Mobilità elettrica: l'Italia non corre come l'Europa, ma ci sono dei segnali positivi
È stato presentato a Milano lo studio eReadiness 2026 di Pwc Strategy&, secondo cui nel primo semestre dell'anno la quota di auto elettriche in Italia è solo l'8%, meno della metà della media Ue. Ma i consumatori sono ora un po' meno scettici su quest'alimentazione
È stato presentato a Milano lo studio eReadiness 2026 di Pwc Strategy&, secondo cui nel primo semestre dell'anno la quota di auto elettriche in Italia è solo l'8%, meno della metà della media Ue. Ma i consumatori sono ora un po' meno scettici su quest'alimentazione
Luca Palladino 13 ottobre - 17:28 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google La quota di auto elettriche in Italia nel primo semestre del 2026 è dell'8% contro il 21% della media Ue, come emerso dallo studio eReadiness di PwcL'Italia non è ancora pronta a passare in maniera definitiva alla mobilità elettrica, ma qualche timido segnale positivo piano piano sta arrivando. È ciò che emerge dalla settima edizione dello studio eReadiness, realizzato da PwC Strategy&. Iniziata nel 2020 con un campione proveniente da sole quattro nazioni (Italia, Francia, Germania e Spagna), questa ricerca di Pwc è ora cresciuta nel 2026 fino a più di 19mila intervistati da 31 Paesi in rappresentanza di ogni continente. L'analisi si è concentrata su ciò che i consumatori pensano delle auto Bev (i veicoli 100% elettrici), ma accennando anche a quelle Phev (le ibride plug-in). Il dato principale emerso è che nel primo semestre del 2026 la quota di auto elettriche presenti nel nostro Paese si ferma solo all'8%. Un dato che vede così l'Italia tra gli ultimi posti in Europa, vicina al 10% della Spagna, ma molto lontana dalla media dell'Unione europea del 21%. Più avanti sui Bev ci sono Gran Bretagna e Germania (25%), così come la Francia (28%), ancora meglio i paesi nordici fino al 98% di Bev in Norvegia. I numeri dell'Italia vedono un 18% del totale di veicoli Ev, con il 10% di ibride plug-in che si va così ad aggiungere all'8% delle auto elettriche.
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—Oltre a trovarsi più sotto della metà della media Ue, c'è da dire che rispetto alle stime fatte da Pwc cinque anni fa l'immatricolazione di veicoli elettrici in Italia è inferiore del 45%. Tendenza che si vede però anche in gran parte del continente, con la media Ue che registra comunque un -24% di Bev rispetto alle previsioni del 2021. Con questi ritmi lenti l'obiettivo di raggiungere le emissioni zero di CO2 si allontana sempre di più, con il target previsto dall'Ue per il 2035 che sembra ora un traguardo possibile per l'Italia nel 2042. Così come l'obiettivo Fit-for-55, ovvero ridurre le emissioni del 55% entro il 2030, si allontana per il nostro Paese al 2036. Eppure, qualche segnale positivo sta arrivando anche in Italia. Perché chi è scettico sull'alimentazione elettrica di fatto lo rimane, ma chi è interessato a un'auto a batteria sta iniziando a diventare un possessore della stessa. Il 34% degli italiani intervistati (31% media Ue) è ancora scettico, cioè non è interessato all'acquisto di un'auto elettrica nei prossimi cinque anni, dato rimasto stabile. Quelli interessati sono scesi al 59% (sia Italia che media Ue), di cui il 39% si è dichiarato aperto a comprarne una entro due anni. Intanto, sono saliti i proprietari di elettriche: il 7% nel nostro Paese contro il 10% di media Ue.
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—C'è ancora parecchia strada da fare per il passaggio all'elettrico, ma alcune delle preoccupazioni principali dei consumatori riguardo le auto a batteria si stanno via via riducendo. Le infrastrutture di ricarica continuano a essere un problema, ma il costo delle vetture a batteria sta diminuendo e l'autonomia delle stesse sta migliorando. In questo 2026 sono infatti aumentate le auto elettriche compatte (segmenti A e B), che sono quelle che costano meno e che vengono acquistate di più dagli italiani. Le compatte a batteria in Italia sono balzate dal 47% del primo semestre del 2025 al 62,4% di quello del 2026, con il prezzo dei primi dieci modelli che è sceso quest'anno del 27,7%. È poi migliorata l'autonomia nel ciclo Wltp per le vetture di tutti i segmenti con una crescita media del 10,6%. L'unica barriera storica delle tre che non è ancora caduta riguardo le auto elettriche è quindi quella relativa alle infrastrutture di ricarica. Non c'è infatti soddisfazione sulla diffusione di colonnine ad alta potenza in Italia, dato l'8% di postazioni per ricaricare oltre i 150kW contro il 12% della media dei principali mercati europei (Francia, Germania, Gran Bretagna e Spagna oltre al nostro Paese). Anche il rapporto tra punti di ricarica e parco circolante complessivo è negativo, con 2 colonnine in Italia per mille veicoli contro i 3,5 di media dei cinque grandi mercati. La ricarica pubblica nel nostro Paese è solo del 35%, con il 65% che invece preferisce quella domestica.
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—Nel corso della conferenza di presentazione dello studio eReadiness 2026 di Pwc Stategy&, per parlare della situazione della transizione elettrica è intervenuto in collegamento anche Alessandro Moroni, Dirigente Divisione IX del Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) sulla Mobilità sostenibile, automazione e logistica. Per analizzare la competizione nel mercato delle auto elettriche e la qualità dei servizi di ricarica sono intervenuti tra gli altri: Alessandro Grosso (responsabile per l'Italia di Byd), Nicola Marsala (direttore dei marchi Chery & Lepas Italia), Marco Santucci (direttore generale di Geely Italia) e Federico Scopelliti (responsabile per l'Italia di Leapmotor). Tutti sono stati concordi nel chiedere alle istituzioni una strada certa e decisa sulla mobilità elettrica per il prossimo futuro, con investimenti sulla fiscalità e sulle flotte aziendali, così come sul mercato dell'usato che in Italia è sempre il doppio di quello del nuovo. Si è poi parlato dell'interesse in crescita degli italiani per la mobilità autonoma, dallo sviluppo tecnologico, che necessita al più presto un quadro regolamentare condiviso a livello europeo, all'integrazione nei servizi di trasporto, come analizzato da Arianna Censi, Assessora alla Mobilità Comune di Milano.
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