Voto Federcalcio, in campo c'è Galliani. Spunta in Serie A l'idea della svolta: sfida a Malagò
Alcuni club scontenti dell’attuale gestione: il Commissario della Figc sicuro di farcela
Alcuni club scontenti dell’attuale gestione: il Commissario della Figc sicuro di farcela
Alessandra Gozzini Giornalista 24 ottobre - 00:38 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleNelle stanze della Lega di Serie A è difficile trovare un'unità di intenti: succede però quando si parla di elezioni federali. Ad aprile 2026 una fiducia (quasi) unanime aveva portato alla candidatura di Giovanni Malagò, ex vertice massimo del Coni. Il sostegno si è poi fatto sempre più moderato, fino a dividersi. Un gruppo di club ha infatti ritrovato sì una sua coesione, ma stavolta intorno a un altro nome: quello di Adriano Galliani.
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—Le società della massima serie, poi seguite da altre componenti, si sentono le principali artefici dell'elezione a presidente federale di Malagò. Con la stessa compattezza hanno poi lamentato una scarsa, quasi nulla, condivisione delle scelte: dopo la bufera Maldini-Leonardo-Pirlo, i club spingevano perché sul calcio azzurro tornasse il sereno con la nomina a commissario tecnico di Antonio Conte. Malagò ha invece scelto Mancini. Stessa mancata comunicazione sulla decisione del capo delegazione Nazionale (Malagò ha autonomamente indicato Diana Bianchedi), fino al ruolo di segretario generale e anche a quello degli accompagnatori delle nazionali giovanili. Un percorso che per le società di A e altre componenti che lo avevano appoggiato come Associazione Calciatori e Allenatori doveva essere portato avanti in totale condivisione e che ha visto presto prendere strade spesso diverse. Con un coinvolgimento anche minimo in assenza del quale ci si è ritrovati sempre più distanti.
Fronte interno
—Nel giorno in cui Malagò sottoscrive la tessera Figc con l'Aniene, sperando di chiudere un fronte, un altro all'interno si riapre: riguarda il malcontento di un gruppo di società verso l'operato del presidente, poi diventato Commissario, che può rivelarsi determinante in considerazione delle prossime elezioni del 14 dicembre. Un'altra data chiave è quella che anticiperà la nomina di oltre un mese e cioè il termine ultimo per presentare le candidature, fissato al 4 novembre. Per quel giorno la Serie A dovrà aver scelto a maggioranza chi sostenere nella corsa tra Malagò e Galliani. Intorno all'ex ad del Milan si sta costruendo un supporto trasversale che dalla Serie A coinvolgerebbe poi le altre componenti, giocatori e allenatori in primis, poi Serie B, C e Dilettanti.
curriculum
—Il dirigente sportivo Galliani non ha bisogno di presentazioni. Del lunghissimo curriculum fanno parte i 29 successi in 31 anni di storia rossonera, che lo rendono, con Berlusconi, il più vincente di sempre nel mondo. Poi l'impresa da ad del Monza, portato in quattro anni dalla D alla prima storica promozione in A. Ex presidente della Lega di A dal 2002 al 2006, vice dal 2013 al 2017. E stesso ruolo nella Lega di B da gennaio 2021 a giugno 2022. Ai club di Serie A che lo hanno cercato per verificarne la disponibilità, Galliani ha lasciato la porta aperta: disponibilità che deve essere ribadita anche in virtù di programmi e numeri effettivi. Dall’altra parte c'è sempre il candidato Malagò, che al momento si sente forte del favore della Serie A: "Mi candido. Ovviamente, c'è una dinamica anche formale che riguarda tutti, non solo me, e che deve esprimere una maggioranza a supporto", le sue parole di ieri. Ma gli scenari potrebbero cambiare a breve.
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