Da Maresca a Haaland a Guardiola: il City contro tutti. E dopo il terremoto c'è subito il Liverpool
La Gazzetta dello Sport

Da Maresca a Haaland a Guardiola: il City contro tutti. E dopo il terremoto c'è subito il Liverpool

Venerdì 9 ottobre 2026
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La Premier riparte dopo la sentenza del caso Manchester. Per i Citizens domani c'è l’Arsenal, domenica i Reds ad Anfield. E mercoledì col Paris Saint-Germain in tribuna ci sarà un tifoso speciale

La Premier riparte dopo la sentenza del caso Manchester. Per i Citizens domani c'è l’Arsenal, domenica i Reds ad Anfield. E mercoledì col Paris Saint-Germain in tribuna ci sarà un tifoso speciale

Dal nostro corrispondente  Davide Chinellato 9 ottobre - 10:20 - LONDRA (INGHILTERRA) English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

"Dobbiamo rimanere uniti". Da Enzo Maresca e Erling Haaland, attraverso interviste al sito del club, arriva un messaggio chiaro: il Manchester City è pronto a ripartire. Come la Premier, che domani con Arsenal-Leeds delle 13.30 inaugura la 6ª giornata ma aspetta la prima esibizione pubblica, domenica ad Anfield ospite del Liverpool, del City che nella sosta ha fatto i conti con la sentenza sulle irregolarità finanziarie. Quanto l’extra campo influirà sul rendimento della squadra di Maresca è il grande punto di domanda del resto della stagione, come l’idea che una sentenza definitiva possa rivoluzionare la classifica. L’incertezza rischia di durare per tutto il resto dell’anno, sia perché il City continua a proclamarsi innocente e conta di vincere l’appello, sia perché le sanzioni non sono ancora state decise e non saranno rese note fino alla fine del procedimento. Con quel punto di domanda, quindi, la Premier dovrà inevitabilmente imparare a convivere. 

Unità

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Il City ha chiamato a raccolta i suoi simboli. Pep Guardiola sarà in tribuna, per la prima volta dopo l’addio, mercoledì in Champions all’Etihad contro il Psg, assieme a tutta quella dirigenza messa sotto accusa dal verdetto della commissione. Ieri sul sito del club sono comparse dichiarazioni prima di Haaland, il simbolo in campo del City attuale, e poi di Maresca, timoniere in panchina. Nessuno dei due ha parlato delle accuse o della sentenza, ma da entrambi è arrivato un invito all’unità. "Abbiamo bisogno di rimanere insieme - ha detto il tecnico - Ho ripetuto spesso che il motivo per cui questo club negli ultimi 15 anni è stato al vertice è perché è tutto rimasto sulla stessa pagina: la proprietà, il presidente, il direttore sportivo, l’allenatore, i giocatori, i tifosi. Ed è una cosa fantastica". Lo stesso messaggio è arrivato da Haaland: "Dobbiamo rimanere uniti, rimanere positivi. Non importa quello che succede nella vita, dobbiamo continuare a sorridere. Dobbiamo guardare avanti cercando di vincere le partite di calcio". Sembra un messaggio anche al resto della Premier: il City non ha nessuna intenzione di mollare solo perché c’è incertezza sul suo futuro. 

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Ripartenza

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Sarà il campo, Anfield domenica, a dire se il City può davvero continuare a giocare per vincere senza avere certezza sul suo futuro. La tana del Liverpool promette di essere un inferno per Haaland e compagni: i tifosi dei Reds sono tra quelli che hanno sofferto di più il dominio del City, col Liverpool di Jürgen Klopp che ha vinto un solo titolo nonostante vada considerata una delle squadre migliori nella storia della Premier. Uno che non si preoccupa del City, per ora, è l’Arsenal: Mikel Arteta ha appena rinnovato il contratto fino al 2030 e domani contro il Leeds vuole far vedere che merita il nuovo maxi-stipendio (23,5 milioni di euro lordi) ottenuto col rinnovo e che i suoi Gunners possono davvero aprire un ciclo. L’ultima partita prima della sosta è stata la peggior sconfitta in tre anni (0-3 a Brighton), fondamentale voltare pagina. Hanno qualcosa da dimostrare anche il Chelsea, che domani ospita il Bournemouth, e il Tottenham di Roberto De Zerbi, che andrà a caccia della prima vittoria stagionale a Old Trafford. Ha soprattutto qualcosa da dimostrare la Premier tutta: il verdetto sul City, in questa maxi sosta, è stato un terremoto le cui scosse di assestamento non sono ancora finite. In passato i sospetti erano sempre stati messi da parte dalle partite, dai gol, dalle vittorie e dalle sconfitte. Succederà lo stesso ora o il peso di quella sentenza che potrebbe anche stravolgere la classifica sarà un asterisco troppo grande per essere ignorato?

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