Alibegovic, carica Maxima: "Qui per riaccendere il fuoco di Roma. Totti una scoperta"
Il protagonista del derby vinto, figlio e fratello d'arte: "Tre mesi fa non esisteva nulla, incredibile aver messo in piedi uno spettacolo del genere. Roma ha bisogno del grande basket, Matiasic è geniale e Francesco è carinissimo"
Il protagonista del derby vinto, figlio e fratello d'arte: "Tre mesi fa non esisteva nulla, incredibile aver messo in piedi uno spettacolo del genere. Roma ha bisogno del grande basket, Matiasic è geniale e Francesco è carinissimo"
Luca Aquino 13 ottobre - 11:55 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleIl primo derby romano se lo è preso la Maxima in volata davanti ai 9mila del PalaEur e uno dei protagonisti principali è stato Mirza Alibegovic con il suo 6/9 da tre. A 34 anni, tornato in Serie A lo scorso anno con Udine dopo una carriera vissuta principalmente in A2 con quattro promozioni nel curriculum, ha il vissuto cestistico per essere il capo popolo della nuova realtà. "Se mi guardo indietro non ho rimpianti, tutto accade per una ragione — racconta la guardia della Maxima —. Voglio pensare di aver fatto un percorso di formazione per essere pronto al mio ritorno in A, in ritardo ma al momento giusto. Per me quest'anno era importante giocare una coppa europea, rimettermi in gioco a 34 anni e a fine carriera, spero fra dieci anni, voltarmi indietro e sapere di aver dato tutto".
VIDEO: Highlights Maxima Roma-BC Roma 96-95: finale di fuoco nel primo derby della Capitale!Quali sono state le emozioni del primo derby di Roma?
"Un'atmosfera incredibile, uno spettacolo da pelle d'oca fin dall'ingresso in campo. Per noi era una partita da vincere ad ogni costo, il modo non era importante. Se pensiamo che tre mesi fa non esisteva nulla è incredibile aver messo in piedi uno spettacolo del genere, vanno fatti i complimenti al club e ai tifosi".
I numeri parlano chiaro, ma da dentro come sta rispondendo la città di Roma al ritorno del basket di Serie A?
"Alla firma ero contentissimo perché ero l'unico dei tre fratelli (Amar e Denis gli altri, ndr) a non aver mai giocato a Roma, ma allo stesso tempo sapevo sarebbe servita pazienza per portare gente al palasport. Però vedere già 6500 spettatori contro Napoli poi i 9mila del derby ci rende contentissimi, la città sta rispondendo. Roma ha bisogno di grande basket, c'è voglia e la si percepisce anche in città, bisogna trovare le ricette giuste per portarle al palasport".
Paul Matiasic, proprietario della Maxima, ci sta riuscendo proponendo un'impronta americana all'esperienza partita.
"Secondo me Paul è geniale. Portare Francesco Totti nel board è una mossa vincente, parliamo di uno dei personaggi più iconici della città. L'obiettivo è portare gente al palasport e farla divertire, riaccendere quel fuoco che si era spento".
Si dice che Totti sia spesso molto vicino alla squadra, lo ha conosciuto?
"Lo abbiamo sempre visto in tv, con un'aura inarrivabile. Invece è carinissimo e umilissimo, ci ha detto che lui c'è per qualsiasi cosa, una piacevole scoperta".
Le due realtà di Roma sono nate con l'obiettivo evidente di entrare nella lega europea della Nba. Come la vivete dall'interno?
"Per quanto mi riguarda sarebbe un sogno anche fare l'Eurolega. La società è molto pronta e vigile sulle questioni che stanno accadendo, Nba Europe è sicuramente una proposta molto interessante, ma io guardo partita per partita. Non riesco a pensare a cosa accadrà fra un mese, figuriamoci fra un anno".
Ha detto che si augura di giocare altri dieci anni, vorrebbe diventare un simbolo del basket ritrovato a Roma?
"Mi sto trovando benissimo, mi piace come è organizzata la città, voglio essere il miglior compagno di squadra possibile. Roma mi è entrata nel cuore, di certo mi piacerebbe restare a lungo".
Se dici Alibegovic dici pallacanestro, da papà Teo ai suoi due fratelli Amar e Denis tutti cestisti. Come è stato crescere con la palla a spicchi fin dalla culla?
"L'inizio non è stato semplice. Papà era gm della Fortitudo e io a 14 anni ero nelle giovanili ma non giocavo mai, entravo solo sul +40 a un minuto dalla fine praticamente. Era difficile dare la sensazione di essere lì solo perché portavo quel cognome, perciò cercavo di essere Mirza e non il figlio di Teo. Quando sono diventato professionista a Mantova ho capito di aver imboccato la mia strada e di iniziare il mio percorso".
Un consiglio di papà Teo?
"Tecnicamente ne dà più a mio fratello Amar perché gioca nel suo stesso ruolo. Nei momenti in cui non mi vedeva me stesso ha sempre insistito sul fatto di tornare a essere Mirza con il sorriso e l'energia di sempre".
A Udine nel 2025 ha ottenuto la promozione in A da capitano 25 anni dopo quella conquistata da suo padre da capitano.
"Quella è stata una favola. Tornare a Udine e conquistare la promozione da capitano a 25 anni dall'ultima nella quale lui era capitano è stata una storia incredibile per tutta la città. Al palasport hanno messo 16 foto delle leggende del basket udinese e ho visto che ci siamo entrambi, una cosa che mi riempie di orgoglio. A Udine mi hanno dato tanto e spero di averli ripagati, vorrò sempre bene a tutti".
La Fortitudo è nel dna famigliare ma Amar ha vinto lo scudetto con la Virtus.
"Ha scelto i colori sbagliati, ma uno su tre dovevamo pur sbagliarlo. Peraltro il prossimo weekend giocheremo contro per la prima volta dopo sette anni: all'epoca lui era a Roma e io a Tortona, ora è il contrario, davvero incredibile".
A proposito di famiglia, si narra di allenamenti estivi molto intensi con voi quattro Alibegovic ma anche vostro cugino Luka Garza che gioca nei Boston Celtics.
"Siamo già d'accordo anche per la prossima estate, ogni anno stiamo 7-10 giorni tutti insieme. Non si smette mai di migliorare, ci alleniamo e stiamo insieme, durante la stagione ci vediamo poco e ne approfittiamo in quel periodo".
Ha visto tanti derby al PalaDozza da tifoso, ma per giocarne uno cittadino in campo è dovuto venire a Roma.
"Spero che la Fortitudo ce la faccia anche per il mio amico Demis Cavina, con il quale ho un grandissimo rapporto. So quanto ci terrebbe da tifoso quale è, ma un po' tutti ci auguriamo che torni anche il derby di Bologna in A. A Roma è bellissimo avere due squadre, si parla tantissimo di basket in città e la cosa è positiva per tutto il movimento".
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