La Juve ha un piano Hojbjerg: è il leader che serve a Spalletti. E ha già individuato chi sacrificare per lui
Il centrocampista danese è da tempo nel mirino, la necessità del Marsiglia di fare cassa potrebbe accelerare la trattativa
Il centrocampista danese è da tempo nel mirino, la necessità del Marsiglia di fare cassa potrebbe accelerare la trattativa
Filippo Cornacchia Giornalista 5 ottobre - 08:34 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleUn capitano in più, un leader a cui affidare la Juventus nelle giornate di mare mosso e burrasca. Meglio se navigato e in mezzo al campo, da dove è più semplice e naturale guidare i compagni. Luciano Spalletti tra luglio e agosto ha sperato a lungo di arruolare un mediano di personalità, di quelli che magari non rubano l’occhio ma fanno giocare meglio - e più serena - tutta la squadra. Gente esperta, concreta e solida. Uno dopo l’altro sono sfumati i parametri zero Leon Goretzka (finito all’Aston Villa) e Franck Kessie, che all’ultima curva ha preferito l’Atalanta alla Juventus. Alla Continassa se ne sono fatti una ragione, però l’identikit del centrocampista carismatico resiste nelle valutazioni dei dirigenti bianconeri e l’idea è quella di tornare alla carica a gennaio per un “vecchio” pupillo sempre di moda: il professore Pierre-Emile Hojbjerg, 31 anni, comandante fascia al braccio della Danimarca e del Marsiglia. Un classico ritorno di fiamma. La “marcatura” a uomo è iniziata in queste settimane di incontri internazionali tramite gli emissari inviati dall’ad Giovanni Carnevali, dal dt Ricky Massara e dal ds Marco Ottolini al seguito della nazionale scandinava: l’ultimo report ieri sera in Galles, dove però il centrocampista ha chiesto il cambio dopo appena dieci minuti per un fastidio muscolare. Dalle prime verifiche si tratterebbe di uno stop precauzionale o comunque di breve entità. Gennaio è ancora lontano...
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—C’è già stato anche qualche contatto esplorativo per Hojbjerg e altri colloqui, infortuni permettendo, sono previsti prossimamente. In tre mesi possono cambiare tante cose, ma intanto i bianconeri prendono la rincorsa, si mettono in fila e monitorano il capitano danese. Il giocatore è noto e chiara è anche la sua posizione al Marsiglia. Il club francese ha bisogno di vendere e avrebbe sacrificato per il bilancio anche Hojbjerg nei mesi scorsi. Pierre-Emile, però, dopo aver avuto come allenatori Pep Guardiola (al Bayern), Antonio Conte (Tottenham) e Roberto De Zerbi (Marsiglia) è disposto a cambiare aria soltanto per una avventura intrigante e un club storico. Al fascino della Signora, anche senza Champions, probabilmente farebbe fatica a resistere. Al Velodrome il momento è critico – l’OM è penultimo in Ligue 1 – tuttavia in questo momento i conti prevalgono su tutto. Un anno fa, ai tempi del Sassuolo, Carnevali ha fatto shopping a lungo a Marsiglia: Ismael Konè in estate, Ulisses Garcia e soprattutto la promessa Darryl Bakola in inverno. A gennaio potrebbe regalarsi Hojbjerg (contratto in scadenza tra un anno e mezzo, 2028), stavolta per la Juventus.
Locatelli e Koop
—Quella che per la Signora era un’esigenza estiva, nelle ultime settimane si è trasformata in una priorità. Al posto di Kessie è arrivato in prestito dal Tottenham il 24enne Pape Matar Sarr, chiamato a compensare l’assenza di Thuram. Nel frattempo, però, la maledizione infortuni oltre al francese e a Yildiz ha mandato sotto i ferri capitan Locatelli: menisco esterno operato e arrivederci in campo a febbraio-marzo. Altro che aver un capitano in più, la Juve si trova ad averne almeno uno in meno. Mancanza che si è chiaramente avvertita nella rocambolesca sconfitta di Reggio Emilia contro il Sassuolo, la prima uscita senza Locatelli. La fascia è passata sul braccio di Bremer, ma la ricerca di un mediano d’ordine prosegue e in cima alla lista c’è Hojbjerg. Carnevali prende appunti e si muove. Incassato l’assist di John Elkann sotto forma di (ennesimo) aumento di capitale, nei prossimi mesi proverà a far spazio al danese nei conti, nelle liste e tra i vincoli del settlement agreement dell’Uefa. La regola sarà la solita: uno esce e uno entra. Il maggior indiziato a salutare è Teun Koopmeiners, ieri a segno su punizione in Nations con l’Olanda.
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