Kimi, podio e maturità, ma Wolff lo sfotte: "Ti mettiamo un cuscino sotto il sedere". Ecco perché
Antonelli a Singapore ha trovato il compromesso tra la voglia di vincere e le esigenze della Mercedes. Tra due settimane ad Austin la possibile festa, ma serve la “collaborazione” di Russell e Hamilton. Intanto, il team principal Mercedes lo prende in giro
Antonelli a Singapore ha trovato il compromesso tra la voglia di vincere e le esigenze della Mercedes. Tra due settimane ad Austin la possibile festa, ma serve la “collaborazione” di Russell e Hamilton. Intanto, il team principal Mercedes lo prende in giro
Dalla nostra inviata Giulia Toninelli 12 ottobre - 09:03 - SINGAPORE Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleUna mano fuori dall’abitacolo, a cercare aria nei rettilinei per far uscire, almeno per un attimo, il caldo soffocante di Singapore dalla sua Mercedes. È questa l’immagine che resta della notte di Marina Bay di Kimi Antonelli, agguerrito nel resistere alle difficoltà fisiche e tecniche di un fine settimana non facile, gestito ancora una volta alla perfezione dal veterano bambino che va a caccia, adesso più che mai, di quello che presto sarà il suo primo, storico, titolo Mondiale di Formula 1. Mani che Kimi rimette con forza sul volante quando serve, nel momento chiave del sorpasso ai danni di Lewis Hamilton, in grande difficoltà con gomme soft usurate dai troppi giri percorsi, che vale per l’italiano il terzo posto sul podio del GP di ieri, quattordicesimo della sua stagione su diciassette gare archiviate.
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—Ma il risultato di Singapore per Antonelli ha un valore che va ben oltre quello della terza posizione alle spalle di un grandioso Max Verstappen, vincitore del secondo GP consecutivo dopo il successo in Malesia, e di un velocissimo Charles Leclerc, secondo con la sua Ferrari al termine di una gara di grande solidità. Forse nella stagione di Antonelli il terzo posto di Marina Bay resterà un risultato marginale ma quanto dimostrato questo weekend è soprattutto una prova di maturità. Arrivato a Singapore con l’obiettivo dichiarato di testare al meglio il complicato nuovo pacchetto di aggiornamenti introdotto a Sepang, l’italiano si è distinto per un’estrema tenacia nella prova di comparazione che la squadra gli ha richiesto, partendo da un venerdì difficilissimo (concluso con il settimo tempo nella mini-qualifica della Sprint) e arrivando fino a un podio strappato anche grazie alla perseveranza di pilota e squadra. "Non ho mai dubitato del lavoro del team – ha sottolineato Kimi – e abbiamo cercato di lavorare per estrarre quel potenziale che sapevamo esserci" per il finale di questa stagione ma soprattutto per un 2027 che si prospetta di grande battaglia in pista, con la crescita esponenziale della Red Bull e degli altri avversari alle spalle della Mercedes. Trovare "la giusta finestra di utilizzo per sfruttare l’aggiornamento" è diventato l’obiettivo dell’Antonelli visto in pista questo weekend, riuscito a far convivere ancora una volta l’agonismo di chi vorrebbe sempre vincere e le richieste della sua squadra. A sporcare la sua domenica solo le sbavature dei track limits, le uscite di pista che da tutto l’anno fanno infuriare Toto Wolff e che anche questo weekend hanno fatto rischiare a Kimi una penalità: "Ti dovremo mettere un cuscino sotto il sedere in macchina per farti vedere meglio" gli ha detto ridendo Wolff via radio, complimentandosi però per l’ennesimo weekend solido del suo giovane pilota, che vede davanti a sé comparire il profilo del suo obiettivo più grande.
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—È stata una tripletta senza successi per Antonelli quella che si è conclusa ieri a Singapore, ma in questa fase della stagione per il leader del Mondiale conta molto di più la consistenza dei singoli risultati, per arrivare il prima possibile ad ottenere il risultato finale: quello della vittoria del primo titolo iridato, che porterebbe Kimi a diventare il più giovane campione del mondo della storia della F.1. Grazie ai punti recuperati a Singapore su Russell, solo nono al termine di una gara in rimonta dopo la partenza dal fondo della griglia, il primo match point per Kimi arriverà già ad Austin, tra due settimane, dove con cinque GP di anticipo sulla fine del campionato potrebbe laurearsi campione nel caso in cui guadagnasse 23 punti o più su Russell. Per farcela Kimi dovrebbe vincere, Russell fare nono e Hamilton - attualmente terzo in classifica - fare quinto o meno. Una combinazione difficile per Kimi, che continua a guardare al successivo weekend di gara in Messico come più probabile teatro dei festeggiamenti iridati: "Diciamo che nel mio viaggio di ritorno in Italia mi concederò il lusso di pensarci - ha ammesso Kimi - ma ho settimana per resettare e non vedo davvero l’ora di tornare già ad Austin". Di nuovo in pista, a inseguire un sogno che adesso è davvero vicino alla realtà.
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