Renato Veiga: "In Italia la tattica imbriglia il gioco. Mi brucia ancora la Champions con la Juve"
La Gazzetta dello Sport

Renato Veiga: "In Italia la tattica imbriglia il gioco. Mi brucia ancora la Champions con la Juve"

Lunedì 12 ottobre 2026
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Il difensore portoghese che domani affronta il Napoli con la maglia del Villarreal: "Siamo squadre diversissime. Se si vince c’è una bella iniezione di morale, se si perde non è un dramma"

Il difensore portoghese che domani affronta il Napoli con la maglia del Villarreal: "Siamo squadre diversissime. Se si vince c’è una bella iniezione di morale, se si perde non è un dramma"

Filippo Maria Ricci Giornalista 12 ottobre - 08:43 - MADRID Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Forse Renato Veiga ha trovato casa. Il centrale del Villarreal a 23 anni ha già giocato nella massima serie di Portogallo, Germania, Svizzera, Inghilterra, Italia e Spagna. Ha lasciato buoni ricordi ovunque ma per un motivo o per l’altro non ha messo radici da nessuna parte. Anche in nazionale è partito da nomade: suo padre Nelson è stato nazionale con Capo Verde, lui, nato a Lisbona e cresciuto nello Sporting, ha scelto il Portogallo col quale ha vinto la Nations League del 2025. Renato ha iniziato la sua seconda stagione al Villarreal, ed è la prima volta che gli succede di restare in un club per più di una stagione.

In poco più di 3 anni ha vissuto a Lisbona, Augusta, Basilea, Londra, Torino e Vila-real. Ha trovato finalmente casa?

"Mai dire mai! (ride). Però diciamo che qui mi trovo bene, sì. Spero di restare per un po’, sono stanco di girare".

Tra i tanti posti da lei visitati c’è anche l’Italia. Che ricordi ha?

"Ottimi. A Torino sono stato benissimo e giocare per la Juve è qualcosa di speciale. Però ero in prestito dal Chelsea e la stagione è stata difficile, con il passaggio da Thiago Motta a Igor Tudor. Alla fine abbiamo ottenuto il quarto posto in campionato, ma peccato per l’eliminazione in Champions col Psv, brucia ancora. All’andata ero titolare e vincemmo 2-1, al ritorno entrai nel finale sotto 2-1 e perdemmo ai supplementari. E purtroppo quella all’esordio è stata la mia unica vittoria in Champions finora".

Ecco, lo scorso anno il Villarreal è tornato nella massima competizione europea dopo due anni ed è stato un disastro: un punto a Torino contro la Juventus con un suo gol al 90’ e 7 sconfitte.

"Quello è il passato. Abbiamo cambiato allenatore e rinnovato le ambizioni. È vero che siamo partiti con una sconfitta col Dortmund ma la squadra sta migliorando e siamo pronti a giocare col Napoli".

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Come la vede?

"Tosta, ovviamente. La squadra di Allegri è in ripresa, se non sbaglio nelle ultime 3 partite ha fatto 7 punti, e dopo la sconfitta con l’Arsenal verrà da noi per cercare di far punti. Partita aperta tra due squadre che hanno stili di gioco molto diversi e due allenatori di generazioni differenti".

Allegri ha 59 anni, Iñigo Perez 38.

"Appunto. E siamo solo alla seconda giornata, dopo ne mancheranno altre 6 per cui non si possono trarre conclusioni. Diciamo solo che se si vince c’è una bella iniezione di morale, se si perde non è un dramma".

Segue ancora la Serie A?

"Poco. Io tendo a concentrarmi sul campionato nel quale gioco. Però se posso mi guardo le partite della Juve perché se anche se sono stato lì per poco tempo ho lasciato diversi amici. Vedo i bianconeri in crescita. La Serie A è difficile, la concorrenza è tremendamente qualificata e basta poco per farsi male. Juve e Milan fuori dalla Champions sono una sorpresa".

La Juve giovedì sarà a Vigo col Celta per l’Europa League. 

"E ha le qualità per imporsi. Il Celta è una buona squadra che gioca bene a calcio ma ha iniziato la stagione con qualche difficoltà".

Il trittico di sfide tra Liga e Serie A prevede anche un Roma-Real Madrid.

"Partidazo. Non mi chieda un pronostico por favor. Dico solo che mi pare una sfida molto aperta, sono curioso di vedere come finisce".

Ok, però le chiedo la sua impressione su Serie A e Liga.

"Modi diversi di intendere il calcio. In Italia tanta tattica, che a volte finisce con l’imbrigliare il gioco, qui in Spagna prevale la tecnica, la ricerca del gioco e della giocata. Ma io mi adatto ovunque". Renato sorride, ma smette subito...

Lei è stato col Portogallo in questa lunga pausa. Cosa ci può dire di quanto successo tra Cristiano Ronaldo e Jorge Jesus?

"No comment. Sono felice perché ho giocato tutte e quattro le partite, con quattro vittorie".

Ok. Allora le chiedo di Gonçalo Ramos, il milanista ha fatto 3 gol.

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"Ha approfittato al meglio della sua occasione e del tempo che gli hanno concesso".

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