Zola gioca la Champions: "Inter tra le favorite, Cesc e Allegri garanzie. E occhio a..."
La Gazzetta dello Sport

Zola gioca la Champions: "Inter tra le favorite, Cesc e Allegri garanzie. E occhio a..."

Martedì 13 ottobre 2026
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L'ex numero 10: "In Europa metto i nerazzurri dietro solo a Psg, Barça e City. Il Como sarà una scheggia impazzita. Gasperini? Può fare lo scherzetto a Mourinho"

L'ex numero 10: "In Europa metto i nerazzurri dietro solo a Psg, Barça e City. Il Como sarà una scheggia impazzita. Gasperini? Può fare lo scherzetto a Mourinho"

Francesco Pietrella Giornalista 13 ottobre - 10:09 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Gianfranco Zola resta imprendibile anche a sessant’anni. La sua giornata scivola via tra riunioni, call e partite, tant’è che la prima volta lo becchiamo in una riunione: "La chiamo tra un’oretta". Puntuale. 'Magic Box' si divide tra Londra e la sua amata Sardegna. Vicepresidente Lega Pro dal 2023, da un paio di mesi è anche coordinatore per i progetti giovanili del Club Italia: "Stiamo lavorando per capire come migliorare". Ma stavolta si parla di Champions League. 

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Partiamo dall’Inter, Gianfranco: col Bruges può stare tranquilla? 

"Se fa l’Inter... non ci saranno problemi. La differenza è tanta, anche se i belgi hanno manciate di giovani forti, lavorano bene da anni e ogni stagione ne sfornano un paio, ma i nerazzurri sono un’altra storia". 

I big arrivano anche riposati. 

"Un fattore. Concordo con Chivu quando dice che le seconde linee non esistono. Come fai a considerare una riserva Sucic, ad esempio? La società ha lavorato alla grande, possono vincere tutto". 

Anche la Champions? 

"L’Inter è tra le favorite". 

Chi mette davanti ai nerazzurri? 

"Direi Psg, Barcellona e City, poi se la gioca con chiunque". 

L’insostituibile per arrivare fino alla fine? 

"Lautaro e il blocco italiano: Barella, Bastoni, Dimarco ed Esposito". 

A chi somiglia di più? 

"Direi Luca Toni. Ha le stesse movenze ed è difficile da spostare. Vieri, un altro a cui è stato accostato Pio, era più veloce sul lungo. Credo che questo ragazzo sarà il futuro della Nazionale". 

Magari in coppia con Tresoldi? 

"Nicolò è un attaccante interessante. In quel ruolo abbiamo il dovere di vedere tutti, specie se sono bravi come lui: sono curioso di vederlo in una sfida di alto livello come quella di San Siro. Ha qualità, calcia le punizioni, sa fare gol e ha personalità. Ora la scelta della nazionale da rappresentare è solo sua". 

Ora il Napoli, di scena a Vila-real: in cosa ha inciso Allegri? 

"Nella lettura del gioco. Max è bravo a massimizzare ciò che ha. In campionato è una delle tre che se la giocheranno fino alla fine, ma in Champions non so dire dove può arrivare, dipende dal calendario". 

Il calcio speculativo di Allegri può ancora fare la differenza? 

"Il calcio sta andando da un’altra parte, è vero, ma lui è un allenatore con grandi capacità, soprattutto nella gestione della partita. Questo conta. Con l’Arsenal avrebbe potuto perdere 3-0, ma ha anche avuto un paio di occasioni per vincerla. Ha tutto per fare un bel calcio". 

Singoli, ora: Vergara mezzala la convince? 

"È più un esterno. Ha qualità, passo, dribbling. E poi non ha paura di prendersi le responsabilità: visto come salta l’uomo?". 

Il “partidazo” è Roma-Real Madrid. 

"Occhio a Gasperini, può fare uno scherzetto a Mourinho. I giallorossi corrono e sono spavaldi, in più l’Olimpico strapieno fa la differenza. Il Real dovrà guadagnarsi la pagnotta". 

L’uomo su cui scommettere? 

"Direi ancora Malen. Due anni fa lo vidi dal vivo in Chelsea-Borussia Dortmund e mi stregò. “Questo può fare la differenza dovunque”, pensai. E può dare ancora molto. Poi, se parliamo di calcio, cito Dybala". 

Chi vincerebbe in una sfida di punizioni tra voi due? 

"Non vorrei essere nei panni del portiere. Oggi da piazzato si segna molto meno. L’azione si sviluppa di più sulle fasce, meno dal centro, e questo ha inciso molto. Io avevo almeno un paio di punizioni dal limite a partita... comunque Paulo è il calcio, se non si fosse fatto male così spesso avrebbe fatto ancora di più". 

Chiudiamo con il Como: dove può arrivare? 

"Sarà una scheggia impazzita. Fabregas non mi sorprende. L’ho avuto al Chelsea, con Sarri: pensai “farà l’allenatore”. I suoi giocano a memoria, incide sulla gestione e sulla testa: straordinario. Occhio al Feyenoord però, giocare lì è sempre difficile. Con i giovani lavorano bene". 

E poi c’è Paz: giusto sia lui a ereditare la 10 di Messi? 

"Per caratteristiche sì, e aggiungo che non è ancora al top . È un giocatore completo, il fulcro di un Como favoloso dove spiccano anche Perrone, Baturina, Diao e spero anche un altro". 

A chi si riferisce? 

"A Liberali. Paga la concorrenza, ma è un futuro top player. Già è bravo, ora deve alzare il livello. Il Como lo aiuterà". 

Tra le italiane chi farà più strada? 

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"L’Inter. Ma spero tutte. Ne abbiamo bisogno".

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