L’allenamento con i pesi può migliorare la longevità? Le risposte di coach Tampellini
Coach Gabriele Tampellini, Docente FIPE Strength Academy, ha spiegato perché anche gli esercizi in sovraccarico - fatti nel modo giusto - possono allungare la vita
Coach Gabriele Tampellini, Docente FIPE Strength Academy, ha spiegato perché anche gli esercizi in sovraccarico - fatti nel modo giusto - possono allungare la vita
Francesco Palma 5 ottobre - 10:32 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleQuando si parla di longevità e attività fisica, soprattutto dopo i 60-65 anni, si tende spesso a pensare all’esercizio aerobico, mentre i pesi vengono ancora associati ad allenamenti impegnativi, “solo” per giovani o per persone particolarmente in forma. In realtà, come spiega coach Gabriele Tampellini - Docente FIPE Strength Academy - che ha tenuto una lezione al Festival dello Sport proprio dedicata alla longevità – la ricerca scientifica mostra da anni che un allenamento con sovraccarichi ben programmato può avere un ruolo importante per preservare massa muscolare, forza, autonomia e qualità della vita. Anche allenarsi con i pesi, quindi, può migliorare la longevità: ecco come.
Coach Gabriele Tampellini (Foto FIPE)
I pregiudizi sui pesi
—“Quando si parla di longevità di solito ci si riferisce solo a una popolazione di riferimento che sono gli over 65, ma in realtà il concetto di ‘longevity’ di per sé si basa sull’allenamento di soggetti sedentari, e la sedentarietà può comparire anche dai 40 anni, dopo un periodo più o meno lungo di inattività. Ci sono ancora dei pregiudizi nei confronti della pesistica” spiega coach Tampellini: “Generalmente si è tende consigliare attività aerobiche o a bassissimo impatto proprio perché la credenza generale legata all’attività con i sovraccarichi è quella legata a un trauma. Quindi il fatto di avere una struttura un pochino più compromessa, meno reattiva, più fragile – pensiamo all’osteoporosi o altre patologie – porta sempre a pensare di doverla ‘preservare’ dal carico, e quindi dai pesi. In realtà fin dagli anni ’90 molti studi su soggetti anziani hanno testimoniato esattamente il contrario: l’utilizzo dei sovraccarichi – e non parliamo solo del classico bilanciere sulla schiena, a quello si arriva dopo – come elastici, manubri, macchine isotoniche ha un’azione benefica sia dal punto di vista della prevenzione, sia sul ripristino della reattività e della forza muscolare, sia nel miglioramento dei sintomi di patologie come l’osteoporosi e la fragilità strutturale. Inoltre, lavorare con i pesi non significa semplicemente prendere un bilanciere o lavorare con i manubri, ma è un percorso che parte dal corpo libero e passa attraverso diversi step: è un’idea molto più ampia di quanto si pensi”.
VIDEO: Chiara Pellacani: "Stasera mi tuffo". Guarda l'evento completo del Festival dello Sport 2026I benefici dei pesi per la salute e la longevità
—Uno dei problemi principali con l’avanzare dell’età riguarda la perdita progressiva di massa e funzione muscolare: “Come sappiamo una delle problematiche principali legate all’invecchiamento è proprio la sarcopenia e la perdita, oltre che di massa magra, anche di connessioni nervose, per cui c’è un grosso aumento di rischio di cadute in soggetti anziani o in soggetti sedentari, che può essere ridotto attraverso l’utilizzo intelligente dei sovraccarichi. Il sovraccarico, quindi, si rivolge a questa popolazione di riferimento proprio grazie a testimonianze scientifiche le quali dimostrano che l’utilizzo dell’allenamento di forza e di potenza, se opportunamente gestito e proposto da tecnici specializzati, può in realtà portare enormi benefici alla salute e all’autonomia delle persone. Un allenamento ben calibrato può migliorare anche la qualità della vita, soprattutto negli anziani, riducendo anche il rischio di cadute, uno dei problemi più attuali e preoccupanti nei soggetti over 65”.
Coach Tampellini con i partecipanti alla lezione del Festival dello Sport
La prevenzione delle cadute
—Tampellini si concentra in modo particolare sulla prevenzione delle cadute, che soprattutto negli anziani possono avere delle conseguenze - anche successive - molto gravi: “Le cadute, oltre a causare problemi muscolari e strutturali portano anche ad altre problematiche causate dall’immobilismo successivo, poiché generalmente queste cadute sono a carico del femore, della bassa schiena o del bacino e richiedono un intervento chirurgico e il successivo allettamento, che può portare a un ulteriore impoverimento della massa muscolare e causare anche un decadimento delle funzioni organiche principali. Un anziano allettato fa più fatica a respirare, a compensare altri meccanismi, quindi il quadro può diventare veramente complesso. Prevenire il rischio di caduta significa poter migliorare anche l’aspettativa di vita e la qualità della vita dei soggetti over 65, e un allenamento con sovraccarichi strutturato in modo intelligente può aiutare”.
I consigli del coach per cominciare ad allenarsi con i pesi
—Coach Tampellini conclude con una serie di consigli importanti per iniziare ad allenarsi con i pesi, sempre ricordando di affidarsi a professionisti specializzati – evitando dei pericolosi ‘fai da te’ – e specificando che l’allenamento deve essere personalizzato in base alla persona: “Il primo consiglio che posso dare è cercare sempre persone specializzate, cioè persone che abbiano una storia documentata, profili e attitudini per gestire questa tipologia di utenti. E poi serve gradualità: non bisogna mai andare oltre ciò che realisticamente si può fare, e poi dico sempre di non avere fretta, perché il ripristino delle capacità coordinative partendo dalla sedentarietà richiede tempo. Inoltre, è sempre bene ricordare che l'allenamento per la longevity non si basa su un sistema standardizzato o di proposte didattiche preconfezionate, ma si basa sul costruire il programma di lavoro sulla singola persona. Quindi si lavora in base a queste sue caratteristiche, alla sua età, al suo livello di inattività, ad alcuni test specifici di ingresso, per poi pianificare il lavoro soggettivamente in base al recupero e alle sue capacità effettive di gestire la tabella di allenamento. Quindi non c’è una frequenza ideale, non c’è una durata ideale, c’è però la gestione e l’autoregolazione del carico in funzione del recupero e delle capacità del soggetto”.
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