Messi saluta l'Argentina: per l'ultima in Nazionale il modesto Benin come sparring partner
Leo saluterà l'Albiceleste davanti ad amici e 80mila tifosi al Monumental di Buenos Aires: biglietti finiti in due ore
Leo saluterà l'Albiceleste davanti ad amici e 80mila tifosi al Monumental di Buenos Aires: biglietti finiti in due ore
dal nostro corrispondente Filippo Maria Ricci 5 ottobre - 09:28 - MADRID English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleCi siamo. Leo Messi sta per giocare la sua 208ª e ultima partita con la nazionale argentina. Ha accettato l’omaggio che gli ha proposto la federazione argentina, che per la grande festa del diez ha ingaggiato come sparring partner gli Scoiattoli del Benin, diventati Ghepardi nel 2022.
21 anni di servizio
—Leo dirà addio alla nazionale (e alla nazione) domani nella serata argentina al Monumental (oltre 80mila spettatori, biglietti venduti in 2 ore), a oltre 21 anni di distanza dal debutto contro l’Ungheria, lo stesso avversario che affrontò Diego Armando Maradona vestendo per la prima volta la camiseta della Selección. Galattici ricorsi storici. Diego partì alla conquista del Mondo dalla Bombonera il 27 febbraio del 1977, Leo dalla Puskas Arena di Budapest il 17 agosto del 2005. E fu espulso dopo una manciata di secondi. Debutto surreale, carriera infinita che si è chiusa con due finali Mondiali consecutive, una vinta contro la Francia in Qatar, una persa contro la Spagna in New Jersey due mesi e mezzo fa. Leo era già distrutto dalla malattia del padre, poco dopo la scomparsa dell’amatissimo genitore ha annunciato che avrebbe lasciato l’Albiceleste.
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—E da qui è partito un tormentone di scarsa qualità. La Afa, la federcalcio argentina, vive un momento assai convulso. Il presidente Chiqui Tapia è sotto processo per evasione fiscale e altri delitti economico-amministrativi e per lasciare il Paese deve chiedere un’autorizzazione formale che viene rilasciata solo dietro il pagamento di carissime cauzioni. Il ct Lionel Scaloni ha il contratto in scadenza a fine anno e da mesi medita l’addio. Lo stesso Messi non era favorevole all’idea di questa partita di omaggio, perché la considerava un ultimo giro di giostra della Afa per assicurarsi grazie al suo nome un incasso milionario.
Avversari deboli
—Alla fine ha accettato, ma attorno alla partita si è generato un discreto polverone. Per questa lunga pausa internazionale la Afa ha deciso di giocare tre partite amichevoli in casa, chiamando la Bolivia, il Burkina Faso e il Benin. «Chiaro che mi piacerebbe affrontare avversari più potenti», ha detto ieri mordendosi la lingua il ct Scaloni. Bolivia sconfitta 4-0, il Burkina Faso 7-0 in quella che è stata definita «l’amichevole della vergogna» contro una Under 23 visto che gli Stalloni veri hanno boicottato la sfida. La Afa si appoggia a un’agenzia colombiana che trova piccole federazioni che non pretendono soldi, che possono viaggiare in voli di linea low cost e alloggiare in alberghi modesti. In primavera in Argentina erano arrivate Mauritania e Zambia. I burkinabé si sono rifiutati, ora c’è il Benin che ha accettato di partecipare gratis all’addio a Messi accontentandosi di apparire in una foto storica. Leo cercherà di arricchire il già straordinario bottino di 125 reti in nazionale, anche perché è sempre in ballo con Cristiano Ronaldo per la corsa al gol 1.000: siamo 979 a 931 per il portoghese, che ha appena perso la nazionale in circostanze melodrammatiche in questa sliding door emozionale tra Europa e Sudamerica.
Via crucis
—A salutare Leo quasi tutti gli amici che l’hanno accompagnato negli ultimi due Mondiali e un’intera nazione che ha faticato parecchio a volergli bene, arrivando ad accusarlo di non sentire a sufficienza la camiseta e di non giocare così bene come nel Barça che lo accolse a 13 anni. Un lungo calvario per Leo: le prime 4 finali tutte perse, Copa America 2007, 2015 e 2016, il Mondiale brasiliano del 2014. Le cose cambiano con l’arrivo di Lionel Scaloni, che con Leo ha giocato 3 partite, compreso il debutto ungherese. Scaloni è il nono ct di Messi. E con i due Lionel nel 2021, a meno di 8 mesi dalla triste scomparsa di Maradona, l’Argentina torna a vincere una Copa America che non alzava dal 1993, poi nel 2022 successo nella Finalissima contro l’Italia e quindi il trionfo Mondiale in Qatar. Il terzo dopo quello del ’78 con Kempes e dell’86’ con Diego. I paragoni con Maradona finiscono, finalmente. L’Argentina si getta ai piedi del suo nuovo D10S. Messi vince anche la Copa America del 2024, e quest’estate a 39 anni ha trascinato una nazionale con evidenti limiti fino all’ultimo atto del Mondiale. In questi 21 anni di nazionale Leo ha riscritto la storia del calcio prendendosi tanti record, e domani sera riceverà l’ultimo abbraccio di una nazione che resta calcisticamente orfana per la seconda volta.
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