Stellantis, Filosa e il futuro di Mirafiori: "Abbiamo bisogno che le istituzioni ci aiutino"
Dal salone dell’Auto di Parigi l’appello dell’amministratore delegato al governo: "Per fare di più abbiamo bisogno che le istituzioni sostengano la nostra competitività. Il costo dell’energia in Italia è più del doppio rispetto alla Spagna"
Dal salone dell’Auto di Parigi l’appello dell’amministratore delegato al governo: "Per fare di più abbiamo bisogno che le istituzioni sostengano la nostra competitività. Il costo dell’energia in Italia è più del doppio rispetto alla Spagna"
Gianluigi Giannetti 13 ottobre - 11:08 - PARIGI Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Antonio Filosa, 53 anni, è amministratore delegato di Stellantis dal giugno del 2025Una anticipazione forse eccessiva da correggere, oppure la prima mossa di una strategia del gruppo per l’Italia. Durante una conferenza stampa in occasione del salone dell’Auto di Parigi, l’amministratore delegato Stellantis Antonio Filosa a suo modo spegne gli entusiasmi accesi poche ore prima dalle parole di Arnaud Belloni, nuovo responsabile dei marchi Fiat, Abarth e Lancia, oltre che Direttore Marketing per l'Europa. Per Belloni, Stellantis potrebbe avrebbe nei piani a breve termine l’avvio della produzione di un secondo modello nella fabbrica di Mirafiori a Torino. Una nuova vettura dunque, le cui linee di assemblaggio andrebbero ad aggiungersi a quelle di Fiat 500 elettrica e soprattutto di 500 Hybrid. Una fuga in avanti che l’amministratore delegato Stellantis Antonio Filosa rallenta però sul nascere. "Sulla produzione italiana registriamo una moderata soddisfazione, i volumi sono aumentati del 30% e Mirafiori, in particolare, ha raddoppiato la produzione, con l'obiettivo di raddoppiare a fine anno i livelli del 2025. Non dico che ii problemi siano stati risolti, ma i numeri si stanno muovendo nella direzione giusta" ha spiegato Filosa. Tuttavia il responsabile di Stellantis spiega che la partita su Mirafiori inizia ora, e non c’è solo Stellantis a giocarla. "Ci piace molto Mirafiori e stiamo facendo tutto il possibile, ma per fare di più abbiamo bisogno che le istituzioni ci aiutino a creare le condizioni necessarie per essere competitivi, a partire da un costo dell'energia competitivo e da una logistica più efficiente". Duque si chiama in causa un intervento pubblico di sostengo, di una natura ancora da definire. "Per Mirafiori abbiamo bisogno di rassicurazioni sulle condizioni che possono renderlo industrialmente competitivo rispetto al resto d'Europa, guardando soprattutto al costo dell'energia, che in Italia è più del doppio rispetto alla Spagna. Speriamo di sbloccare le questioni ancora aperte e definire un nuovo livello di competitività per gli stabilimenti".
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I NUmeri di Mirafiori
—Dallo storico stabilimento torinese, che è anche la sede Europea di Stellantis, nei primi nove mesi del 2026 sono state prodotte 46.323 auto, +151,1%, rispetto alle 18.450 unità rilevate nel 2025. La performance ha valore relativo perché Fiat 500 ibrida è costruita solo da novembre 2025, con un obiettivo di 100.000 unità nel 2026 che non sarà mantenuto. Dal settembre 2020 viene realizzata qui anche Fiat 500e elettrica, con una nuova generazione al debutto nel 2030. Mirafiori ospita anche la produzione del cambio manuale C514 a cinque o sei marce montato su Pandina e 500 ibrida, ma anche di quello automatico e-Dct destinato alle vetture elettrificate del gruppo.
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Cassino e Alfa Romeo
—L’incontro con Antonio Filosa non poteva non riguardare anche lo stato di salute degli altri stabilimenti, cominciando da Pomigliano d’Arco, che molti hanno legato alla nascita della nuova generazione di elettriche economiche. "La e-car ha la possibilità di essere prodotta in diversi stabilimenti, non soltanto in uno. Stiamo ragionando su dove la e-car possa essere prodotta e su quale modello realizzare in ciascuno stabilimento. Non è necessario che venga prodotta in un solo impianto. Potrebbe essere prodotta anche in un paio di stabilimenti". L'arrivo di un nuovo modello Alfa Romeo conferma le prospettive per l’impianto di Melfi, ma altrove la situazione è ancora in divenire. "Gli stabilimenti di Modena e Cassino purtroppo hanno livelli di produzione più bassi di quelli che dovrebbero avere perché in questo momento manca il prodotto ".
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