Modric e lo shock in nazionale: "Mi vergogno". Ora serve il rilancio in rossonero
La Gazzetta dello Sport

Modric e lo shock in nazionale: "Mi vergogno". Ora serve il rilancio in rossonero

Domenica 4 ottobre 2026
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Gli ultimi mesi, tra Diavolo e Croazia, per lui sono stati complicati. I sette gol subiti dall'Inghilterra una macchia dopo la quale ha dovuto metterci la faccia

Gli ultimi mesi, tra Diavolo e Croazia, per lui sono stati complicati. I sette gol subiti dall'Inghilterra una macchia dopo la quale ha dovuto metterci la faccia

Marco Pasotto Giornalista 4 ottobre - 14:00 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Modric sconsolato mentre l'Inghilterra festeggia. Afp

Un uomo comprensibilmente distrutto. Sepolto sotto l'imbarazzo e la vergogna - termine che a fine partita utilizzerà più volte - del settebello con cui l'Inghilterra ieri ha ridicolizzato la Croazia in Nations League. E siccome Luka Modric della sua nazionale è il capitano, gli è toccato pure il dolore di doversi presentare in pubblico per tentare di spiegare l'umiliazione più cocente nella storia delle casacche a scacchi biancorossi. Banalmente: non si meritava tutto questo.

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stato d'animo

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Il calcio però a volte sa essere perfido, non si cura dei quarti di nobiltà dei suoi interpreti. E così la tortura postuma per Luka è stata inevitabile. In una situazione del genere, di solito arrivano le scuse. Modric è riuscito ad andare oltre, catalizzando intorno al suo stato d'animo quello di un'intera nazione: "È difficile trovare una spiegazione per una prestazione del genere senza falli, aggressività, spirito di squadra. Sono qui da vent'anni, e per la prima volta mi vergogno dopo una partita. Si può perdere, c'è chi in quel momento è più forte, ma perdere così e rovinare la reputazione che ci siamo guadagnati negli anni è inaccettabile. Mi vergogno tantissimo". E ancora: "Non si può giocare a calcio in questo modo, sembravamo con 4-5 giocatori in meno. Non ho mai avuto una sensazione simile dopo una partita come questa in nazionale".

cammino

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Povero Luka. Gli ultimi mesi sono stati tempi abbastanza grami per lui. Iniziati nel mese di maggio, quando il Milan ha cominciato a smarrire il filo rosso che lo aveva tenuto legato alla zona Champions tutta la stagione, fino all'harakiri col Cagliari proprio all'ultima curva. Modric immaginava ovviamente un'estate diversa: il ritorno del Diavolo nell'Europa più bella, la scelta - in serenità - di proseguire il cammino in rossonero un'altra stagione, per poi dedicarsi al Mondiale con la sua nazionale. Il fallimento sportivo del Milan, con immediata centrifuga totale della proprietà, ha invece scombussolato tutti i piani. Luka è partito per gli Stati Uniti con un elenco smisurato di punti interrogativi: che cosa intende fare adesso Cardinale? Dove vuole e soprattutto dove può andare questo Milan? Che cosa è meglio per me? Il sì è poi arrivato dopo un Mondiale terminato ai sedicesimi di finale. Un'altra delusione. Non che la Croazia fosse una delle pretendenti al podio, ma nemmeno così malmessa da uscire così presto.

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rilancio

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Quando è iniziata la nuova stagione a Milanello, sono arrivate altre perplessità. Più che altro da parte di Amorim che però, essendo il suo allenatore, rappresenta una parte essenziale del suo lavoro. Quest'anno Luka è passato dall'essere titolare indiscusso a giocatore da valutare di partita in partita. In base alle sue condizioni fisiche, in base a come gioca l'avversario. Perché "se si tratta di partite basate sulla corsa, per Modric diventa impossibile", le parole del tecnico portoghese. Questione anche di sistema di gioco: nel 3-5-2 di Allegri Luka aveva due angeli custodi ai suoi fianchi, nel 3-4-2-1 c'è più spazio da coprire. Questo non equivale a immaginare Modric in panchina lungo l'annata, anche perché a differenza della scorsa c'è una coppa europea in più, ma di certo verrà dosato maggiormente. "Capisce benissimo", ha anche detto Amorim quando gli sono stati chiesti riscontri sull'umore del croato di fronte alla gestione attuale. Di certo Modric è un professionista assoluto, che non si permetterebbe mai di far filtrare un'eventuale contrarietà. Anzi, dopo la mattanza in nazionale il Milan è l'occasione per archiviare e rilanciare. Un po' tutto: il Diavolo e anche se stesso.

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