"Aveva pressioni basse", "No, non è vero". Dietro il giallo delle gomme di Marc Marquez
Nel retropodio Martin e Bezzecchi parlano di problemi sulla moto di Marc, il pilota Ducati smentisce. E fa i conti con la classifica del Mondiale: "Non ho perso punti su Jorge"
Nel retropodio Martin e Bezzecchi parlano di problemi sulla moto di Marc, il pilota Ducati smentisce. E fa i conti con la classifica del Mondiale: "Non ho perso punti su Jorge"
Giorgio Burreddu Collaboratore 11 ottobre - 12:00 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleSe n’è parlato molto nel retropodio, una specie di spin-off del GP d’Indonesia. C’erano Jorge Martin e Marco Bezzecchi che parlavano del rivale per eccellenza, Marc Marquez. “Aveva pressioni basse, sicuro”, hanno detto convinti i protagonisti saliti sul podio. Sembra la spiegazione più plausibile per capire la gara del Cannibale, che alla fine ha chiuso 6°, perdendo la vetta della classifica conquistata solo qualche ora prima, sabato, nella Sprint. Poi però è stato lo stesso Marquez a dire: “Non avevo problemi di pressione”. Per Marc la spiegazione è più semplice: “Già per tutto il weekend eravamo in quella posizione, tra il quinto e il settimo posto. Nella Sprint abbiamo fatto qualcosa fuori dai nostri piani: siamo arrivati quarti in qualifica e poi abbiamo vinto la gara”.
pressione o no?
—E allora cosa è successo? Quello del GP non è certo stato un Marquez incisivo come nella Sprint. Poca regolarità nei tempi sul giro. Ma anche meno aggressività, forza, energia. Ed è sembrato chiaro che i problemi di pressione delle gomme abbiano in qualche modo inciso. Ma Marquez ha indicato anche un altro limite, legato alle caratteristiche della pista e della Ducati: “Sapevamo che questo circuito, per noi e per questa moto, era un circuito più difficile, anche per il mio modo di guidare”. Sabato i problemi di pressione gomme li aveva avuti Jorge Martin, tant’è che a un certo punto lo spagnolo aveva dovuto far passare lo stesso Marquez che poi è andato a vincere la gara. Però: la pista di Mandalika dà e la pista di Mandalika toglie. Lo sport è così.
VIDEO: Rossi o Marquez? Stoner sceglie il più fortequalche difficoltà
—Per buona parte della gara lunga c’è stato questo gioco di sorpassi e contro-sorpassi tra Marquez e Pedro Acosta. Una cosa che non è passata inosservata. E i due sembravano avere lo stesso problema legato alle gomme. Anche Acosta ne ha parlato in diretta Sky, ma evidentemente con altre conclusioni: “Sì, anche perché Marc non è uno che ti concede spazio per lasciarti andare avanti. Abbiamo perso tanto tempo. Il suo passo era alto, come il mio, potevamo fare meglio per non dare la possibilità a Ogura di tornare sotto”. E ancora: “Alla fine la lotta con Marquez è stata lotta per davvero. Abbiamo perso tanto tempo”. Marquez ha poi raccontato quella battaglia da un’altra prospettiva: la sua. Pedro, ha detto il ducatista, “mi voleva fare passare, ma io non mi vedevo davanti. Ho guardato la lavagna, mancavano dodici giri, e mi sono detto: io davanti non vado, perché stavo facendo fatica”. Insomma, più che una battaglia di sorpassi, a un certo punto è diventata un’altra cosa legata alla gestione. “Mi sembrava che Pedro potesse tirarmi un po’”, ha spiegato Marc. Per poi aggiungere: “Anche lui stava giocando con la pressione davanti”.
problemi ducati
—La pressione delle gomme, dunque, potrebbe aver giocato un ruolo in ogni caso, almeno per quanto riguarda Acosta. Ma c’è anche l’ipotesi di uno scarso feeling con l’anteriore da parte di Marquez. E Marc stesso non ha nascosto le difficoltà nella gestione della gomma. Nei primi cinque o sei giri, ha detto, “ho provato a gestire. Poi, a metà gara, quando Acosta mi tirava, sembrava che andassimo più o meno bene”. A raccontare le difficoltà della Ducati a Mandalika è stato poi Fabio Di Giannantonio: “Ho fatto una bella partenza, poi ho preso ritmo stavo dietro a Marquez e Acosta. Ero messo bene con tutto”. Ma qualcosa è successo, “una cosa abbastanza singolare”, e Diggia ha dovuto tenere botta fino alla fine, bravo come sempre. Le difficoltà delle Ducati hanno certamente inciso sul risultato finale, dando ad Aprilia la possibilità di conquistare le luci della ribalta dei primi quattro posti.
retropodio
—Qualche dubbio però resiste. Marc, ha detto ancora Martin nel retropodio, “aveva pressioni basse” e “ha fatto passare” Acosta. A quel punto è intervenuto anche Bez: “Anche lui forse”, guardando Acosta far passare Marquez in un altro momento della gara, prima di riuscire finalmente ad allungare e tenersi la quinta posizione. E che qualcosa di strano stesse succedendo alle loro spalle, Martin lo aveva intuito già durante la gara: “Io vedevo 1.2, poi 2.0, poi 2.8 e mi sono detto: qualcosa c’è. Mi segnalavano che avevo dietro Marc, poi Acosta, poi Marc, poi Acosta”. “Sì, ma allora aveva qualcosa che non andava”, ha detto ancora Bezzecchi, mentre osservava l’ennesimo sorpasso tra i due. Resta il fatto che Marquez esce dal GP a testa alta. Almeno secondo il suo punto di vista: “Non lo dico mai: mi sento vincitore, perché non ho perso nessun punto da Martin e ho perso solo tre punti da Bezzecchi”. E ancora: “In questo week-end abbiamo fatto 22 punti. Martin ne ha fatti 22 e Bezzecchi 25”. Il conto torna.
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