Un altro errore dopo Madrid: Martinez horror. Inter, ora tra i pali scatta l’allarme
L'uscita a vuoto con il Bruges è l'ultimo svarione dello spagnolo: arriva il momento di Provedel
L'uscita a vuoto con il Bruges è l'ultimo svarione dello spagnolo: arriva il momento di Provedel
Gregorio Spigno Giornalista 13 ottobre - 23:55 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleUn film già visto, rivisto e rivisto un’altra volta ancora. Il cui genere si avvicina decisamente più al drammatico che a qualsiasi altro. Di sicuro il lieto fine per Pepo Martinez non c’è. E non è nemmeno semplice intravederlo all’orizzonte, perché il presente non lascia spazio a grandi speranze e il futuro non offre risposte. Intanto il portiere spagnolo si lecca le ferite - altre cicatrici aggiunte a questo avvio di stagione da incubo -, conferma tutti i dubbi attorno alla sua figura tra i pali (proprio mentre nell’altra porta l’ex Sommer si rendeva determinante con almeno un paio di interventi decisivi) e torna quantomeno in discussione per le 5 partite che l’Inter giocherà nella seconda metà di ottobre ed oltre. Chivu ha difeso l’ex Genoa a spada tratta e anzi gli ha costantemente confermato fiducia, mandandolo in campo sempre da titolare quando magari sarebbe stato più semplice concedergli un turno di riposo con l’obiettivo di spegnere le polemiche montate attorno al numero uno e ripartire. D’altro canto, però, nella testa già debordante di pensieri di Pepo una panchina avrebbe potuto sembrare una punizione, ecco perché il tecnico nerazzurro ha scelto di confermarlo. Ma la domanda da un milione di punti che ormai circola da settimane fra interisti e non è una soltanto: Martinez può davvero fare il titolare in una squadra come l’Inter? L’ennesimo errore, quello che ha poi spianato la strada a Tresoldi per il momentaneo 1-2 che ha profondamente indirizzato la sfida di Champions League tra i nerazzurri e il Bruges, suggerirebbe una risposta negativa.
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—È vero anche che il beneficio del dubbio resiste, perché per assurdo gli errori di Martinez appaiono follie vere e proprie causate probabilmente da cali di attenzione che si alternano con ottimi interventi tra i pali e una buona capacità di gestire il pallone con i piedi, fattore determinante per un portiere nel calcio di oggi. Però arrivati a metà ottobre è lecito pure tracciare un primo bilancio, che non sorride affatto al portiere spagnolo: l’uscita a vuoto contro il Bruges, tre errori infilati uno dietro l’altro nella sfida di campionato contro l’Udinese, il peccato capitale commesso a Madrid sulla pressione di Valverde. Troppo. Forse è davvero arrivato il momento di Provedel, il vice d’esperienza acquistato in estate nel caso in cui Martinez avesse palesato questo genere di difficoltà.
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