Marquez manda un sosia e si evita la gara coi kart: "Non siamo qui per scherzare, c'è un limite"
Lo stratagemma dello spagnolo per scappare all'iniziativa della Dorna: "Capisco lo spettacolo ma c'è una linea da non superare. In questo momento conta solo il campionato"
Lo stratagemma dello spagnolo per scappare all'iniziativa della Dorna: "Capisco lo spettacolo ma c'è una linea da non superare. In questo momento conta solo il campionato"
Marco Giorgini 4 ottobre (modifica alle 22:28) - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleNon era Marc, non era suo fratello Alex e allora chi era? Il piano di Marquez di evitare la gara di kart organizzata dalla MotoGP prima del Gran Premio del Giappone è durato molto poco, giusto il tempo di insospettire Martin e i commissari, ma è riuscito alla perfezione. Il "falso Marc" è stato tradito dal rifiuto di alzare la visiera, segnale definitivo che sotto il casco con il numero 93 non c'era il nove volte Campione del Mondo. "Ho capito subito che non era lui, ma lo comprendo - ha detto Jorge Martin - Quando ci hanno parlato dell’evento, ero scettico. Un colpo da dietro può lasciarti malconcio per la gara. Io alla prima curva ho rallentato e sono rimasto lì con quelli più lenti". A Motegi uno degli eventi di contorno del GP era proprio una gara di kart che si svolgeva tra tutti i piloti della MotoGP, poco dopo il Warm Up della domenica mattina. La gara ha ricordato molto quanto già visto in Formula 1, dove in più occasioni i piloti al posto della solita Drivers Parade hanno divertito il pubblico sfidandosi goliardicamente sui kart. Il pilota della Ducati ha però mandato un presunto sosia, beccandosi anche una bella ramanzina da parte dell’organizzazione come ha detto lui stesso. Per la cronaca la gara è stata vinta da Chantra davanti ad Acosta.
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—"C’è una linea da non superare; ovviamente capisco lo spettacolo, ma stiamo lottando per il campionato, non siamo qui per scherzare e fare giri in kart. Per il warm-up ho detto che mi serviva del ghiaccio, qualcuno ha detto che sarebbe stato meglio se avessi mandato un sostituto, e così abbiamo fatto. Mi hanno rimproverato, ma in questo momento bisogna essere egoisti e dare il massimo quando serve, ovvero durante le gare". Dopo la vittoria a Motegi lo spagnolo è definitivamente rientrato nella lotta per il titolo mondiale, portandosi solo a 2 lunghezze di distanza dal connazionale Martin. È chiaro che per Marquez, sempre alla prese con il suo fisico martoriato dagli infortuni, la priorità sia esclusivamente quella di concentrarsi sulle gare reali evitando qualsiasi potenziale problema fisico. Proprio per questo ha deciso di non correre.
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