30 franchigie da 199 miliardi di dollari: ma quanto costa possedere una squadra Nba?
Rispetto al 2020 il prezzo delle squadre è aumentato del 183%: Golden State la più cara, Memphis la più "economica"
Sognate di possedere una franchigia Nba? Beh, per far avverare quel sogno dovete decisamente far parte dell’1% della popolazione mondiale, i super ricchi che da soli valgono più del prodotto interno lordo di un paese. La valutazione complessiva delle 30 franchigie della lega, secondo l’ultima classifica di Sportico, è di 199 miliardi di dollari. La media è di 6,64 miliardi di dollari, in aumento del 21% rispetto a un anno fa e del 183% rispetto al 2020. Vi accontentate anche della franchigia che vale meno, i Memphis Grizzlies? L’assegno per comprarli deve essere di almeno 4,2 miliardi di dollari. L’elite della lega più bella del mondo, ovviamente, è per pochi: i Golden State Warriors, primi nella nuova classifica, valgono 14,5 miliardi, più dei New York Knicks campioni in carica, secondi con 12,8, e dei Los Angeles Lakers, appena passati di mano per la seconda volta in un anno a 12,5 miliardi. Possedere una franchigia Nba, un pezzo del sogno del basket più bello del mondo, è quindi diventato ancora più costoso. E per quanto una franchigia sia un asset, con queste valutazioni sempre più verso l’alto è legittimo chiedersi chi si può permettere di sborsare tanto. Prima però bisogna capire perché una franchigia Nba vale tanto. Il primo motivo è il brand globale della lega: Nba è sinonimo di successo, di una delle leghe sportive già redditizie nel mondo, conosciuta in tutto il mondo. Pensate ai 300 milioni di tifosi cinesi che sono impazziti per la doppia sfida di preseason tra Rockets e Mavs e a cosa significa quel mercato, o a tutto il merchandising Nba che si riversa nelle strade, da Milano alla Nuova Zelanda, da Los Angeles a Tokyo. Possedere una franchigia significa essere proprietari di un pezzetto dell’Nba stessa, di questa macchina che incassa oltre 12 miliardi di dollari l’anno, che ha contratti televisivi negli Usa per 7 miliardi di dollari a stagione, che sta capendo come raggiungere tifosi in ogni angolo del pianeta attraverso lo streaming e la personalizzazione dei contenuti. E poi ci sono gli sponsor e le arene, i ricavi del merchandising e i nuovi progetti in arrivo, come l’espansione a Las Vegas (si va verso la cessione della franchigia per 12 miliardi di dollari) e Seattle o il progetto Europa, uno per cui i proprietari non dovranno fare a metà coi giocatori. Una franchigia non è solo una squadra di basket: è un brand più o meno grande (i Lakers, come logo e nome, valgono chiaramente più dei Grizzlies) parte di uno dei marchi più riconoscibili del mondo. E il suo valore non viene tanto determinato da quanto incassa, quanto è costata la sua ultima cessione o quanti tifosi ha: conta quanto possa valere in futuro, sia come squadra che come parte di questa lega che continua a crescere.