De Minaur e i 12mila rimbalzi di Zverev: "Basta perdite di tempo, si cronometri tra 1ª e 2ª di servizio"
La Gazzetta dello Sport

De Minaur e i 12mila rimbalzi di Zverev: "Basta perdite di tempo, si cronometri tra 1ª e 2ª di servizio"

Lunedì 12 ottobre 2026
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Il n.9 del mondo interviene nel dibattito che potrebbe portare a importanti cambiamenti: "Alcuni giocatori approfittano di un lancio di palla impreciso per riavviare tutta la loro routine"

Il n.9 del mondo interviene nel dibattito che potrebbe portare a importanti cambiamenti: "Alcuni giocatori approfittano di un lancio di palla impreciso per riavviare tutta la loro routine"

Pellegrino Dell'Anno Collaboratore 12 ottobre - 16:57 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

"Sono a favore di avere un cronometro tra prima e seconda di servizio. Questo eviterebbe che i giocatori si prendano più tempo". Parole dure, dirette, pronunciate dal n.9 del mondo Alex de Minaur in conferenza al Masters 1000 di Shanghai. Una proposta che non piove esattamente dal cielo, né costituisce una novità. Uno dei principali problemi del tennis è infatti sicuramente la perdita di tempo eccessiva in alcune situazioni, specie durante i turni di servizio, da parte dei giocatori. Che prolunga le partite e soprattutto finisce anche per costituire un ulteriore vantaggio per chi batte. Rischiando di spezzare il ritmo in risposta o la routine di preparazione alla ribattuta, come aveva denunciato Khachanov dopo aver perso la semifinale dello Us Open contro Zverev. Il cui cammino verso la vittoria dello Slam americano costituisce un esempio concreto di quanto fatto notare da De Minaur, e di quanto un cambiamento di regolamento da questo punto di vista potrebbe risultare importante.

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Lamentele

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Dodicimila rimbalzi in cinque incontri. Questi i numeri di Alexander Zverev nelle prime cinque partite dello Us Open: una cifra enorme che racconta quante volte ha fatto rimbalzare la pallina prima di servire. Soprattutto tra prima e seconda, visto che in quel caso non c’è il cronometro e di conseguenza nessun rischio di time violation. Il nuovo tic del tedesco ha scatenato una serie di lamentele e proteste nei giocatori, come aveva espresso chiaramente Karen Khachanov dopo aver perso la semifinale contro di lui: "Si prende troppo tempo, la fa rimbalzare anche dodici volte. Siamo in tanti a pensarla così, anche perché ti obbliga a rifare lo split step e prepararti da capo". Non è il primo caso, quello del n.2 del mondo, e non sarà l’ultimo di perdite di tempo al servizio (ricordate i tic di Nadal?), anche involontarie, ma che ostruiscono uno sviluppo fluido degli incontri. E soprattutto tempi accettabili, fondamentali anche per la diffusione e fruibilità del prodotto tennis. De Minaur, oltre alla proposta del cronometro tra prima e seconda, che sarebbe una giusta prosecuzione dei 25 secondi già previsti per servire, è in realtà anche più drastico: "Lo dico da molto tempo: personalmente permetterei soltanto un lancio di palla". Questo sì che sarebbe un cambiamento epocale. 

Proposta

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Da regolamento, infatti, lanciare male la palla permette di ripetere il servizio tranquillamente, anche più di una volta. Non viene considerato un errore. Una norma che, nell’opinione di de Minaur, è sbagliata e va gestita diversamente: "Una volta che lanci la palla, devi servire, succeda quel che succeda. Altrimenti, è una mancanza". Soprattutto, così rischia di diventare un ulteriore stratagemma con cui perdere tempo o spezzare il ritmo dell’avversario. L’australiano la vede esattamente in questi termini: "Alcuni giocatori approfittano di un lancio di palla impreciso per riavviare tutta la loro routine. Penso che sarebbe una buona regola da implementare: se decidi di non servire, viene conteggiato come fallo". Un cambiamento del genere renderebbe ancora più avvincente le partite, e soprattutto aggiungerebbe un ulteriore tasso di imprevedibilità, non permettendo più a chi sbaglia lancio di ripartire semplicemente da zero e semmai poter servire in maniera migliore e più serena. Anche il lancio fa parte del servizio, non può considerarsi a parte: su questo, de Minaur ha ragione. La sua idea è però quasi visionaria, non semplice da inserire, visto che cambierebbe regole fondamentali del tennis stesso. Ma, nel tentativo di ridurre le lamentele e rendere più scorrevole lo sport, ha tutte le buone ragioni dalla sua parte. Anche perché, del rendimento in risposta, Alex fa l’arma più virtuosa del suo arsenale. Una volontà di cambiare per esigenze personali, ma che potrebbe migliorare il futuro di tutti.

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