Lollobrigida: "Si può essere sia mamma che atleta. La mia è una storia di ostinazione"
La Gazzetta dello Sport

Lollobrigida: "Si può essere sia mamma che atleta. La mia è una storia di ostinazione"

Domenica 4 ottobre 2026
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La campionessa olimpica aspetta il secondo figlio a dicembre: "Si può affrontare con entusiasmo la mole di impegni tra casa e sport. Senza il supporto di mia sorella Giulia non ce l'avrei fatta"

La campionessa olimpica aspetta il secondo figlio a dicembre: "Si può affrontare con entusiasmo la mole di impegni tra casa e sport. Senza il supporto di mia sorella Giulia non ce l'avrei fatta"

dal nostro inviato  Francesco Rizzo 4 ottobre - 14:14 - TRENTO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Coda che gira intorno al Palazzo della Provincia e tanti bambini per Francesca Lollobrigida che (con il pancione per la seconda maternità) si racconta al Festival di Trento, otto mesi dopo i due ori ai Giochi di Milano Cortina, quarta Olimpiade in carriera, nei 3000 e nei 5000 metri. La pronipote della Lollo del cinema, accesa romanista, stupita dalla popolarità a Trento ("del mio sport si parla ogni quattro anni, vorrei che venissero riconosciuti i nostri sacrifici, che pure io chiamo scelte"), a dicembre diventerà di nuovo madre, di un maschio - senza escludere un terzo tentativo per una femmina - ma non ha paura del moltiplicarsi degli impegni. Anzi, fa notare quanto sia miope stupirsi di una mamma che gareggia e vince, come ha fatto lei in febbraio.

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Sorella

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"Capisco che le mie medaglie non avrebbero avuto la stessa esposizione mediatica se non fossi stata madre ma il messaggio che vorrei che passasse è che si può affrontare con entusiasmo anche la mole di impegni fra casa e sport o casa e lavoro. A Milano Cortina ero in una bolla, non mi ero nemmeno accorta che avevo fatto il record olimpico ma mi sono goduta tutto", spiega Francesca, che ringrazia anche la sorella Giulia "senza il cui supporto non sarei arrivata a questi risultati". Compreso l’aiuto nel far crescere il primogenito Tommaso, fra una trasferta e l’altra, da Frascati a Baselga di Pinè, sede degli allenamenti, "dove tempo fa, la prima volta che mi sono presentata arrivando da Roma con l’abbigliamento da pattinaggio a rotelle, non faceva proprio caldo". Lollobrigida, che gira sempre con la moka, spiega di essere poi diventata, nel tempo, punto di riferimento per altri atleti durante i lunghi ritiri, perché "medaglie o non medaglie non sono mai cambiata e, se ho problemi, preferisco chiudermi in camera e non farli vedere".

Ostinazione

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Problemi come quelli di salute - un'infezione virale - che le hanno fatto dubitare di partire per Milano Cortina "ma ho chiesto aiuto e anche le mie avversarie, nelle settimane precedenti, mi incoraggiavano, un segno di rispetto che ho apprezzato. La mia è pure una storia di ostinazione". Anche se poi il suo racconto torna al figlio Tommaso, "il primo che volevo abbracciare dopo le medaglie ai Giochi, ma anche motivo di senso di colpa perché i primi anni l’ho portato in giro con me per alberghi durante le trasferte". C’è dell’amaro persino nell’oro, malgrado quel carattere esuberante e positivo che Francesca porta sul palco: "Coraggio, sempre ed essere se stessi".

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