Tresoldi gongola. Tre gol all'Inter e il dubbio Nazionale. "Ho parlato con Mancini e Klopp, vedremo"
La punta del Bruges emozionato dopo la tripletta a San Siro. "È stata una serata pazzesca, un sogno". Poi con il premio di MVP in mano una battuta sul futuro. "Per ora ho un Europeo da vincere con la Germania, poi si vedrà..."
La punta del Bruges emozionato dopo la tripletta a San Siro. "È stata una serata pazzesca, un sogno". Poi con il premio di MVP in mano una battuta sul futuro. "Per ora ho un Europeo da vincere con la Germania, poi si vedrà..."
Francesco Pietrella Giornalista 14 ottobre - 00:28 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleI girasoli ne hanno battezzato la via e oggi si girano fieri verso di lui. Nicolò Tresoldi, il sole di Bruges, s’era immaginato una notte simile dozzine di volte, magari con la maglia del Milan e accanto all’idolo Pippo Inzaghi, uno col sette e l’altro col nove. Era un sogno, ora c’è del vero: la tripletta ai nerazzurri è di quelle che non si dimenticano, soprattutto quando hai 22 anni e giochi per la prima volta a San Siro, lo stadio dove papà Emanuele - ex difensore di Atalanta, Ravenna, Gubbio… - giocò tre volte da terzino sinistro. Tresoldi l’ha fatto da tifoso del Milan e con un telefono intasato: "I milanisti mi avevano caricato via messaggio. Li abbiamo pressati alti fin dall’inizio e non li abbiamo lasciati respirare. Per me era come un derby, tanta roba". Nicolò l’ha raccontato col sorriso. "È stata una serata pazzesca, un sogno. Il tutto davanti alla mia famiglia e i miei amici, ancora non ci credo". Del resto, a fine partita, si è sdraiato sul prato di San Siro e ha osservato gli spalti con gli occhi lucidi. Tresoldi è così: sincero, vero, puro, sempre sorridente. Chi lo conosce parte sempre da qui.
VIDEO: Tresoldi gol pazzesco con la Germania in allenamento: rovesciata splendidatennis e calcio
—Il bello è che l’unica volta in cui ha giocato in Italia da azzurro risale a dieci anni fa: stagione 2016-17, 12 gol con i Giovanissimi Regionali del Fontanelle, squadra di Gubbio - la città dov’è stato girato Don Matteo - accanto a un campo di girasoli, lì vicino al piccolo impianto dove nessuno s’è dimenticato di lui. Marco Bedini, suo allenatore dell’epoca, ci aveva raccontato che già a quell’età il giovane Nicolò restava un’oretta in più dopo l’allenamento per provare i movimenti della punta: “Lo schierai centravanti nonostante non avesse una struttura fisica di un certo tipo. Era parte di un progetto concordato col papà e col responsabile del settore giovanile dell’epoca. Nicolò non aveva mai giocato a pallone a quel livello”. Colpa del tennis, lo sport dove s’è divertito per un po’. Se cercate su Google c’è ancora la sua classifica, aggiornata al 2017: 3.3. Si allenava insieme a Luca Nardi. "Ero tra i migliori in Italia, facevo parte della Nazionale Under 12". L’ha raccontato una volta con orgoglio: è sempre stato competitivo.
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italia o germania
—Tresoldi si è preso la scena colpendo anche un incrocio e sfilando alla Scala come un centravanti vero: un gol su rigore - personalità fa rima con responsabilità, dritto nel sette -, un altro di rapina e uno da dentro l’area. Nove gol stagionali in 11 partite, campione del Belgio in carica, capocannoniere dell’ultimo campionato belga. Quando punge in Champions lo fa sempre a squadre di livello: Barcellona, Atletico Madrid, Monaco, Inter. Da ragazzino fu scartato da Milan, Juve, Bologna, Fiorentina, Atalanta e tanti altri club. «Abbiamo già giocatori di quel livello», dicevano. "E poi gioca pure a tennis…". Nel 2017 si trasferì ad Hannover per via del lavoro di sua madre. In Germania - 16 gol in 26 partite con l’Under 21 - s’è formato come uomo e come calciatore. Gli hanno aperto le porte che in Italia avevano chiuso, tant’è che ora sulla sua vita sportiva pende una Spada di Damocle: Italia o Germania? "Ho già parlato con Klopp e Mancini - ha raccontato col premio di MVP della partita tra le mani - li ho spiegato come la vedo. Per ora mi diverto nelle giovanili, poi vediamo. Abbiamo un Europeo da vincere, lo stesso che mio padre vinse con l’Italia…". Dopo una serata simile la speranza, nostra e del Mancio, è che viri su di noi.
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