Amorim stavolta si arrabbia: "Buttati via due punti, non si può prendere un gol così"
Il tecnico rossonero: "Meritavamo il vantaggio ma dopo il gol avremmo dovuto gestire meglio la partita. A tre o a quattro dietro? Alla fine sono gli stessi giocatori, che possono ruotare"
Il tecnico rossonero: "Meritavamo il vantaggio ma dopo il gol avremmo dovuto gestire meglio la partita. A tre o a quattro dietro? Alla fine sono gli stessi giocatori, che possono ruotare"
Marco Pasotto Giornalista 11 ottobre - 20:39 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Ruben Amorim, 41 anni. LaPresseIndecifrabile. A metà ottobre è probabilmente questo uno degli aggettivi che meglio si addice al Milan di Amorim. Che non è stato – per fortuna del tecnico portoghese – quello visto col Benfica, ma nemmeno - purtroppo per il tecnico portoghese - quello con il Lecce. Indecifrabile come Amorim vorrebbe che fosse anche il sistema di gioco, che oscilla tra la difesa a quattro e a tre, stavolta senza portare particolari benefici. E’ un Milan che gioca svariate partite dentro la partita: eccessivamente accorto nel primo tempo, intenso nel finale del primo round e nell’inizio del secondo, disattento (molto) sul pareggio del Sassuolo e poi quasi del tutto piatto nell’ultimo spicchio. Però, con la mole considerevole di occasioni create, se si vuole restare agganciati al trenino delle prime queste sono partite da vincere.
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—"Quando non vinciamo non siamo mai soddisfatti - racconta l'allenatore nel dopogara -. Occorre migliorare ancora molte cose, volevamo fare gol, anche se abbiamo reagito bene a tante loro transizioni. Meritavamo il vantaggio ma dopo il gol avremmo dovuto gestire meglio la partita, fare più possesso palla e frenare la reazione avversaria. Non possiamo permetterci di subire gol da calcio d'angolo. È evidente che non possiamo ritenerci soddisfatti quando buttiamo via due punti così. Dovevamo continuare a fare le cose che stavamo facendo fino al gol. L'avete visto, volevamo controllare la partita, trovare le giuste combinazioni, è questione di mentalità a volte. Stiamo lavorando sulla costruzione, ma occorre fare meglio nelle combinazioni nell'ultimo terzo di campo. A tre o a quattro dietro? Alla fine sono gli stessi giocatori, che possono ruotare. Oggi occorreva spingere ancora di più, ecco perché abbiamo iniziato con una linea a quattro. Gabbia? Non so ancora bene l'entità dell'infortunio, lui è uno fondamentale per il gruppo, è una cosa che fa male anche solo da vedere".
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