La F1 torna in Africa dopo quasi 40 anni: si correrà in Ruanda
È arrivato l'annuncio che segna il rientro del Circus dell'unico continente abitato che mancava nel calendario. L'ultima gara africana fu a Kyalami, in Sudafrica, nel 1993
È arrivato l'annuncio che segna il rientro del Circus dell'unico continente abitato che mancava nel calendario. L'ultima gara africana fu a Kyalami, in Sudafrica, nel 1993
Giusto Ferronato Giornalista 13 ottobre (modifica alle 11:44) - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Il render della nuova pista di F1 di Bugesera, in costruzione in RuandaLa Formula 1 tornerà in Africa dopo quasi 40 anni di assenza. Dopo l’ultimo GP disputato a Kyalami, in Sudafrica nel 1993, il Mondiale ha raggiunto un accordo decennale con il Ruanda, che ospiterà un GP a partire dai primi anni del 2030 (da definire la data esatta che sarà comunicata in corso d'opera). L'annuncio ufficiale segna una svolta nel processo di espansione internazionale della massima serie automobilistica, che con questo appuntamento arriverà a disputare gare in tutti i continenti abitati del pianeta. La denominazione ufficiale dell'evento sarà Formula 1 African Grand Prix, presented by Visit Rwanda, frutto di una collaborazione sviluppata negli ultimi anni con l'obiettivo di costruire un progetto sostenibile e di lungo periodo.
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—Il GP si correrà su un tracciato permanente realizzato a Bugesera, circa 40 chilometri a sud della capitale Kigali, nelle immediate vicinanze del nuovo aeroporto internazionale. L'impianto sarà progettato secondo gli standard FIA Grado 1, il massimo livello di omologazione previsto dalla Federazione Internazionale per ospitare le gare di Formula 1. Il disegno della pista sfrutterà la conformazione naturale del territorio e i dislivelli della zona, con l'obiettivo di offrire un percorso tecnicamente impegnativo per i piloti e una buona visibilità agli spettatori. Il progetto, coordinato dal Rwanda Development Board, non si limiterà però alla realizzazione del circuito: l'intera struttura sarà concepita come un centro polivalente, destinato a ospitare durante tutto l'anno competizioni motoristiche, eventi internazionali, conferenze e spettacoli. Un investimento che punta quindi a produrre ricadute economiche, turistiche e infrastrutturali ben oltre il singolo fine settimana del GP.
Una veduta di Kigali, capitale del Ruanda
parla domenicali
—A sottolineare la portata dell'accordo è stato Stefano Domenicali, presidente e amministratore delegato della Formula 1: “Oggi è un momento di svolta per la Formula 1. Con l'ingresso del Ruanda il nostro sport correrà in ogni continente abitato, avvicinando il Mondiale ai tifosi di tutto il globo”. Per Domenicali, il ritorno in Africa rappresenta il risultato di una strategia costruita nel tempo: “L'Africa ha sempre fatto parte del futuro della Formula 1 e fin dall'inizio eravamo determinati a tornare nel modo giusto, con il partner giusto, un impegno a lungo termine e una visione chiara per creare un impatto significativo”. Una collaborazione che, nelle intenzioni dei promotori, dovrà andare oltre l'aspetto strettamente sportivo: “Insieme possiamo generare benefici economici e sociali duraturi attraverso il turismo, gli investimenti e lo sviluppo delle competenze locali”.
il ruanda
—Il ritorno della Formula 1 assume un significato particolare anche per il Paese ospitante. Il Ruanda ha già maturato esperienza nell'organizzazione di grandi manifestazioni sportive internazionali, dai Mondiali di ciclismo su strada UCI alla Basketball Africa League, passando per il Congresso FIFA del 2023 e le Assemblee Generali FIA del 2024, accompagnate dalla cerimonia dei FIA Awards. Il presidente della Repubblica, Paul Kagame, ha evidenziato soprattutto il valore simbolico e sociale dell'intesa: “Il presente appartiene all'Africa. Per oltre tre decenni il massimo campionato automobilistico mondiale ha corso senza questo continente, e la situazione cambia con questo accordo”. Kagame ha quindi rivolto l'attenzione alle nuove generazioni: “Il Ruanda è orgoglioso di ospitare il GP d'Africa di Formula 1 e di condividere questo momento con più di 100 milioni di tifosi in tutta l'Africa, molti dei quali giovani che meritano di vedere questo sport a casa e di immaginarsi al suo interno come ingegneri, tecnici, imprenditori e, un giorno, piloti”. Il presidente ha ribadito anche gli obiettivi economici del progetto: “Il circuito di Bugesera, insieme al nuovo aeroporto internazionale, porterà posti di lavoro, competenze, turismo e nuove attività aziendali per i decenni a venire, perché il nostro obiettivo non è mai stato un singolo weekend di gara, ma un beneficio duraturo per la nostra gente”.
mercato in crescita
—La scelta del continente africano risponde anche alle prospettive di sviluppo della Formula 1 in un mercato caratterizzato da un pubblico giovane. Secondo i dati diffusi, sono oltre 100 milioni gli appassionati che seguono il Mondiale in Africa e quasi il 60% dei tifosi nei mercati dell'Africa subsahariana ha meno di 35 anni. Un bacino significativo per la crescita dello sport, non soltanto in termini di pubblico ma anche di opportunità professionali e formazione tecnica. Su questo aspetto si è soffermato il presidente della Fia, Mohammed Ben Sulayem: “Il ritorno del Mondiale di F.1 in Africa è un momento storico per il nostro sport e un passo fondamentale nella continua crescita globale del motorsport”. Restano ancora da definire i dettagli operativi dell'appuntamento, a cominciare dalla data esatta del debutto, dal calendario di costruzione del circuito e dal programma del weekend, informazioni che saranno comunicate più avanti.
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