"Ho riavviato Windows e ho risolto", "Come su un kart a noleggio": l'ironia dei piloti dopo il caos software
La spiegazione del responsabile tecnico della Fia Tombazis non ha convinto Verstappen e C.: "Con i V8 non sarebbe successo". Russell: "Non sembrava di essere in Formula 1"
La spiegazione del responsabile tecnico della Fia Tombazis non ha convinto Verstappen e C.: "Con i V8 non sarebbe successo". Russell: "Non sembrava di essere in Formula 1"
Giulia Toninelli Giornalista 5 ottobre (modifica alle 09:35) - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleÈ un’immagine destinata a restare nella storia quella del giro di formazione del Gran Premio di ieri in Malesia, quando dopo quaranta minuti di stop, a causa della pioggia incessante sul circuito, i piloti sono potuti finalmente scendere in pista. Ma, prima del via, molte vetture (comprese quelle di Verstappen e Hamilton, in testa alla griglia) hanno accusato problemi alla power unit che hanno costretto la direzione gara a sospendere nuovamente il via del GP. Una situazione che ha richiesto più di mezz’ora di lavoro da parte della Fia per risolvere quanto accaduto e che allo stesso tempo ha gettato imbarazzo sullo sport, tra commenti ironici dei piloti e domande su come un bug nel software delle vetture, testate in Malesia in condizioni da bagnato per la prima volta dal via di questa stagione, abbia potuto bloccare l’intero evento.
VIDEO: Intervista impossibile a Verstappen: domande a 250 km/hle motivazioni
—A spiegarlo al termine della gara è stato il responsabile tecnico della Fia, Nikolas Tombazis, con la Federazione poi uscita in serata con una nota ufficiale sull’accaduto: “Ciò che abbiamo visto è una combinazione senza precedenti di basso regime del motore, condizioni di scarsa aderenza, impostazioni di gestione dell’energia per pista bagnata e configurazione dei settori del circuito di Sepang ha causato una perdita di potenza non prevista per diverse vetture. Di conseguenza il dipartimento tecnico della Fia ha rimosso il limite di energia nei settori interessati tramite un aggiornamento software distribuito a tutti i concorrenti durante il ritardo della gara, consentendo ai team di apportare le modifiche necessarie alla power unit”. Un bug fortunatamente risolto in tempistiche adatte al regolare svolgimento della gara, ma che non ha comunque spento le polemiche intorno all’accaduto, frutto di una complessità e artificiosità di questo attuale regolamento tecnico che continua a non convincere i protagonisti della griglia.
i commenti
—Il primo a commentare l’accaduto è stato, come sempre, Max Verstappen: “In fin dei conti questo è quello che succede con motori come questi - ha detto - mentre con i V8 non hai certo di questi problemi”. Al commento di Max si è aggiunto quello di Esteban Ocon, che ha scelto l’ironia per spiegare ciò che gli è successo durante il giro di formazione: “C’è stato un problema della Fia su come gestire le vetture in quel momento, tra velocità e distanza da mantenere in pista. In pratica ho dovuto fare un riavvio di Windows e ho risolto”. Ironia scelta anche da Sergio Perez, anche lui colpito dagli stessi problemi in partenza: “Mi è sembrato di essere su un kart a noleggio, che rallenta quando si finisce il tempo a disposizione”. Più serio il commento invece espresso da Carlos Sainz, estremamente deluso da un’immagine di confusione totale al via della gara: “Quanto accaduto non è colpa di qualcosa successo qui in Malesia ma di chi ha deciso, quattro o cinque anni fa, che questa fosse la direzione da seguire per la Formula 1. Quando dipendi troppo dai software, da un controllo eccessivo da parte della direzione gara per togliere potenza tra bagnato e asciutto e cambiare le mappature, ti può succedere questo”. Parole condivise anche da George Russell che, nella delusione di una domenica da dimenticare per lui finita con un ritiro per un problema tecnico alla power unit della sua Mercedes, ha voluto dedicare un pensiero a quanto visto durante il giro di formazione: “L’intera giornata è sembrata un po’ un pasticcio. Non sembrava di essere in Formula 1, sarei rimasto un po’ deluso se fossi stato un fan sulle tribune”. Una situazione che - promette la Federazione - non si riverificherà, ma che ancora una volta inquadra la complessità di questi regolamenti, così difficili nella loro interpretazione e messa a punto che, anche al sedicesimo appuntamento di un campionato che va ormai verso la sua conclusione, fatica ad essere letto e accettato da tutti, piloti compresi.
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