Esterno destro con Chivu, terzino sinistro per Zidane, ma lui si sente mezzala: l'altalena di Diouf
La metamorfosi del francese continua: sbarcato a Milano l'estate scorsa dopo che la Roma si tirò indietro per Manu Koné, la "pazza idea" di dirottarlo sull'esterno dell'allenatore nerazzurro ha dato i suoi frutti. Ma Andy rivendica il suo ruolo naturale
La metamorfosi del francese continua: sbarcato a Milano l'estate scorsa dopo che la Roma si tirò indietro per Manu Koné, la "pazza idea" di dirottarlo sull'esterno dell'allenatore nerazzurro ha dato i suoi frutti. Ma Andy rivendica il suo ruolo naturale
Gregorio Spigno Giornalista 4 ottobre - 21:53 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleOgni occasione è buona per ricordare al mondo il proprio ruolo naturale. Così chissà, magari qualcuno si convince a schierare nuovamente Andy Diouf in mezzo al campo. "Mi sento un centrocampista" ha ribadito l'ex Lens anche dal ritiro con la Francia. La certezza è che per il momento i messaggi del francese siano caduti nel vuoto: esterno destro fisso con Chivu, testato terzino sinistro da Zidane con la Francia. Al centro, nel naturale ruolo di mezzala - per cui era effettivamente stato acquistato dall'Inter - praticamente... mai. A chiarire ulteriormente la metamorfosi di Andy ha pensato anche il fratello, Waly: "Zizou lo ha convocato perché mio fratello rappresenta l'idea del terzino moderno - ha raccontato a Bien Public -. Prima della partita contro l'Italia abbiamo scherzato, gli ho chiesto se fosse nervoso perché non aveva mai giocato in quel ruolo. Nemmeno nelle categorie U14 e U15, mai in alcun ruolo difensivo. Al massimo aveva fatto il numero 8. Mi ha risposto di no, spiegandomi che aveva parlato con Zidane e che era stato schierato in quella posizione per ragioni ben precise. Essere polivalenti è una ricchezza. Tanto meglio per lui, perché gli ha aperto le porte della nazionale. È magnifico, essere allenato da Zizou la ciliegina sulla torta. Ora sta a lui entrare nelle grazie del c.t. e conquistarne la fiducia". Eppure, l'idea di rientrare nella comfort zone nella testa di Diouf resiste ancora forte.
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—Va sottolineato però che è proprio grazie al cambio di ruolo che Diouf si è conquistato prima un ruolo da protagonista nell'Inter e poi la convocazione di Zidane in nazionale. Una "pazza idea", pensata da Cristian Chivu, che ha portato i suoi frutti. Certo, per adattarsi è stato necessario del tempo ed il futuro - con il rientro di Spence - potrebbe riaprire a Diouf le porte del centrocampo. Ma immaginarlo di nuovo mezzala appare difficile, soprattutto per l'apporto costante che il francese regala in corsia alla squadra e la fantasia con cui interpreta il ruolo: salta l'uomo, gioca a piede invertito, inventa, crea. Tutto grazie ad un'interpretazione del ruolo che nasce dal pensiero di un centrocampista dotato di ottimi strappi successivamente dirottato in corsia. E allora, forse, ci si può pure dimenticare delle origini. Ma questo sta... a Diouf soltanto.
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