I fratelli Nikolov: "Moni spensierato, Alex leader. E insieme siamo più forti"
La Gazzetta dello Sport

I fratelli Nikolov: "Moni spensierato, Alex leader. E insieme siamo più forti"

Venerdì 9 ottobre 2026
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I figli di Vladimir per la prima volta saranno compagni di club a Civitanova. Alex: "Siamo entrambi pronti per una stagione da protagonisti". Simeon: "Qui per continuare un processo di crescita"

I figli di Vladimir per la prima volta saranno compagni di club a Civitanova. Alex: "Siamo entrambi pronti per una stagione da protagonisti". Simeon: "Qui per continuare un processo di crescita"

Rebecca Saibene Giornalista 9 ottobre - 10:01 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Da bambini vedevano il mondo intorno a loro cambiare continuamente: nuovi Paesi da scoprire, nuove lingue da imparare, abitudini e costumi da capire. Dovunque il volley portasse papà Vlado, opposto bulgaro, due scudetti vinti in Italia con Trento e Cuneo, Alex e Moni — diminutivo affettuoso di Simeon — seguivano. Nel caos di ogni nuovo inizio avevano l’uno nell’altro la certezza a cui restare aggrappati. Poi la pallavolo li ha portati lontani, lungo percorsi quasi paralleli ma sfalsati dai tre anni che li separano: Levski Sofia e Long Beach, quindi la Lube per Alex e la Russia per Simeon. Oggi li riunisce a Civitanova, dove Moni ha raggiunto il fratello. Per la prima volta saranno compagni di club. Anche se, in fondo, insieme lo sono sempre stati. Da quando sugli spalti indossavano una maglia con la foto di papà in Nazionale fino a quando quella della Bulgaria l’hanno indossata loro. 

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Vi aspettavate di ritrovarvi nello stesso club? 

Alex: "Sognavamo di giocare insieme in Nazionale, per quanto riguarda il club è stato inaspettato. Moni può aiutare tanto questa squadra e spero che lo faccia vedere". 

Simeon: "Ci avevo pensato, ma non credevo che sarebbe successo così presto. Sapere che lui giocava qui mi ha aiutato a dire di sì alla Lube. Insieme siamo più forti". 

Essere fratelli aiuta o complica le cose quando si diventa anche compagni? 

A: "Aiuta più di quanto complichi. Qui siete tu e lui, vi dovete aiutare per forza, ma anche per volontà". 

S: "Complica. Con me Alex parla in un modo in cui non parlerebbe con nessun altro palleggiatore al mondo, perché sa che sono suo fratello. Tuttavia, la nostra è una connessione diversa, come giocatori ma anche come persone. Io da palleggiatore so perfettamente cosa vuole. In questo è un vantaggio". 

E quando discutete in campo? 

A: "Per me finisce sempre lì. Lui forse se la porta dietro un pelino di più (ride, ndr)". 

S: "Forse è successo una o due volte. Adesso viviamo anche insieme, quindi cerchiamo di lasciare la pallavolo in palestra, ma non sempre è facile". 

Una qualità che invidiate all’altro? 

A: "Vorrei avere la spensieratezza di Moni". 

S: "Alex è nato leader. Quando nella vita c’è qualcosa di difficile, è la persona che guardi e a cui chiedi cosa fare. E lui cosa fare lo sa sempre". 

Da bambini eravate già così legati? 

A: "Siamo sempre stati molto vicini. Vivendo all’estero spesso non parlavamo la lingua degli altri ragazzi e abbiamo sempre tenuto molto stretto il nostro legame e quello con la famiglia". 

S: "Alex è più grande di tre anni e mi ha sempre aiutato, per qualsiasi cosa lui c’era. Sono grato di averlo nella mia vita". 

Un po’ di competitività però c’è... 

A: "Da piccolo non capivo che avrei dovuto lasciarlo vincere ogni tanto. Cercavo di distruggerlo". 

S: "È ancora così. Anche ieri in allenamento eravamo in squadre diverse e voleva vincere a tutti i costi. È molto più competitivo di me". 

La pallavolo invece vi è piaciuta subito? 

A: "A me piaceva muovermi e stare con gli altri bambini. Che sport fosse non mi importava". 

S: "Per me c’è sempre stata solo la pallavolo. All’inizio però non mi piaceva fare il palleggiatore: tutti volevano schiacciare e fare punti. Poi ho capito la bellezza del mio ruolo, la libertà che ho nello scegliere come e dove giocare". 

Chi dei due assomiglia di più a papà Vlado? 

A: "Io per il carattere. Moni per l’estetica". 

S: "Alex. Papà era un leader ed è sempre stato capitano. E più avanti lo sarà anche Alex". 

Che Europeo è stato per voi? 

A: "Uscire agli ottavi con la Germania è stato deludente, sapevamo di poter arrivare in fondo. Ma sono grato di aver giocato davanti al nostro pubblico". 

S: "Per diverse notti non sono riuscito a dormire. Durante l’estate sono cresciuto, ho giocato partite difficili e il ct Chicco Blengini mi ha aiutato. Ora voglio mettere tutto in pratica alla Lube". 

A che punto della vostra carriera vi sentite? 

A: "Per me si è chiuso il primo capitolo, quello in cui dici: «Sono giovane, devo imparare». Adesso voglio vittorie grandi e titoli. Secondo me è ora". 

S: "È la mia prima stagione nel campionato italiano e sarà tosta, ma adesso mi sento nella forma migliore della mia carriera". 

Un giocatore della Superlega a cui rubereste qualcosa? 

A: "La difesa e la ricezione di Luke Perry. Oppure il muro di Jackson Howe: è incredibile". 

S: "Giannelli. Non serve spiegare quanto sia forte: ha tutto quello che io voglio avere. Tutto". 

Cosa vi aspettate da quest’anno con la Lube? 

A: "Una stagione in cui essere protagonisti". 

S: "Belle vittorie, ma anche sconfitte utili. Spero ci sia la possibilità di vincere un trofeo: è un anno importante per la Lube".

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