L'ictus si potrà "congelare" grazie a un mix di farmaci che blocca i danni al cervello
La Gazzetta dello Sport

L'ictus si potrà "congelare" grazie a un mix di farmaci che blocca i danni al cervello

Domenica 4 ottobre 2026
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Rallentare il metabolismo per mitigare i danni neurologici. Al via la sperimentazione sull'uomo dopo i risultati promettenti su topi e macachi

Rallentare il metabolismo per mitigare i danni neurologici. Al via la sperimentazione sull'uomo dopo i risultati promettenti su topi e macachi

Giacomo Martiradonna 4 ottobre - 08:11 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Un gruppo di ricercatori in Cina ha sviluppato una strategia farmacologica per contrastare gli esiti dell'ictus ischemico attraverso la riproduzione degli effetti dell'ipotermia terapeutica. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Science Translational Medicine, ha dimostrato la possibilità di ridurre la temperatura del corpo in condizioni di sicurezza, limitando così i danni cerebrali dopo un evento acuto.

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ictus e ipotermia indotta

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Lo studio è stato condotto da un gruppo di scienziati cinesi guidati da Shuaili Xu del Beijing Institute for Brain Disorders della Capital Medical University. I risultati ottenuti nei modelli animali e nei primi test clinici suggeriscono che questa strategia potrebbe un giorno ridurre il rischio di danni neurologici in seguito a evento cardiaco o ictus. Si tratta ancora di dati preliminari, il che significa che ci sarà bisogno di studi più ampi prima di poter ipotizzare un eventuale impiego nella pratica clinica. Secondo i ricercatori, tuttavia, il sentiero tracciato è promettente.

Come proteggere il cervello

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Nel caso dell'ictus, l'abbassamento della temperatura corporea risulta interessante perché in grado di ridurre il ritmo del metabolismo cellulare. Un rallentamento che potrebbe limitare il dispendio energetico dei tessuti del cervello e proteggerli dai processi neurodegenerativi che si attivano dopo l'interruzione del flusso sanguigno. Questo effetto, in linea teorica, dovrebbe ridurre il rischio di lesioni permanenti e di disabilità. Il problema, tuttavia, è di natura tecnologica: ad oggi non esiste una tecnica in grado di indurre e mantenere l'ipotermia in modo affidabile e prolungato. Ed è qui che entra in gioco il mix di farmaci.

lo studio

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Per superare questi limiti, i ricercatori hanno valutato una combinazione di clorpromazina, impiegata come antipsicotico, e prometazina, utilizzata come antistaminico. L'ipotesi è che l'associazione dei due principi attivi possa riprodurre alcuni degli effetti metabolici dell'ipotermia senza ricorrere a una vera e propria procedura di raffreddamento esterna. Nei modelli murini con ictus, il trattamento ha indotto uno stato ipotermico e una riduzione del metabolismo del glucosio. Gli animali trattati hanno mostrato una minore estensione del danno cerebrale e una riduzione delle complicanze neurologiche rispetto ai controlli. E risultati analoghi sono stati osservati anche nei macachi rhesus colpiti da ictus.

congelare il cervello senza il freddo

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In seguito ai risultati positivi ottenuti sugli animali, il gruppo di ricerca ha avviato una sperimentazione clinica di fase 1, finalizzata a tratteggiare il profilo di sicurezza del trattamento. Lo studio ha coinvolto 32 pazienti, ai quali sono state somministrate diverse dosi della combinazione di clorpromazina e prometazina. Tutti i dosaggi testati sono risultati sicuri e ben tollerati. Le analisi del plasma hanno inoltre evidenziato una riduzione di alcuni marcatori metabolici nei partecipanti, anche se l'effettivo abbassamento della temperatura corporea è stato osservato solo con la dose più elevata da 100 milligrammi. Come detto, tuttavia, saranno necessari ulteriori studi clinici per verificare l'efficacia del trattamento e definirne il possibile ruolo nella gestione dei pazienti post-ictus.

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