Perché i muscoli si indeboliscono con l’età: scoperto un nuovo meccanismo
La perdita di forza negli over 60 potrebbe iniziare nel punto in cui il nervo trasmette al muscolo l’ordine di contrarsi
La perdita di forza negli over 60 potrebbe iniziare nel punto in cui il nervo trasmette al muscolo l’ordine di contrarsi
Eu.Spa. 12 ottobre - 09:47 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleCon l’età i muscoli diventano più deboli. Sembra quasi un’ovvietà biologica: la massa muscolare si riduce e, al contempo, cala la forza. Ma da qualche tempo i ricercatori sospettano che la sarcopenia, cioè la perdita di forza e tessuto muscolare legata all’invecchiamento, non dipenda soltanto dal muscolo. Una ricerca pubblicata sul Journal of Clinical Investigation sposta infatti l’attenzione su un punto trascurato ma decisivo: la giunzione neuromuscolare, dove il nervo trasmette al muscolo l’ordine di contrarsi. È lì che, con gli anni, la comunicazione sembra diventare meno affidabile. Ed è lì che potrebbe trovarsi un nuovo bersaglio per contrastare parte della debolezza che associamo all’età.
trasmissione neuromuscolare
—Lo studio ha coinvolto dieci anziani di circa 86 anni, confrontati con otto adulti più giovani, di circa 30 anni. Nei partecipanti anziani con debolezza significativa i ricercatori hanno rilevato alterazioni della trasmissione neuromuscolare e la gravità del difetto risultava associata alla perdita di forza. Il punto interessante è che la giunzione neuromuscolare è stata a lungo considerata relativamente affidabile anche durante l’invecchiamento. Secondo i ricercatori, invece, negli esseri umani e nei modelli animali, si assiste col tempo a un progressivo cedimento proprio in quel passaggio fra nervo e muscolo. Un’ipotesi che modifica almeno in parte il modo di leggere la sarcopenia: non conta solo quanto tessuto muscolare rimane, ma anche quanto bene il sistema nervoso riesca ancora ad attivarlo.
Indagando il meccanismo, i ricercatori hanno trovato una riduzione di NaV1.4, un canale del sodio presente nella membrana postsinaptica della giunzione neuromuscolare e necessario perché la fibra risponda in maniera affidabile al segnale nervoso. La diminuzione è stata osservata sia negli anziani sia negli animali vecchi. Nei ratti adulti, inoltre, l’inibizione sperimentale di NaV1.4 ha riprodotto anomalie simili a quelle rilevate con l’età. Il fenomeno non sembra distribuito allo stesso modo in tutti i muscoli: nello studio la riduzione era evidente nei muscoli a contrazione rapida, mentre non emergeva nel soleo, a contrazione lenta. Gli autori lo collegano alla particolare vulnerabilità delle fibre di tipo II nella sarcopenia. Non si tratta quindi semplicemente di un muscolo che "si consuma", ma di una perdita di efficienza localizzata proprio dove il comando nervoso deve trasformarsi in attivazione della fibra.
punto di cedimento
—"Abbiamo identificato un importante punto di cedimento nell’ultimo passaggio della comunicazione tra nervi e muscoli", spiega David Arnold, docente alla School of Medicine dell’University of Missouri. "Ciò che forse è ancora più interessante è che abbiamo dimostrato che questo cedimento è potenzialmente reversibile". In parole povere, i ricercatori hanno agito su uno dei meccanismi che regolano la risposta del muscolo agli impulsi provenienti dai nervi. Riducendone parzialmente l’attività, nei roditori anziani il muscolo ha risposto meglio e la forza è aumentata. La buona notizia è che esiste già un farmaco sperimentale, che utilizza lo stesso principio ed è stato studiato in persone affette da una malattia neuro-muscolare. Ora i ricercatori dovranno capire se può funzionare anche contro la sarcopenia o se è il caso di pensare ad altre soluzioni.
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