La prima volta dei Milwaukee Brewers: vincono le World Series di Mlb! Battuti i Tampa Bay Rays
La Gazzetta dello Sport

La prima volta dei Milwaukee Brewers: vincono le World Series di Mlb! Battuti i Tampa Bay Rays

Giovedì 29 ottobre 2026
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Un momento atteso 57 anni, quello vissuto dalla squadra del Wisconsin, che trionfa in Gara5. Mvp il catcher William Contreras 

Un momento atteso 57 anni, quello vissuto dalla squadra del Wisconsin, che trionfa in Gara5. Mvp il catcher William Contreras 

Mario Salvini Giornalista 29 ottobre - 09:46 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Sunday, Monday, Happy Days/ Tuesday, Wednesday, Happy Days/ Thursday… E no, non c’è stato bisogno del venerdì. Ai Brewers è bastato il giovedì, Gara5, per chiudere la serie e un’attesa che durava da 57 anni. L’incipit è per i meno giovani, per chi era ragazzo negli anni 80, quando imperversava in televisione Happy Days, la serie con Fonzie, Richie, Potsie e Ralph, gli allegri ragazzi di Milwaukee. Di Milwaukee che da allora attendeva. Una World Series l’aveva vinta proprio negli anni in cui Happy Days era ambientata, nel 1957, ma con i Braves. Che poi se ne sarebbero andati ad Atlanta. I Brewers sono nati nel 1969 e da allora ci provavano. Nel 1982 erano arrivati alle World Series, ma furono sconfitti, dai St.Louis Cardinals. E allora pazienza. Fino a ieri, a ieri notte quando la città è esplosa. Tutta Milwaukee e buona parte di St.Petersburg, a 2000 e più chilometri di distanza, a sud, in Florida, dove si giocava Gara5. Era casa dei Rays, ma sembrava di essere in Wisconsin. C’è stato un esodo, un innamoramento per questa squadra che stando alla logica e agli stipendi mai avrebbe dovuto essere alle World Series. E invece ci era arrivata facendo fuori i ricchi e fighi Padres di San Diego e poi i campionissimi, ricchissimi, strafavoriti Los Angeles Dodgers, bi-campioni del 2024 e del 2025. Non solo fatti fuori, ma spazzati via, come dicono in America, annientati 4 partite a zero. 

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la gara5

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Alle World Series, i Brewers hanno trovato i Tampa Bay Rays. Li hanno battuti nelle prime due partite in casa, a Milwaukee. Quindi nella prima in Florida. Hanno ceduto nella notte italiana tra martedì e mercoledì, nelle 4 ore e 20 minuti di Gara4 arrivata fino al 12° inning. Ma adesso è finita. Il fenomenale Jacob Misiorowski, il 24enne lanciatore che spara saette mai viste (letteralmente) a 103-104 miglia all’ora, ha tenuto il monte per 5.2 inning, prima di infortunarsi. Metà partita giusta in cui i Rays non sono riusciti a produrre punti. Mentre i Brewers hanno fatto quello che sanno fare di più e meglio: battere linedrive. Niente fuoricampo, niente baseball fatto di swing portentosi, ma tanta, meravigliosa concretezza. Battute tese, secche, tante, continue. Straordinario l’interbase Cooper Pratt che ha spinto a punto Brice Turang al 2° inning per l’1-0. Che si è messo in base al 5° e ed è entrato a segnare il 2-0 grazie al singolo di David Hamilton. E che ancora, con una volata di sacrificio, una battuta alta all’esterno per cui si viene eliminati ma che frutta il punto di un compagno, ha prodotto il 4-0. Dopo che William Contreras con un doppio aveva ottenuto il 3-0 (il capitano Christian Yelich a punto). 

l'mvp

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Ecco, William Contreras. Il catcher venezuelano, il figlio di Olga, bidella della scuola di Puerto Cabello, è stato votato MVP. Meritato, per l’autorità con cui ha operato dietro il piatto, perché ha fulminato tutti i corridori di Tampa Bay che hanno provato a rubargli basi. E ha battuto nei momenti decisivi. Contreras nel 2026 è diventato Campione del Mondo col Venezuela e poi ancora ieri notte, coi Brrwers, perché è così che definiscono in America la squadra che vince le World Series: campione del Mondo. Ha meritato il premio di MVP anche se dev’esser stato difficile scegliere. Tra lui e, per esempio, il bravissimo e decisivo interbase Cooper Pratt di cui si diceva, o il lanciafiamme Misiorowski, a soli 24 anni lanciatore vincente di Gara1 e poi anche di Gara5, come solo i grandissimi. E poi ancora Jackson Chourio, il 22enne a cui i Brewers hanno fatto un contratto da 84 milioni per otto stagioni prima ancora di farlo debuttare, quando di anni ne aveva solo 19. Nelle prime 4 partite di questa World Series aveva battuto 10 valide. Solo un altro giocatore ne aveva picchiate altrettante nelle sole prime 4 partite di una World Series, era successo nel 1928, ci era riuscito Babe Ruth. E ancora Sal Frelick, eccellente, per quanto non ai livelli stellari dei compagni citati, ma nel nostro cuore a suo modo anche lui MVP. Perché Sal è sulle schede e sulle figurine, ma il suo nome vero è Salvatore. E ha giocato il World Classic con l’Italia. Un azzurro campione delle World Series. 

underdog

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È stato un baseball corale, quello dei Milwaukee Brewers. Bello, bellissimo, fatto di concretezza e continuità. Giocato dalla squadra che con i suoi 146 milioni (146.206.320) è solo la 19ma per montestipendi delle 30 squadre della MLB. In pratica ai suoi campioni nel 2026 ha corrisposto 200 milioni (200.530.485) in meno di quelli che hanno pagato i New York Mets fuori dai playoff. Tema non da poco, adesso che si va incontro ad un inverno caldo, di vertenze sindacali. La MLB e i proprietari vorrebbero il salary cap, con in NBA e in NFL, i giocatori non ne vogliono sapere. I Brewers sono il miglior argomento possibile a loro favore. 

la guida

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I Brewers, i Birrai di Milwaukee, ci hanno fatto divertire. Hanno messo in campo il gioco di squadra e lo spirito di Pat Murphy, il loro manager. L’allenatore che addosso ha tatuati versi di canzoni di Bruce Springsteen. Che dal Boss in persona aveva ricevuto una videochiamata prima di cominciare queste World Series. Uno che ha cominciato ad allenare nel 1984 dal più basso dei gradini possibili, dal College di III Divisione, al Maryville College. Uno che ha fatto un viaggio lunghissimo, quasi quanto quello della franchigia. Nel suo caso passato dalla NCAA alle Minors, con in mezzo tre matrimoni. In conferenza stampa, dopo le partite porta i suoi figli più piccoli, di 11 e 12 anni, a volte anche le nipoti, figlie della sua figlia più grande (di cui l’11enne e il 12enne sono quindi zii). Se li tiene di fianco, è successo persino che abbiano risposto a qualche domanda dei giornalisti. Murphy è un personaggio così. Che ogni anno chiama la sua squadra come una canzone del suo amato Springsteen. Ha avuto "Thunder Road", "Prove It All Night". Questi Brewers erano "Last Man Standing". E come un sol uomo sono rimasti in piedi, fino alla fine. Fino a rimanere gli ultimi sopravvissuti. Campioni, finalmente, dopo 57 anni di attese, birre e speranze.

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