Irving show a Macao: torna dopo 586 giorni d'assenza e stende Houston
Il 34enne regista di Dallas realizza 17 punti in 22’ e i suoi Mavericks si prendono la rivincita della sfida giocata 48 ore prima, in sua assenza dominata dai Rockets
Il 34enne regista di Dallas realizza 17 punti in 22’ e i suoi Mavericks si prendono la rivincita della sfida giocata 48 ore prima, in sua assenza dominata dai Rockets
Riccardo Pratesi Collaboratore 11 ottobre (modifica alle 17:49) - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleÈ tornato Kyrie Irving. Come un uragano, qui sull’oceano di Macao, in Cina. Il 34enne regista di Dallas ritrova il parquet dopo 586 giorni d’assenza per la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro patita il 3 marzo 2025 e regala uno show al pubblico della Venetian Arena: 17 punti in 22’, fenomenale. I suoi Mavericks battono Houston 132-115 nella rivincita della sfida giocata 48 ore prima, allora dominata dai Rockets. Ma Kyrie non c’era, appunto.
VIDEO: Kyrie Irving combatte contro... un robot! L'esito è inaspettatoPRODEZZE
—Gli servono solo 14 secondi per segnare il suo primo canestro, il primo della partita. In penetrazione, attaccando il ferro. Le care vecchie abitudini. Poi realizza una tripla all’ultimo secondo del possesso offensivo dopo un rimbalzo d’attacco. È pure fortunato, quando gli portano via la palla finisce a uno compagno: gli gira tutto bene. Si cerca e si trova a meraviglia con Cooper Flagg, sprizza entusiasmo e voglia di giocare. Era mancato. Lo sa e se ne compiace. Se la gode.
LE PAROLE
—Dusty May, l’allenatore dei Mavs, debuttante a livello Nba, si fa prendere dall’entusiasmo, anche se è solo una partita di prestagione. "Un artista, un musicista di jazz", si fa scappare post gara. Piano, coach. Ma rende l’idea. Lui, Irving, si fa attendere anche in conferenza stampa, proprio come in campo con lo stop di oltre 18 mesi. Ritarda di mezz’ora prima di presentarsi davanti ai giornalisti, poi si prende la scena. Come sul parquet. Una radio, non smette mai di parlare… "L’avevo sognato, immaginato tanto quel primo canestro. Era un gioco disegnato per me, è stato bello vedere la gioia dei compagni che festeggiavano". E poi: "Flagg ha la mentalità da grande agonista, maturo oltre i suoi anni. Io e lui assieme cosa possiamo fare? Non ci interessa quel che dicono gli altri, pensiamo a noi, il gruppo squadra è ottimo per attitudine". Potrebbe fare il politico, o forse addirittura il predicatore – parla della "sua tribù" - a fine carriera, perché di quello gli viene chiesto, se ha pensato al ritiro quando s’è fatto male, se ci pensa ora. "No, amo quel che faccio, quando è così non sembra neanche lavoro. Quel giorno arriverà, prenderò uno yacht in Italia…". Non c’è fretta. Gli avversari gli rendono omaggio. Ime Udoka, l’allenatore di Houston, e Marcus Smart, il regista dei Rockets, sono felici - dicono - di averlo rivisto "come al solito, come è lui". Paiono sinceri dal linguaggio del corpo, oltre la facciata.
LA PARTITA
—Irving, Risacher, Washington, Flagg e Gafford in quintetto per i Mavs. Boato per Irving, presentato per ultimo qui a Taipa, nel resort dell’isola dove si gioca. Per Houston partono titolari Smart, Sheppard, Thompson, Smith e Capela. Dunque restano a riposo Kevin Durant e Alperin Sengun. Flagg ruba palla a Smart e schiaccia: schegge di futuro. Thompson ne combina di tutti i colori ogni volta che deve fare una lettura di gioco ragionata, i Rockets l’hanno appena pagato uno sproposito…28-27 Dallas a fine 1° quarto. Jabari Smith con 8 punti, brillante. Irving con 7 nei primi 12’. Fa sembrare un centro da paura persino Gafford, detto tutto. Reed Sheppard sa tirare, lo fa spesso e volentieri, ma non pare ancora un regista fatto e finito, Zach Risacher fa chiedere come possa essere stato scelto n. 1 del Draft 2024, acerbo sia fisicamente che caratterialmente. Soft, avrebbe detto Kobe Bryant. Irving in entrata segna contro chiunque, dalle tribune dell’arena, nella Las Vegas d’oriente, dove non si capisce l’inglese, ma si mastica alla grande la pallacanestro statunitense, partono i cori “Mvp, Mvp”. Esagerati. 58-51 Dallas a metà gara. Irving con 14 punti è il miglior marcatore, da copione. Smart con 13, farà comodo a Houston pure come leadership. La prima metà del 3° quarto è di qualità, pare stagione regolare. Poi escono i titolari, come è normale che sia con l’avvio ufficiale del 20 ottobre all’orizzonte. Tanto ormai la partita quel che doveva dire l’ha detto. Dallas chiude avanti il 3° periodo 95-85 e poi vince comoda. Ma la notizia è che Irving è tornato. Per davvero, fa sul serio. Un monito che echeggia da Macao.
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