Antonelli, è fuga Mondiale. Ed ecco quando può essere iridato
La Gazzetta dello Sport

Antonelli, è fuga Mondiale. Ed ecco quando può essere iridato

Lunedì 5 ottobre 2026
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Il bolognese approfitta del ritiro del compagno Russell per allungare in campionato. Ora ha un vantaggio di 84 punti...

Il bolognese approfitta del ritiro del compagno Russell per allungare in campionato. Ora ha un vantaggio di 84 punti...

Dalla nostra inviata  Giulia Toninelli 5 ottobre - 07:52 - SEPANG (MALESIA) Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Resta a lungo seduto in macchina, Kimi Antonelli. Immobile, ad attendere che il cielo sopra Sepang liberi un triangolo di luce sufficiente a farlo correre. Lo aveva detto già giovedì al suo arrivo in pista, accolto dalla cappa densa dell’umidità malese: "Spero piova un po’ in gara, voglio vedere come si comportano queste macchine sul bagnato". Desiderio avverato per il ventenne della Mercedes, che seduto sulla sua W17 ha dovuto pazientare più di quanto avrebbe voluto per l’inizio di una gara infinita: prima i quaranta minuti di attesa necessari a smaltire il temporale tropicale che ieri si è fermato sopra al circuito, e poi altri quaranta minuti di stop, causati da un’anomalia del software sui motori delle vetture, capace di congelare l’intera F1 fino alla risoluzione del bug trovato nel sistema. 

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la giornata

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Un imprevisto dopo l’altro, a cui in gara si sono aggiunti gli ostacoli di strategie complesse, errori da evitare, ripartenze e intoppi. Ghiaccio sottile su cui correre per Antonelli, che più di tutti ieri in Malesia rischiava di ritrovarsi protagonista di una trappola in ottica Mondiale: arrivato da leader del campionato, dopo un weekend di minimizzazione danni come quello condotto a Baku, il ventenne si è ritrovato a gestire le complicazioni di un tracciato a lui nuovo, rientrato in calendario dopo nove anni di assenza, tra le insidie di una vettura improvvisamente difficile da interpretare a causa del nuovo pacchetto di aggiornamenti introdotto in Malesia dalla Mercedes. L’obiettivo era massimizzare i risultati e così ha fatto Kimi, scattato terzo al via della gara e secondo alla bandiera a scacchi, capace di sfruttare le occasioni senza prendersi in pista rischi inutili che, in alcune fasi della gara avrebbero potuto compromettere qualcosa di più importante del suo singolo risultato finale. "Ma sono stato attento, perché so quanto in questa fase ogni piccola cosa possa cambiare in fretta il quadro della situazione" ha ammesso Antonelli, entusiasta di un podio condiviso con l’amico Max Verstappen, vincitore della sua prima gara in stagione, e con il mentore Lewis Hamilton, terzo al volante della Ferrari al termine di una domenica in rimonta. 

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piani mondiali

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Un secondo posto che fino a cinque giri dal termine della gara gli avrebbe permesso di guadagnare tre punti sul compagno di squadra George Russell, terzo a quel punto alle spalle dell’italiano, portando il suo vantaggio a 69 lunghezze con sette GP e una Sprint Race ancora da disputare prima della fine del campionato. Un bottino già di per sé importante, vista la necessità in questa fase della stagione di gestire il proprio vantaggio da parte di Antonelli, che si è però improvvisamente ampliato quando l’avversario britannico è stato costretto a parcheggiare la sua W17 a bordo pista, vicino all’uscita della corsia box, per un guasto alla power unit mentre le vetture procedevano dietro alla safety car. Un ritiro che manda a terra Russell, lanciando Kimi verso il sogno del suo primo titolo iridato con un vantaggio di 84 lunghezze e 183 punti totali ancora sul tavolo del campionato: "Non è il momento giusto per parlare del Mondiale — ha detto il britannico dopo la gara, visibilmente affranto — sapevo che avrei avuto bisogno di fortuna dalla mia parte per cercare di recuperare e non solo non l’ho avuta ma, anzi, ho avuto il contrario". Un’immagine, quella del motore della Mercedes che si rompe sul rettilineo principale di Sepang, che fa riaffiorare l’ombra del fantasma di Lewis Hamilton nel 2016, quando proprio in Malesia il campione vide andare in fumo con la sua power unit il sogno iridato. Oggi come allora, c’è chi lascia il tracciato facendo calcoli: è ancora presto per avere un’idea precisa di dove Antonelli e il suo team potranno giocarsi l’occasione di vincere il Mondiale ma il primo match point arriverà, salvo grandi sorprese, ben prima del finale di stagione ad Abu Dhabi. Considerando il vantaggio attuale una data possibile potrebbe essere quella del 1 novembre, con il GP del Messico, dove per avere la certezza matematica della vittoria Kimi dovrebbe chiudere il weekend con 101 punti di vantaggio su Russell, guadagnandone quindi altri 17 nei prossimi appuntamenti tra Singapore e Austin. Se non dovesse farcela si passerà in Brasile (8 novembre), dove basterà un vantaggio di 76 punti, meno degli attuali del tesoretto del pilota bolognese. Per Antonelli non è però ancora tempo di conti, visto che quello di Russell ieri in Malesia è stato un altro problema di affidabilità, che si aggiunge ai tanti già visti in casa Mercedes quest’anno. Al tema si aggiunge poi anche quello degli sviluppi, visti i primi risultati discordanti del pacchetto aerodinamico tanto atteso portato dalla squadra in pista a Sepang. A Singapore sarà necessario un confronto tra vecchio e nuovo aggiornamento, per fugare ogni dubbio prima della volata finale del campionato. Kimi cerca certezze, solide e pesanti ancore per restare nel presente di una stagione che farebbe perdere l’equilibrio a chiunque.

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