Napoli, nodo stadio: il sindaco punta sul Maradona, De Laurentiis su un nuovo impianto
La Gazzetta dello Sport

Napoli, nodo stadio: il sindaco punta sul Maradona, De Laurentiis su un nuovo impianto

Giovedì 8 ottobre 2026
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Il Comune col primo cittadino Manfredi lavora alla riqualificazione dell'attuale struttura in vista della candidatura a Euro 2032, mentre Adl spinge per uno nuovo da 70 mila posti nell’area Q8

Il Comune col primo cittadino Manfredi lavora alla riqualificazione dell'attuale struttura in vista della candidatura a Euro 2032, mentre Adl spinge per uno nuovo da 70 mila posti nell’area Q8

Alessandra Vaccaro 8 ottobre - 17:54 - NAPOLI English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Chi la dura la vince, può valere sia per Aurelio De Laurentiis che per Gaetano Manfredi, fermi sulle rispettive posizioni per lo stadio del Napoli. In effetti, potrebbero vincere entrambi: il patron azzurro è intenzionato a costruire un nuovo e moderno impianto di proprietà, il sindaco Manfredi è concentrato sulla ristrutturazione del Maradona. Due linee che non si incrociano, se non per il botta e risposta mediatico che di tanto in tanto riaccende la polemica sulla "casa del Napoli" del futuro. Autore dell’ultimo atto della saga, il primo cittadino partenopeo, Gaetano Manfredi, che a margine della presentazione de "Il Bello del Calcio" è tornato su un tema caldo e, soprattutto caro ai napoletani, il calcio a Napoli, confermando la candidatura ad Euro 2032: "In queste ore stiamo lavorando per la candidatura degli Europei, che è l’obiettivo che abbiamo. L’altro giorno c’è stata l’approvazione definitiva del finanziamento. Stiamo lavorando su quelle che sono le richieste della Uefa".

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La buona notizia è che il Comune di Napoli e la Regione Campania hanno ottenuto l’autorizzazione del Cipess (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile) per lo stanziamento di 150 milioni di euro, a fronte dei 200 milioni complessivi, necessari per la completa ristrutturazione. All’ente non resta che procedere con i bandi e l’assegnazione dei lavori, che doneranno un look internazionale al vecchio San Paolo: 62 mila posti, eliminazione della pista di atletica, riapertura e rifacimento del terzo anello, 36 Skybox, estensione della copertura, integrazione dei pannelli fotovoltaici e, naturalmente, la riqualificazione dell’intero quartiere Fuorigrotta. Manfredi ci ha tenuto a mandare il suo personale in bocca al lupo ad Aurelio De Laurentiis per il progetto del nuovo stadio nell’area Q8: "Se il suo questo progetto si trasforma in qualcosa di concreto, in un investimento reale, in un progetto di riqualificazione di un’area complessa, si tratta di un’area industriale dove ancora oggi ci sono attività petrolifere molto importanti, per noi è solo motivo di soddisfazione per la città. Noi accettiamo tutti quelli che sono i grandi investimenti nell’interesse della città. Io mi auguro che anche questa ipotesi di Aurelio possa andare avanti". Certo, la differenza di vedute è evidente, confermata dallo stesso sindaco: "Con Aurelio abbiamo discusso tante volte, continuiamo a parlare, abbiamo due idee diverse. Lui vuole fare uno stadio nuovo, tema accettabile nel momento in cui lo stadio si fa. Noi abbiamo il Maradona e sul Maradona lavoreremo per fare una riqualificazione importante e renderlo adeguato ai tempi". 

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Il Maradona s’ha da fare, il nuovo stadio di De Laurentiis pure. Il presidente del Napoli ne ha parlato in conferenza stampa, nella sede dell’Associazione stampa estera, recentemente, mentre veniva insignito del Premio Sportivo alla Carriera. "Ho una lettera d’intenti di un mese fa firmata con la Q8, a Napoli Est ho progettato uno stadio da 70 mila posti e 120 Skybox, più un museo interattivo. Il Comune dice che paghiamo 900mila euro all’anno, rido. Complessivamente per il Maradona paghiamo oltre 2 milioni all’anno e lo abbiamo solo il giorno delle partite, dovendolo riconsegnare il giorno dopo tutto pulito". La posizione di De Laurentiis è chiara: "Il Maradona andrebbe abbattuto per costruire nuove case per la città. 200 milioni per la ristrutturazione? Gli si fa una carezza. In 22 anni che gioco in quello stadio, mi è capitato di definirlo più volte "cesso". Ci metterei 24 mesi a costruirne uno nuovo, senza chiedere soldi a nessuno". Non è un mistero il punto di vista del presidente del Napoli sulla vicenda stadio. In più occasioni, infatti, ha palesato l’insofferenza nell’utilizzo di un impianto visibilmente vetusto, se si paragona ai moderni stadi europei. Non solo limiti strutturali, il patron azzurro ha spesso sottolineato il gap dei ricavi: gli esempi addotti, le realtà di Psg e Arsenal. Insomma, ad ognuno la propria casa del Napoli: almeno su questo, De Laurentiis e Manfredi sono d’accordo.

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