampi per chiarire il peso relativo dei comportamenti di cura rispetto ai fattori biologici puri. "Studi futuri con campioni più ampi che comprendano sia madri sia padri nello stesso disegno sperimentale saranno essenziali per valutare la variabilità individuale dei comportamenti di accudimento e chiarire come questi fattori siano associati alla sincronizzazione inter-cerebrale e al comportamento del neonato", hanno sottolineato i ricercatori.

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