Alvini: "Volevo Romano al Frosinone. I miei figli arrabbiati con me, avevano quelli del Como al Fanta..."
L'allenatore al Festival dello Sport: "Palmisani ha qualità e testa, Raimondo super. A cosa non posso rinunciare? A proporre calcio. Io e Mou facemmo insieme il triplete: lui all'Inter, io al Tuttocuoio"
L'allenatore al Festival dello Sport: "Palmisani ha qualità e testa, Raimondo super. A cosa non posso rinunciare? A proporre calcio. Io e Mou facemmo insieme il triplete: lui all'Inter, io al Tuttocuoio"
Marco Guidi Giornalista 5 ottobre - 10:11 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleL’uomo del momento è capace ancora di arrossire. Quando riceve un complimento da Angelo Di Livio, per esempio, in prima fila con Ciro Ferrara, Massimo Carrera e Michele Padovano per assistere alla puntata speciale della Tripletta al Festival dello Sport di Trento. L’ospite speciale è lui, Massimiliano Alvini, il demiurgo del Frosinone delle meraviglie. "L’unico obiettivo è salvarsi - vola basso il tecnico toscano -. Ora vediamo una certa classifica, ma non sarà quella alla fine".
VIDEO: "Juventus '96: La notte dei Campioni", l'evento completo del Festival dello Sport 2026Negli occhi, però, abbiamo ancora la vittoria capolavoro contro il Como.
"Non ci credevano nemmeno i miei figli. Finita la partita chiamo mia moglie che mi dice: 'Cosimo e Umberto non vogliono parlare con te, hanno messo al fantacalcio tutti i giocatori del Como contro di voi'. Io avevo suggerito loro di inserire Perrone (ride ndr)".
Il “9” in pagella lo ha preso invece Palmisani.
"Lorenzo è un portiere che ha qualità tecniche e testa da top. L’anno scorso eravamo a Monza, in Coppa Italia, Sherri si fa male ed entra Palmisani. Fa 40 partite da lì in poi. Si sta confermando anche in A, speriamo che continui, sarebbe bello per il calcio italiano avere un altro portiere forte".
Del Frosinone si celebrano Kvernadze, Schmid, Ghedjemis... Ma c’è anche una decisa anima italiana. Partiamo da Bracaglia?
"Un ciociaro vero nello spirito, come Palmisani. Per noi allenatori avere calciatori così è una fortuna. Ne vorrei tanti come Bracaglia da allenare, sempre".
Raimondo, invece, è il primo italiano nella classifica cannonieri della Serie A.
"A me piace tantissimo. Ha qualità notevoli, attacca lo spazio ed è giovanissimo. Il direttore Castagnini ha fatto un gran colpo".
Ma il mercato non lo fa l’algoritmo, ormai?
"Moneyball, con Brad Pitt, è un film che ha aperto quella strada lì. Fra l’algoritmo, l’allenatore e la società ci deve essere, però, una condivisione e comparazione dei dati per estrapolare i giocatori giusti. L’allenatore poi un giocatore se lo deve sentire dentro".
E lei aveva avuto un’intuizione chiamata Alessandro Romano...
"Già. Eravamo vicini a prenderlo, poi è stato più bravo il Cagliari".
Comprare sì, ma anche trattenere: stava per perdere Calò, vero?
"C’era la Samp, ma io gli dissi: 'Guarda che non vai, eh!'. È un giocatore forte. Vede calcio, ha un piede gentile, determinava in B e lo fa pure in A. Giocava nel Pontedera, io allenavo il Tuttocuoio, nello stadio accanto. Ho sempre desiderato averlo".
A proposito di Tuttocuoio, non tutti sanno che nel 2010 non fu solo Mourinho a fare il triplete.
"Vincemmo campionato, Coppa toscana e Coppa Italia dilettanti. E Mou lo sapeva. La prima volta che lo affrontai mi fece chiamare: 'José ti aspetta in panchina'. Lo raggiunsi e mi disse: 'Complimenti Max, nel 2010 abbiamo vinto assieme'".
I suoi riferimenti?
"Sacchi e Lippi, il top in un’epoca d’oro per il nostro calcio. Ma io sono convinto che risorgeremo".
Toscani come lei in A pure Allegri, Sarri e Spalletti.
"Max lo affrontai in amichevole oltre 20 anni fa: lui all’Aglianese, io al Quarrata. Altri tempi. Per vedere gli allenamenti di Maurizio a Empoli costringevo mio fratello a lavorare al posto mio. Luciano, invece, giocava nel Fucecchio: lo conosco da una vita".
Lei da toscano ha rovinato la festa dei 100 anni della Fiorentina con quel 3-0...
"Al Franchi le panchine sono vicine agli spalti, senti tutto e il pubblico me ne ha dette di tutti i colori. Verso l’80’ mi è arrivata un’offesa che mi ha colpito: 'Alvini stai seduto che la tua contrada non vince il Palio di Fucecchio da 41 anni!'. In casa mia è una cosa seria, pensi che io e mia moglie siamo rivali e nella settimana del Palio non ci vediamo nemmeno".
È vera la storia che si era appassionato di una squadra olandese di terza serie?
"Lo Spakenburg, un villaggio di pescatori al nord di Utrecht. Come giocano? Ognuno va dove gli pare. (ride ndr). Mi piace anche il calcio inglese, il derby Milwall-West Ham l’altra settimana è stato uno spettacolo".
A cosa non può rinunciare Max Alvini?
"A proporre calcio. Con la Cremonese pareggiai col Milan mettendoci tutti dietro. Non fui felice e non lo rifarei mai più, altro che complimenti per il punto".
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