Piemonte, gol e futuro: "Voglio il Mondiale e stadi pieni per noi: non tifateci solo quando vinciamo"
Al Franchi, ore 18.15, il ritorno del primo turno dei playoff contro la Bielorussia. L’attaccante, che aveva sbloccato l'andata (finita 2-0), lancia così la Nazionale: "Non fermiamoci. Essere parte di tutto questo mi rende orgogliosa"
Al Franchi, ore 18.15, il ritorno del primo turno dei playoff contro la Bielorussia. L’attaccante, che aveva sbloccato l'andata (finita 2-0), lancia così la Nazionale: "Non fermiamoci. Essere parte di tutto questo mi rende orgogliosa"
Guendalina Galdi Giornalista 13 ottobre - 09:46 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleFaccia da dura, espressione grintosa, tatuaggi che raccontano lei e la sua storia. Ma occhio perché l’apparenza inganna. C’è una donna sensibile, passionale, tutta istinto, che può sciogliersi con lacrime liberatorie dopo un gol importante, dietro a quella "armatura" e a quella divisa col tricolore sul petto. Martina Piemonte vive una vita all’attacco. Punta della Roma e della Nazionale che insegue l’obiettivo Mondiale 2027, azzurra che ha segnato più gol di tutte in queste qualificazioni. L’ultimo alla Bielorussia venerdì scorso, una rete "fondamentale per lanciarci sempre più verso il nostro obiettivo". Oggi si torna in campo, al Franchi (biglietti ancora in vendita sul sito ticketing.figc.it fino al fischio d'inizio della partita), per completare l'opera e accedere agli ultimi decisivi 180 minuti che ci separano da Brasile 2027.
Essere la migliore marcatrice azzurra di queste qualificazioni cosa significa?
"Ah, nemmeno lo sapevo… Ma è un onore. Essere parte di tutto questo mi riempie di orgoglio".
Il suo primo ricordo azzurro?
"Il Mondiale Under17 in Costa Rica nel 2014 ma anche l’Europeo 2013 con il ct Enrico Sbardella. È iniziato tutto lì. Tra l’altro è da allora che indosso il 18: lo prendo in U17, inizio a vederlo ovunque e poi lo chiedo in ogni squadra. Col 9 avevo avuto dei brutti episodi e lo evitavo…".
Ma ora lo indossa con Soncin.
"Quando me l’ha dato all’Europeo cosa dovevo dirgli? 'Non lo voglio perché quando lo avevo mi sono spaccata tutta?'. Per fortuna ho sfatato questo tabù".
Il potere della Nazionale…
"Sì, anche perché soprattutto crescendo la impari a vivere sempre in modo diverso, le emozioni diventano più intense, più mature, più consapevoli, il livello cresce e quando non sei più una ragazzina l’approccio a competizioni come l’Europeo dell’anno scorso e questo cammino per il Mondiale diventano esperienze indescrivibili".
Il Mondiale in una parola?
"Sogno. Sarebbe il mio primo. Lo voglio e voglio godermi il percorso".
Il suo rapporto con Soncin?
"Molto importante. Mi aiuta, mi dà consigli. Sono sempre cresciuta con persone così, in grado di dirmi 'brava' e poi 'però potevi fare meglio questo o quello'".
Il mister in un’intervista di lei disse che ha "caratteristiche uniche in Europa e ha il fuoco dentro". Ci si rivede?
"Sono onorata che pensi questo. Il mio carattere, il mio fuoco, è ciò che mi racconta meglio".
Sente di avere più responsabilità adesso nel gruppo azzurro?
"Non ho più 20 anni e spero di portare qualcosa di importante in campo e fuori. Abbiamo tante figure d’esperienza, Girelli, Cambiaghi, Polli, e io non posso far altro che seguirle e dare tutto".
Attaccante della Nazionale ma anche della Roma. In giallorosso è arrivata l'estate scorsa e che trasferimento è stato per lei?
"Per me non è sempre facile cambiare ogni anno squadra e sicuramente all'inizio è stato un po' tosto, ma oggi, con compagne che conosco da tempo e che mi stanno aiutando tanto, stiamo diventando squadra anche in campo".
E a livello di club che obiettivi si è posta?
"Quello che chiedo a Martina oggi è di mettere in campo tutto quello che ha imparato in questi anni. Con l'aiuto di compagne come Giuliano, Bergamaschi, Greggi sarà tutto più facile. E spero di poter mettere sempre di più al servizio della Roma l'esperienza che ho acquisito in questi anni".
Piemonte la conosciamo bene, la Martina che rimane fuori dal campo un po’ meno. Lei è più istinto o calcolo?
"Sono l'istinto in persona".
Scelga: gol decisivo bellissimo o gol decisivo all’ultimo secondo?
"Il secondo. Quello che ti fa mancare il respiro quando la palla entra".
Film o serie tv?
"Film".
Visto che ora vive a Roma: amatriciana o carbonara?
"Carbonara tutta la vita".
L’idolo assoluto?
"Ibrahimovic".
Un riferimento non calcistico?
"Mia mamma".
Questa espressione grintosa, da dura, è un po’ la sua cifra ma a giugno raccontò di aver pianto dopo il gol alla Svezia nella fase a gironi di queste qualificazioni Mondiali. È stata l’ultima volta che si è “sciolta” così?
"L'apparenza inganna sempre, no? La gente mi vede tutta tatuata, con questo carattere forte in campo e non guarda oltre. Mi dispiace per loro. Sono solo passionale in realtà, metto inconsciamente questa armatura ma chi mi conosce bene sa quanto io sia sensibile. Ed è il motivo per cui ho pianto dopo quel gol, dopo tanti anni che non segnavo. È stato un momento particolare, ho buttato tante emozioni in quelle lacrime. E no, non sono state le ultime. Mi sono emozionata così anche prima di trasferirmi alla Roma: dovevo ricominciare, è stato un momento forte".
I tatuaggi che ha raccontano la sua storia e ci aiutano a conoscerla forse un po' meglio. Sul braccio c'è qualche scritta, gliene cito qualcuna e vediamo cosa esce fuori. La prima: "surreale".
"Surreale è un po' la mia vita, l'ho scritto per quello. Un aneddoto surreale... posso raccontare di quando alla Fiorentina volevo smettere di giocare a calcio. Facevo kickboxing e poi dopo una settimana che sono rimasta fuori mi sono detta: "Ma lo stai facendo davvero? Hai ancora tanto tanto da dare". Ed è da lì che sono ripartita. Ma veramente ho pensato di smettere".
La prossima: "Follia".
"Chiedete alle mie amiche... Mi dicono sempre: "Una tua giornata è un mese nostro". Perché in realtà possono succedere mille cose, quindi... Follia! Io sono così".
L'ultima: "Attimi".
"Quello l'ho fatto perché sono tanto legata a Siviglia, ho vissuto lì per due anni. Ho imparato a vivere gli attimi, i momenti, a percepire di più e meglio i dettagli. Il cielo sopra di me ovunque mi trovi, un posto in particolare. Mi piace molto vivere dei attimi, di cose alle quali poi ripensi e dici: "Cavolo, quel momento lì è stato bellissimo". Cose così".
Una Piemonte anche riflessiva quindi, non solo istinto.
"Sì, riflessiva, profonda. A volte troppo profonda".
Torniamo alla Nazionale: lei aveva definito la semifinale di Euro2025 un nuovo punto di partenza, ora dove siamo?
"È un’altra fase. Dopo quell’Europeo abbiamo fatto un grandissimo lavoro con cui abbiamo portato l’Italia dov’è adesso. E ora non ci fermiamo. Sappiamo dove vogliamo arrivare".
Dopo una gara giocata a porte chiuse, oggi al Franchi che atmosfera vi aspettate?
"Calorosa e uno stadio come lo vorremmo sempre, con tanta gente a sostenerci: ci stiamo giocando un Mondiale!".
Percepite una sempre maggiore partecipazione?
"Sì e penso sia merito dell’ Europeo che ci ha dato visibilità. Ma ce n’è di lavoro da fare. E poi non è che si tifa Italia solo arrivati all’obiettivo, no?".
Nel 2027 compirà 30 anni, cifra tonda, traguardo al quale ne aggiungerà altri di campo: sa già cosa chiedere al prossimo anno?
"Vorrei un anno pieno di luce, di scoperta interiore di me stessa, di vita, un’annata di nuove consapevolezze. E spero di godermi ogni momento come non ho mai fatto e sempre di più".
Anche in Brasile.
"Ovviamente".
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