Antonelli, la guida al limite dietro i track limits da migliorare. E non è stato penalizzato perché...
La Gazzetta dello Sport

Antonelli, la guida al limite dietro i track limits da migliorare. E non è stato penalizzato perché...

Lunedì 12 ottobre 2026
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Il bolognese ha rischiato una penalità anche a Singapore per superamento multiplo dei limiti del tracciato, ma Wolff lo difende: "La sua guida è stata matura e solida perché gestire una macchina difficile in questa fase, svilupparla e imparare, è un ottimo segnale"

Il bolognese ha rischiato una penalità anche a Singapore per superamento multiplo dei limiti del tracciato, ma Wolff lo difende: "La sua guida è stata matura e solida perché gestire una macchina difficile in questa fase, svilupparla e imparare, è un ottimo segnale"

dall'inviata  Giulia Toninelli 12 ottobre - 14:59 - SINGAPORE Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Da sinistra Toto Wolff, Kimi Antonelli e Peter Bonnington

A Toto Wolff piace avere ogni cosa sotto controllo. “Il motorsport è un mondo che cambia in fretta - spiega il team principal della Mercedes - e proprio per questo dobbiamo cercare di ridurre al minimo le situazioni di imprevedibilità intorno a noi”. Un atteggiamento consolidato negli anni e messo a punto con esperienza ed errori nel complesso ingranaggio del team di Brackley, che continua anche adesso, ora che il ragazzo d’oro della Mercedes, Kimi Antonelli, è a un passo dalla vittoria del titolo mondiale: “Raramente guardo la classifica pensandoci prima del tempo - ha ammesso il team principal -. Nel nostro sport possono accadere le cose più folli e il nostro obiettivo deve essere semplicemente quello di raccogliere punti gara dopo gara, senza perdere terreno. Il modo migliore per vincere un campionato è concentrarsi esclusivamente sul weekend che si ha di fronte: mettere la macchina a terra il venerdì, svilupparla sessione dopo sessione, ottimizzare la qualifica e poi pensare alla domenica, senza sprecare energie a fantasticare sul titolo”. 

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il difetto

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Per Wolff e la squadra sarà fondamentale evitare errori che possano prolungare la lotta per il titolo, anche richiamando Antonelli su quello che, dall’inizio della stagione, è diventato il suo difetto ricorrente: i track limits. L’uscita di pista in determinati punti del tracciato, infatti, è consentita fino a un massimo di tre volte; se si supera tale limite, il pilota è costretto a scontare una penalizzazione di cinque secondi. Penalità che Kimi ha già dovuto scontare quest’anno e che ha rischiato di prendere anche ieri, quando sono state segnalate quattro infrazioni a suo carico, poi ridotte a tre perché uno dei track limits segnalati, sotto revisione della Fia, non è stato ritenuto conteggiabile. 

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il cuscino dell'hotel

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Un tipo di errore che viene ricondotto molto allo stile di guida di Antonelli, solito far scivolare la propria monoposto fino ai limiti del tracciato per sfruttarne ogni centimetro, rischiando però spesso di andare inutilmente oltre tali limiti: “Kimi è stato bravissimo, a parte qualche violazione dei track limits - ha detto Wolff subito dopo la gara - ma ho una buona strategia: gli metterò un cuscino dell’hotel sotto il sedere quando guida, così potrà finalmente vedere la strada! Scherzi a parte, è solo per farlo sedere più in alto, non fraintendete. Ha guidato a lungo con tre strike e quindi con la possibilità di essere penalizzato, questo ci ha messo un po’ di stress, ma dimostra anche quanto stia spingendo al limite”. 

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Una situazione ulteriormente complessa per Antonelli, che nel weekend di Singapore è stato chiamato a comprendere e capire il nuovo aggiornamento della Mercedes, al volante dunque di una vettura estremamente sensibile e imprevedibile: “Togliendo l’aspetto dei track limits, la sua guida è stata matura e solida - ha concluso Wolff - perché gestire una macchina difficile in questa fase, cercare di svilupparla e imparare è un ottimo segnale”. Soprattutto per un ragazzo di appena 20 anni, arrivato a questa soglia della maturità sportiva al suo secondo anno in Formula 1, solidissimo nella sua posizione all’interno del team e sicuro delle sue capacità. Tranne quando si tratta dei limiti della pista. Ma per quello, forse, basterà un cuscino.

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