La Red Bull è tornata a far paura: così ha rimesso le ali a Verstappen. E ora spaventa il Mondiale
La Gazzetta dello Sport

La Red Bull è tornata a far paura: così ha rimesso le ali a Verstappen. E ora spaventa il Mondiale

Lunedì 12 ottobre 2026
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Le ultime due gare del campionato hanno certificato il ritorno alla competitività assoluta della RB22. Ecco le modifiche introdotte che promettono scintille anche nelle prossime gare

Le ultime due gare del campionato hanno certificato il ritorno alla competitività assoluta della RB22. Ecco le modifiche introdotte che promettono scintille anche nelle prossime gare

Paolo Filisetti 12 ottobre - 14:55 - SINGAPORE Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Max Verstappen, 29 anni, taglia vittorioso il traguardo di Singapore 

Ormai è chiaro: la vittoria di Max Verstappen a Singapore, anzi, l’intero weekend dell’olandese, ha sancito il ritorno della Red Bull tra i team vincenti di questa stagione. Il team di Milton Keynes era riuscito a ottenere il primo successo del 2026 in Malesia, dimostrando come Max, uno dei tre piloti che avevano già corso su quel tracciato e, soprattutto, vi avevano vinto in passato, fosse stato in grado di estrarre dalla sua RB22 il massimo potenziale. Ma non erano state solo la sua classe e la sua esperienza a permettergli di vincere nella sedicesima gara della stagione. Lo stesso Max, infatti, aveva dichiarato di trovarsi perfettamente a proprio agio con le reazioni della sua monoposto, che gli trasmetteva fiducia. 

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le modifiche

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Quali sono state le modifiche che hanno letteralmente messo le ali alla RB22? La Red Bull ha introdotto l’ultimo pacchetto di sviluppi al Madring, modificando il profilo delle fiancate, ma soprattutto la porzione laterale del fondo vettura davanti alle ruote posteriori e il bordo d’attacco anteriore del fondo. Un pacchetto sostanziale, che ha di fatto modificato la distribuzione del carico generato dal corpo vettura, cambiando quella che in gergo si definisce mappa aerodinamica. Ovvero la distribuzione dei punti di pressione aerodinamica secondo una precisa logica, legata a dove gli aerodinamici ritengono sia più rilevante avere carico per generare grip sugli pneumatici e, nello stesso tempo, non condizionare eccessivamente l’assetto dinamico, favorendo sottosterzo o sovrasterzo. 

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le criticità iniziali

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A inizio stagione e, praticamente, sino alla pausa estiva, la RB22 sembrava una monoposto insensibile agli sviluppi, ma soprattutto caratterizzata da un bilanciamento aerodinamico estremamente fragile, ovvero instabile a centro curva, con reazioni che sorprendevano il pilota. Queste criticità inducevano a pensare che vi fossero errori nel concetto complessivo della vettura, che si manifestavano appunto in un’incoerenza di comportamento dinamico tra le varie configurazioni aerodinamiche adottate. La vittoria di Singapore e, di fatto, il dominio di Max per l’intero fine settimana hanno mostrato, su un tracciato dalla natura profondamente diversa da quella di Sepang, che il bilanciamento della RB22 è ora una realtà consolidata, che permette al pilota di sfruttare a fondo il potenziale della vettura. La perentorietà con cui Max si è imposto a Marina Bay richiama alla memoria altri momenti in cui il binomio Red Bull-Verstappen era dominante, ma anche la seconda parte del 2025, con una rincorsa alla McLaren durata sino all’epilogo dell’ultima gara ad Abu Dhabi. 

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attacco alla ferrari

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La Red Bull, dunque, ha invertito il trend della stagione e la domanda che il paddock si pone ora è se questo sia l’inizio di una serie di gare in cui Max non sarà più un comprimario, ma un protagonista in lotta per la vittoria. Da qui nasce anche un’altra domanda: se questa rinascita costituisca l’anticipazione di una stagione 2027 in cui la Red Bull si proponga come diretta rivale della Mercedes per i titoli iridati. Se da un lato è comunque d’obbligo essere prudenti, il balzo prestazionale della RB22 nelle ultime gare pare frutto di un percorso tortuoso, che però è giunto a una conclusione positiva. Difficile dire se la RB22 sia ora all’altezza della Mercedes o addirittura la preceda, ma sicuramente dalla posizione di quarta forza è balzata almeno alla seconda, superando la Ferrari, competitiva sia in Malesia sia a Singapore, ma non abbastanza da battere la monoposto del team di Milton Keynes. Un elemento, in ogni caso, è parso decisivo nell’inversione di tendenza operata dalla Red Bull: la scelta di non procedere per tentativi, ma di introdurre modifiche mirate a risolvere, una per una, le diverse criticità che avevano limitato la prestazione della monoposto. Un lavoro svolto in un clima certamente competitivo, ma mai segnato da una caccia alle streghe, con la piena fiducia dei vertici del team nella propria direzione tecnica.

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