Manchester City più forte dei fischi: 3-0 a Liverpool e primo posto a punteggio pieno
Dimostrazione di forza della squadra di Maresca. Per i Reds un unico alibi: le tante assenze
Dimostrazione di forza della squadra di Maresca. Per i Reds un unico alibi: le tante assenze
Dal nostro corrispondente Davide Chinellato 11 ottobre - 19:54 - LONDRA English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleNon importa. Il Manchester City sarà anche la nuova squadra più odiata d’Inghilterra, quella che a ogni trasferta verrà accompagnata da costanti buu come ad Anfield, nella prima dopo la sentenza che rischia di stravolgere la Premier. Erling Haaland e compagni, però, vogliono anche essere i più forti. Lo confermano a Liverpool, facendo a pezzi 3-0 i Reds che fin qui erano imbattuti: la squadra di Maresca ha preso in mano la partita alla prima occasione, dopo l’espulsione di Ryan Gravenberch al 62’, e l’ha trasformata nella sesta vittoria su 6 in Premier in questa stagione. In una clamorosa dimostrazione di forza e superiorità. In un messaggio alle rivali: il primo atto del processo per le irregolarità finanziarie il City l’avrà pure perso e ci sarà pure il resto del calcio inglese che lo vuole vedere retrocesso, ma in attesa di dimostrare la propria innocenza in appello il club non ha nessuna intenzione di mollare. Come la squadra di Maresca: professionale, superiore, concentrata sul campo, perfetta nel dimostrarsi capace solo di vincere come era stato prima della sosta e della sentenza.
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—Due giocatori hanno fatto la differenza: Gravenberch in negativo, con la sua espulsione per doppia ammonizione dopo essere stato il migliore del Liverpool, e Jérémy Doku in positivo, il cui ingresso in campo al 58’ ha aggiunto creatività alla squadra di Maresca. Grazie al belga, il City ha colpito prima che il Liverpool potesse riorganizzarsi dopo il rosso: prima con l’inevitabile Erling Haaland, poi con Doku stesso, che ha messo un imprendibile destro all’incrocio candidato a gol dell’anno. Quei due centri in quattro minuti hanno messo il City in una nuova dimensione, anche grazie alla super partita di Elliot Anderson, dominante in mezzo al campo nel dettare il ritmo e riuscire sempre a fare la cosa giusta. Questa partita doveva dire due cose sul City: quanto ostile sarebbe stata l’accoglienza in trasferta, e oltre ai buu non si è andati molto oltre, e quanto i giocatori avrebbero saputo mettere da parte le incertezze del processo per concentrarsi sul campo. Niente è riuscito a scalfire Haaland e compagni, né i buu né il coro di "traditori" con cui la Kop ha chiuso la partita: un manifesto di quello che promette di essere il resto della stagione. Questa sfida ad Anfield ha anche detto che il Liverpool non è ancora pronto: vero che le assenze di Isak, Gakpo e Szoboszlai erano pesantissime, vero che fino all’espulsione i Reds promettevano tanto, ma nel momento più difficile sono andati a fondo, anziché reagire.
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—Niente gol e niente emozioni dopo i primi 45’ molto tattici, coi Reds più arrembanti a inizio partita e la squadra di Maresca progressivamente più in controllo. Il Liverpool costringe Donnarumma agli straordinari in un arrembante inizio ripresa, ma il match cambia al 62’ quando Gravenberch si fa cacciare per doppia ammonizione. Tre minuti dopo il City esulta per il gol di Haaland, al posto giusto nel momento giusto per raccogliere il rimpallo dopo un tiro di Doku e anticipare Van Dijk per l’1-0. Al 68’ è lo stesso, scatenato esterno belga a firmare il raddoppio, con un meraviglioso destro a girare sotto l’incrocio. Lo schiaffo per Anfield è così forte che persino i buu dei tifosi si affievoliscono, e quando al 78’ Cherki fa tris la Premier capisce che comunque finirà il procedimento per le irregolarità finanziarie, il City non ha nessuna intenzione di mollare. Ad Anfield, sommerso dai buu e mentre il resto della Premier tifava contro, la squadra di Maresca ha mostrato quanto è determinata ad andare fino in fondo.
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