Esperimenti tattici, Kolo che non è un 9 e i cross negli stinchi degli altri: è la Juve degli irrisolti
I bianconeri si inceppano anche a Cagliari, andando a sbattere contro un catenaccio dell'anteguerra e i due metri di Mendy che da soli mandano in crisi la difesa. In attesa del mercato di gennaio, Spalletti deve ancora modellare bene quello che c'è
C ondannata sì la Juve, ma a soffrire fino all’ultima giornata per conquistarsi una coppa. E non è detto sia quella più bella (o che la coppa arrivi). Cagliari resta uno degli snodi di questo supplizio. L’anno scorso la Juve andò sotto per l’unico tiro di Mazzitelli dopo una ventina di occasioni più o meno da urlo, ieri ha rischiato la stessa fine dopo il gol bello e fortunato di Maldini. L’ha ripresa nel finale con il redivivo Kolo Muani, mentre i fantasmi del Sassuolo aleggiavano sulla porta di Caprile, dopo aver tirato in lungo e in largo ma soltanto con azioni personali di Zhegrova: perché il gioco collettivo manca tremendamente. Solo che il pari, come quello di Milan, Como e Roma, non fa che il gioco dell’Inter. Nessun rivalità, i nerazzurri viaggiano su un’altra dimensione, ma cinque punti sotto dopo sei giornate non erano nelle previsioni più nere. Al Cagliari bastano due discese nel primo tempo, poi un catenaccio dell’anteguerra, per prendersi l’1-1 e viaggiare ancora al quarto posto. Nessuno però è veramente felice, neanche i rossoblù che il successo ormai se lo godevano, e infatti l’incrocio tra i due tecnici dopo il 90’ fa scintille con relativo doppio rosso. Spettacolo da dimenticare.