Bertolucci: "Fiducia e continuità: Zverev si è meritato il trono di numero 1 al mondo"
La Gazzetta dello Sport

Bertolucci: "Fiducia e continuità: Zverev si è meritato il trono di numero 1 al mondo"

Martedì 13 ottobre 2026
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L'ex azzurro: "Dopo il brutto infortunio non si è mai negato la possibilità di competere con i migliori. Nel tennis devi farti trovare pronto quando si presenta l'occasione. Lui ci è riuscito"

L'ex azzurro: "Dopo il brutto infortunio non si è mai negato la possibilità di competere con i migliori. Nel tennis devi farti trovare pronto quando si presenta l'occasione. Lui ci è riuscito"

Paolo Bertolucci Opinionista 13 ottobre (modifica alle 10:25) - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Che Alexander Zverev fosse un prospetto molto interessante lo si era capito fin da subito, già quando frequentava le categorie giovanili. E ancora di più quando ha iniziato a farsi strada nel circuito maggiore, vincendo i primi tornei importanti e mettendo in bacheca i primi Masters 1000. È vero, probabilmente, se non ci fossero stati gli infortuni di mezzo e soprattutto se non fossero arrivati Sinner e Alcaraz, non avrebbe dovuto aspettare così tanto per sedersi sul trono di numero uno del mondo. Ma la vita tennistica ti dà e ti toglie. Nel momento forse più importante della sua carriera, quando sembrava pronto a spiccare il salto definitivo, un bruttissimo infortunio lo ha tolto dai campi per quasi un anno. Ha fatto molta fatica a rientrare, anche dal punto di vista psicologico. Nel frattempo, con Federer e Nadal che avevano appeso la racchetta al chiodo e Djokovic che iniziava la fase finale della carriera, si pensava che proprio Zverev e Medvedev fossero destinati a raccogliere la loro eredità e diventare i nuovi capofila del tennis mondiale. Invece sono arrivati quei due ragazzini, Alcaraz e Sinner, che li hanno superati a velocità supersonica.

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farsi trovare pronti

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Credo che per Zverev sia stato un contraccolpo psicologico notevole, aggravato da un paio di finali Slam perse, anche dopo essere entrato in campo da favorito. A un certo punto sembrava che su di lui fosse stato messo un no definitivo. E invece la vita gli ha restituito, nel momento forse più insperato, quello che in precedenza gli aveva tolto. Non si è mai negato la possibilità di competere con i migliori, è sempre stato lì, a ridosso dei primi. E le due vittorie Slam impreziosiscono sicuramente la sua carriera e danno un peso diverso a tutto il suo percorso. Non considero Zverev un usurpatore del trono. Nel tennis bisogna anche avere la fortuna di farsi trovare pronti quando si crea un’occasione. Lui ci è riuscito. E il merito va riconosciuto fino in fondo. Bravo Zverev.

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