Leclerc vuole di più: "Ferrari, non siamo abbastanza veloci". Hamilton sta male, niente interviste
La Gazzetta dello Sport

Leclerc vuole di più: "Ferrari, non siamo abbastanza veloci". Hamilton sta male, niente interviste

Domenica 11 ottobre 2026
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Dopo il secondo posto conquistato a Marina Bay, il monegasco della rossa non si accontenta: "Buona chiamata, ma possiamo fare di più". L'inglese, dopo essersi scusato col team per la strategia di gara sbagliata, è stato visitato dallo staff della Fia

Dopo il secondo posto conquistato a Marina Bay, il monegasco della rossa non si accontenta: "Buona chiamata, ma possiamo fare di più". L'inglese, dopo essersi scusato col team per la strategia di gara sbagliata, è stato visitato dallo staff della Fia

Giorgio Burreddu Collaboratore 11 ottobre - 18:09 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

È come con la luna. C’è chi sogna di raggiungerla. E chi si accontenta di guardarla. In Ferrari ormai nessuno vola più troppo in alto, si resta con i piedi ben piantati a terra e anche un secondo posto nel GP di Singapore facciamo che sì, è bello, e va bene così. Il primo a fare mea culpa, però, è stato lo stesso uomo che su quel podio ci è salito: Charles Leclerc. Tagliato il traguardo, nel team radio, è stato lui a dirlo chiaramente: "Sì, la macchina andava bene. È stata una bella gara, ma non siamo abbastanza veloci. Ottimo lavoro per la strategia, è stata una buona chiamata". Come dire: voglio di più, non mi accontento, voglio volare. Mentre la Red Bull e Max Verstappen hanno ripreso ad andare a razzo (e chissà dove li porterà), e la Mercedes con Kimi Antonelli aspetta solo di formalizzare il successo mondiale, la Ferrari fa i conti con le sue aspettative. Enormi il sabato, più contenute alla fine di un GP. Il Rosso mundial è ormai un colore sbiadito: la Ferrari non vince un titolo piloti da 19 anni, uno costruttori da 18, e l’ultimo successo in un GP risale a luglio, quando Leclerc vinse a Silverstone. 

sempre in salita

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Certo, a sentire Fred Vasseur, il team principal, a Singapore è tutto quasi ok: "Nel complesso abbiamo portato a casa un buon fine settimana, quindi non sono arrabbiato ma oggi potevamo portare entrambe le macchine sul podio ed invece abbiamo perso punti per la classifica Costruttori. È un peccato ma ormai è andata così". La Ferrari al momento è seconda, dietro la Mercedes. C’è ancora molta strada da fare e i GP a disposizione sono ancora tanti. Ma il popolo della Rossa, fedele e unico al mondo, se lo chiede ormai da tempo: cosa c’è nel domani? Il presente è una macchina che va, sì, ma non come le altre. E che spesso deve fare i conti con tic, scelte, errori che la portano a guardare la corsa da prospettive inaspettate. Dalle voci (smentite) dell’arrivo di Chris Horner come team principal alle scelte strategiche non sempre fruttuose. Ogni gara per la Ferrari è un tornado: si salpa per i circuiti più duri del mondo, ma è sempre un’avventura. Se Red Bull, Mercedes e anche McLaren (pur nelle loro complessità) sanno sempre tracciare un percorso, per la Ferrari il Mondiale è un viaggio pieno di imprevisti. Non è stato diverso nemmeno a Singapore, soprattutto con Lewis Hamilton. 

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il malessere di hamilton

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Il britannico a fine corsa si è scusato con il team per aver scelto una strategia (tutta sua) sbagliata. Carlo Santi, l’ingegnere di Lewis, a fine corsa ha comunicato al pilota: "Abbiamo concluso in P6. Max ha vinto la gara, Charles secondo, Kimi terzo. E per favore raffredda la macchina". Lewis è un uomo tutto d’un pezzo e non ha avuto paura di chiedere scusa: "Scusate ragazzi, vi ho delusi con quella strategia. La decisione è stata mia, ci ha fatto perdere punti preziosi e cercherò di rimediare alla prossima. Ottimo lavoro con il pit stop". Era già successo altre volte di vedere andare alla deriva le possibilità di successo della Rossa, niente di nuovo. Quello di Singapore è un rammarico che si aggiunge all’elenco. Ci si aspettava di sentire Hamilton nel dopo gara, ma ha accusato un malessere ed è stato visitato dallo staff medico della Fia. La Federazione gli ha quindi concesso di non presentarsi alle interviste con i media nel dopogara. A meno che non voglia spiegare tutto sui suoi social, di più non sapremo.

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