La risposta di Nba a Eurolega: "Siamo aperti alle discussioni"
La Gazzetta dello Sport

La risposta di Nba a Eurolega: "Siamo aperti alle discussioni"

Giovedì 8 ottobre 2026
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Il direttore di Nba Europa a Londra: "Oggi ci sono due ecosistemi, lavoriamo per creare una singola piramide". In mattinata il comunicato Nba-Fiba: "Una partnership a tre con Eurolega libererebbe un potenziale enorme, restiamo impegnati nella creazione di una nuova lega europea"

Il direttore di Nba Europa a Londra: "Oggi ci sono due ecosistemi, lavoriamo per creare una singola piramide". In mattinata il comunicato Nba-Fiba: "Una partnership a tre con Eurolega libererebbe un potenziale enorme, restiamo impegnati nella creazione di una nuova lega europea"

dal nostro corrispondente  Davide Chinellato 8 ottobre - 17:54 - LONDRA Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

La porta per il dialogo resta aperta. Lo ricordano Nba e Fiba in mattinata con un comunicato congiunto. Lo ribadisce George Aivazoglou a Londra, sul palco della Leaders Week dentro Stamford Bridge, la casa del Chelsea. Il no di Eurolega alla prima proposta di collaborazione non ha chiuso i negoziati, anzi. Ma quel no ha rafforzato l’idea di Nba di essere pronta col suo piano di creare una lega in Europa, una che giochi già dalla prossima stagione. “Siamo aperti alle discussioni, a patto che ci siano idee condivise sul perché il basket europeo per il momento non ha raggiunto il suo potenziale e su come possiamo raggiungerlo”, ha ribadito a Londra il managing director Nba per Europa e Medio Oriente. 

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IL COMUNICATO

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Le parole di Aivazoglou arrivano poche ore dopo la prima presa di posizione ufficiale di Nba dopo il vertice di Eurolega di martedì a Cernobbio, una da cui i proprietari di quella che resta la miglior lega d’Europa sono usciti respingendo una proposta di collaborazione. "Una partnership tra Eurolega, Fiba e Nba per unificare l’ecosistema della pallacanestro europea permetterebbe di liberare l’enorme potenziale di questo sport in tutta Europa, a beneficio dei club, dei giocatori e, soprattutto, dei tifosi”, recita il testo congiunto della lega Usa e del governo del basket mondiale, diffuso attorno alle 10 italiane. “Nba e Fiba rimangono impegnate a portare avanti la creazione di una nuova lega professionistica maschile in Europa e a contribuire alla costruzione di un ecosistema della pallacanestro più forte e sostenibile, insieme a partner che condividano la nostra visione di crescita, opportunità e dei principi fondamentali del modello sportivo europeo". 

SUL PALCO

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Nel primo pomeriggio è stato Aivazoglou a far capire quanto la Nba sia pronta a far partire il suo progetto, senza chiudere la porta al dialogo con l’Eurolega. “Il basket europeo sul campo è già fantastico, per il livello della competizione e la passione dei tifosi – ha raccontato –. Questo non vogliamo perderlo, ma il basket in Europa non ha raggiunto il suo potenziale e noi abbiamo un’idea di quello che va fatto per raggiungerlo. La Nba è sempre stata costante nel comunicare quanto ritiene seria questa opportunità e nelle sue intenzioni di lavorare con chi condivide questa veduta. Stiamo facendo passi avanti nel progetto di lanciare una nuova lega il prossimo anno e stiamo parlando con tutte le parti coinvolte”. 

ecosistema

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Aivazoglou ha poi ricordato come, dal punto di vista sportivo, la nuova lega Nba creerebbe quel sistema piramidale che funziona tanto bene nel calcio e che il basket invece non ha: “Al momento ci sono due ecosistemi: quello di Eurolega, il torneo migliore del continente ma una lega chiusa che le squadre attualmente escluse non hanno modo di raggiungere; e quello Fiba, una lega aperta ma che non attira i migliori club d’Europa. Noi vogliamo lavorare per creare una singola piramide, con al vertice una lega semiaperta con 12 club fissi (ci servono perché il basket ha bisogno di una spinta per raggiungere il suo potenziale) e 4 che si qualificano per merito sportivo, e una seconda competizione completamente aperta che sarà l’evoluzione dell’attuale Champions League Fiba”. Aivazoglou ha parlato poi dei fattori economici, di come questo sia un progetto a lungo termine e innovativo, della necessità di attirare nuovi tifosi per sbloccare tutto il potenziale del basket oltre a quelli già esistenti. La Nba è pronta a partire, ma sa anche che lavorare con l’Eurolega anziché contro libererebbe più in fretta “l’enorme potenziale di questo sport in tutta Europa”. È per questo che il dialogo, nonostante tutto, resta aperto.

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