Marquez lo vide piangere e decise di aiutarlo: chi è Quiles, nuovo campione del mondo in Moto3
Dal numero 28 scelto in omaggio al padre al cognome della madre, fino al legame con i fratelli Marquez: storia del talento spagnolo che ha conquistato il Mondiale a 18 anni
Dal numero 28 scelto in omaggio al padre al cognome della madre, fino al legame con i fratelli Marquez: storia del talento spagnolo che ha conquistato il Mondiale a 18 anni
Giorgio Burreddu Collaboratore 12 ottobre - 15:22 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleVado al Maximo. E infatti è diventato campione del mondo di Moto3 con largo anticipo. E’ facile oggi salire sulla giostra di questo 18enne senza filtri, figlio dell’era social e di un motor-show sempre più adrenalinico. Lui: “Essere campione del mondo suona come qualcosa di enorme. Ma è solo l’inizio”. Con il successo nel GP d’Indonesia, la decima vittoria della stagione, Maximo Quiles ha inaugurato ufficialmente il suo impero. Quando è arrivato gli hanno consegnato uno scudo in stile gladiatore. Ma sì, certi giorni va bene anche il kitsch. Maximo I Quiles. Non è un caso. Il nome che José David Martinez e Begoña hanno scelto per il loro figlio minore arriva proprio da lì, dal Gladiatore di Russell Crowe, incarnazione cinematografica di quel Massimo Decimo Meridio, lo Spagnolo, il comandante degli eserciti del nord. Per ora Maximo Quiles sta comandando al meglio la sua carriera. Negli ultimi giri a Mandalika, ha raccontato, “pensavo a tutta la stagione, e soprattutto alla mia famiglia”. E poi? “Ai miei gatti”. Quiles ride, piange, salta, si mette le mani sul casco: “L’ultimo giro è stato unico. Me lo sono goduto come mai prima, è stato il mio miglior ultimo giro. Ma continuerò a lottare per altri sogni e dare il massimo”.
inizi
—Tutto cominciò a quattro anni, una storia come tante. Il padre andava in moto, un giorno si presentò con una minimoto. Maximo andava a guidarla in un terreno incolto davanti a casa. La sua storia è cominciata così. E però non è stato tutto facile: “All'inizio non mi divertivo poi così tanto. Guidando avevo un po' di paura. Un pilota più grande mi è finito addosso e mi sono rotto la clavicola. Dopo di che ero un po’ spaventato”. Ci sono volute pazienza e coraggio per rimettersi a correre veloce. "Passo dopo passo ho riacquistato fiducia in me stesso e allora ha iniziato a piacermi davvero. Da allora non ho mai smesso di guidare”. Alla scuola del circuito di Cartagena rimase affascinato da due piloti, Luis Salom e Ana Carrasco, rispettivamente il suo primo idolo e la sua prima mentore sportiva. Anche se ha solo diciotto anni, il pilota spagnolo è maturo e determinato. E arriva da Murcia, come Pedro Acosta, altro talento del Motomondiale, e il tennista Carlos Alcaraz: “Siamo gente abituata a lottare, vogliamo mangiarci il mondo”. Ha scelto il numero 28 e il motivo lo ha spiegato lui: “Mio padre correva con il numero 27, ho voluto prendere il numero successivo. Quindi se mio figlio sarà un pilota, dovrebbe correre con il numero 29”.
primi successi
—Corre in Moto3 col team di Jorge Martinez Aspar e accanto a lui c’è Nico Terol. Ma dietro c’è qualcosa di ancora più grande. Ci sono i fratelli Marquez: Marc e Alex, che seguono e gestiscono il talento di Quiles. Attenzione: niente paragoni. A Quiles non piacciono. Nel 2023 ha abbandonato il cognome del padre, Martinez, per quello della madre, Quiles. Motivo? L’unicità. “Voglio essere unico, non voglio essere come nessun altro”, ha ripetuto in più di un'intervista. E affinché le sue iniziali MM (Maximo Martinez) non fossero associate a quelle di un altro e più famoso MM (Marc Marquez), Quiles ha scelto di essere conosciuto con il suo secondo cognome. Però Marquez, quello originale, gioca un ruolo chiave nella sua carriera sportiva come mentore e manager attraverso la sua società, Vertical Management, di cui Quiles è il primo talento seguito al di fuori dei due fratelli. A raccontare il loro primo incontro è stato lo stesso Marc a Mundo Deportivo: “Ho incontrato Maximo a Jerez, quando è caduto in gara e l'ho visto passare davanti al mio camper con il suo scooter. Io ero sul mio e piangeva dentro il casco. Ho visto qualcosa nei suoi occhi. E’ stato allora che mi sono detto: ‘L’anno prossimo, se tutto va bene, lo aiuterò e potremo allenarci insieme’. Mi ispira, e lo aiuteremo e lo sosterremo in ogni modo possibile”.
come marquez
—Era ancora Maximo Martínez quando ha conquistato diversi campionati nelle categorie minimoto e MiniGP. Nel 2020, il Gasss Racing Team lo ha affiancato nella Moto4 dell'ESBK spagnolo, guidandolo a un secondo posto a soli 12 anni. Da lì ha iniziato a spiccare il volo. Nel 2021, in sella alla Honda Laglisse, ha vinto la European Talent Cup. Aveva appena tredici anni. Più dell’elenco contano però le parole. “Prima poteva capitare un'azione stupida ogni tanto, perché ero un rookie e stavo imparando. Credo che la mentalità sia uno dei cambiamenti più grandi”, ha detto. E ancora: “Prima volevo rischiare in ogni sessione. Ora sono più rilassato”. Non guida solo veloce, guida con un senso. Ha voglia di divorarsi la pista, e in questo ricorda molto il suo mentore Marquez. Quiles ha conquistato il suo primo podio in Moto3 con un secondo posto a Silverstone, nel GP di Gran Bretagna, alla sua terza gara, e la prima vittoria al Mugello, al suo quinto GP. Un percorso simile (anzi uguale) a quello di Marc Marquez, che tra il 2008 e il 2010, nella classe 125, aveva fatto lo stesso. “E’ un sogno che si avvera, una cosa che non capita spesso. Lui è il mio capo, e raggiungere lo stesso risultato del capo è davvero incredibile", aveva detto Maximo dopo il Mugello.
futuro
—Anche se qualche volta fa il modesto, a raccontare meglio Quiles sono stati proprio i fratelli Márquez, chiamandolo el elegido, l’eletto. “Mi piace tantissimo che lo pensino”, ha detto. Ma cosa ha visto Marc in questo ragazzo? Nemmeno Quiles sa spiegarselo fino in fondo. “Non so”, ha detto a Moto.it. “Suppongo che dica sempre che si rivede molto in me, e a me questo piace e me lo tengo. Imparerò molto da lui. Cercherò di non commettere gli errori che ha commesso lui, cercherò di fare le cose buone che ha fatto lui”. Però Maximo vuole fare la sua strada, “voglio essere unico”. Certo, “con l'aiuto di Marc è molto più facile, e lui ha tanta esperienza e gli darò molto ascolto”. Il secondo anno in Moto3 è stato già quello buono. Il prossimo correrà in Moto2 e avrà come nuovo compagno di squadra Celestino Vietti, un veterano della categoria. Ma per ora Quiles non guarda così lontano. Preferisce mollare il gas, godersi il momento. Per andare al Maximo c’è tempo. “Il futuro è lontanissimo, preferisco vivere il presente: magari, potessi realizzare i miei sogni che sono gli stessi del giovane Marc Marquez. Come lui, mi piace divertirmi e godere al massimo delle cose belle che faccio in pista”.
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