Contaminazioni e reperiblità, si cambia dal 2027: le nuove regole doping dopo il caso Sinner
La Gazzetta dello Sport

Contaminazioni e reperiblità, si cambia dal 2027: le nuove regole doping dopo il caso Sinner

Venerdì 23 ottobre 2026
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Dal prossimo anno nuove norme su contaminazioni e reperibilità. L'Itia spiega i criteri per i controlli e l'impatto dei precedenti casi come quello di Jannik

Dal prossimo anno nuove norme su contaminazioni e reperibilità. L'Itia spiega i criteri per i controlli e l'impatto dei precedenti casi come quello di Jannik

dal nostro inviato  Marco Iaria 23 ottobre - 18:37 - ALMATY (KAZAKISTAN) Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Un anno fa, proprio di questi tempi, Karen Moorhouse, amministratrice delegata dell'International Tennis Integrity Agency (Itia), spiegava alla Gazzetta dello Sport che il caso Sinner era stato una lezione per il tennis. Ora arrivano le novità. Dal 1° gennaio 2027 entreranno in vigore le modifiche al Codice mondiale antidoping della Wada, che prevedono maggiori tutele per gli atleti risultati positivi a causa di contaminazioni accidentali e una maggiore flessibilità nelle sanzioni. Cambiano anche le norme sulla reperibilità per i controlli a sorpresa, con un sistema a due livelli che coinvolgerà circa 250 tennisti. Soltanto una cinquantina sarà sottoposta agli obblighi più stringenti. E qui si apre un interrogativo che riguarda anche Sinner: il suo precedente caso di doping potrebbe influire sull'inserimento nel gruppo più ristretto? La Gazzetta lo ha chiesto direttamente all'Itia. 

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contaminazioni

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La novità più significativa riguarda proprio uno degli aspetti centrali della vicenda Sinner, risultato positivo al Clostebol nel 2024. Il tennista azzurro aveva dimostrato che la sostanza proibita era entrata nel suo organismo attraverso il contatto con il fisioterapista, che aveva utilizzato uno spray contenente Clostebol per curare una ferita alla mano. Un tribunale indipendente aveva inizialmente riconosciuto l'assenza di colpa o negligenza da parte del giocatore, ma la Wada aveva presentato ricorso, sostenendo che Sinner dovesse rispondere della negligenza del proprio staff. La vicenda si era conclusa nel febbraio 2025 con un accordo e una sospensione di tre mesi. Con le nuove regole cambia la definizione stessa di contaminazione. Il concetto di “prodotto contaminato” viene sostituito da quello, più ampio, di “fonte contaminata”. Finora la normativa faceva riferimento essenzialmente a prodotti contenenti sostanze proibite non dichiarate sull'etichetta o non individuabili attraverso una ragionevole ricerca. Dal 2027 saranno esplicitamente riconosciute anche altre possibili origini, tra cui alimenti, bevande, esposizione ambientale, contatto fisico con altre persone e oggetti contaminati. Una distinzione fondamentale per casi come quello di Sinner: il trasferimento della sostanza attraverso il contatto con il fisioterapista non rientrava infatti nella precedente definizione di prodotto contaminato, mentre sarà espressamente contemplato dalla nuova normativa. Gli atleti avranno quindi maggiori possibilità di difendersi e di ottenere sanzioni ridotte. Non si tratta però di un'automatica assoluzione: resterà necessario dimostrare l'origine della contaminazione e l'assenza di colpa o negligenza significativa. In queste circostanze, le sanzioni potranno andare dal semplice richiamo, senza sospensione, fino a due anni di squalifica. La revisione arriva dopo una serie di casi che hanno fatto discutere il tennis mondiale. Oltre a Sinner, quello di Iga Swiatek, sospesa per un mese nel 2024 dopo una positività alla trimetazidina riconducibile a un farmaco a base di melatonina contaminato, e quello della britannica Tara Moore, squalificata per quattro anni dopo che il Tribunale arbitrale dello sport aveva respinto la sua ricostruzione relativa all'assunzione di carne contaminata, ritenendola insufficiente a spiegare la concentrazione di una delle sostanze rilevate. 

reperibilità

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L'altra modifica riguarda i controlli antidoping. Finora il tennis aveva beneficiato di una deroga rispetto agli altri sport: durante le competizioni, per l'imprevedibilità degli orari di partite e allenamenti, i giocatori inseriti nel Registered Testing Pool (RTP) non erano obbligati a comunicare quotidianamente una fascia di 60 minuti nella quale essere reperibili per un controllo. Dal 2027 questa eccezione scomparirà. Per adeguarsi alle disposizioni della Wada, l'Itia ha però concordato una soluzione che riduce sensibilmente il numero degli atleti sottoposti all'obbligo. Attualmente il gruppo RTP comprende circa 250 giocatori. Dal prossimo anno sarà ridotto dell'80%, fino a una cinquantina di tennisti, che dovranno indicare ogni giorno un'ora di reperibilità, sia durante i tornei sia al di fuori delle competizioni. Gli altri confluiranno in un gruppo allargato, per il quale non sarà più necessario comunicare la fascia quotidiana. Dovranno comunque fornire informazioni sui luoghi di pernottamento, allenamento e competizione, e resteranno soggetti ai controlli a sorpresa. Secondo l'Itia, il numero complessivo dei giocatori monitorati e la frequenza dei test rimarranno sostanzialmente invariati. Per chi resterà nel gruppo ristretto, invece, gli adempimenti aumenteranno. Un errore nella comunicazione della propria posizione può avere conseguenze pesanti: tre violazioni degli obblighi di reperibilità nell'arco di dodici mesi possono comportare una squalifica di due anni. E tutti i giocatori, indipendentemente dal gruppo di appartenenza, saranno tenuti a sottoporsi ai controlli quando richiesto, anche al di fuori della fascia dichiarata. Il rifiuto può costare fino a quattro anni di sospensione. 

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criteri

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Ma chi saranno i cinquanta tennisti sottoposti alle regole più severe? Secondo le ricostruzioni, il gruppo comprenderà indicativamente i primi venti uomini e le prime venti donne del ranking, oltre ad altri giocatori selezionati in base a specifiche valutazioni. La Gazzetta ha chiesto all'Itia quali saranno i criteri effettivi. La risposta è significativa: “I criteri saranno diversi. Si baseranno sulla classifica e su una valutazione del rischio, che potrà prendere in considerazione vari elementi, tra cui un eventuale precedente coinvolgimento in un caso di doping, gli infortuni e altri fattori”. Il riferimento ai precedenti antidoping solleva inevitabilmente una domanda sulla posizione di Sinner. La sua vicenda potrebbe essere considerata nella valutazione del rischio? In linea teorica sì, perché il coinvolgimento in un precedente procedimento è espressamente indicato tra i possibili criteri. Questo non significa, naturalmente, che l'azzurro sarà inserito nel gruppo ristretto per tale motivo: la classifica rappresenta già uno degli elementi di selezione e non esiste alcun automatismo legato ai precedenti. Né sarà possibile conoscere pubblicamente la sua collocazione. L'Itia continuerà infatti a pubblicare un elenco unico dei giocatori appartenenti ai due gruppi, senza distinguere tra quelli sottoposti agli obblighi più stringenti e gli altri. I diretti interessati riceveranno a novembre la comunicazione ufficiale.

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