Puntare su Kimi? Una scommessa vinta dalla Mercedes. La Ferrari ora segua il modello Wolff
La Gazzetta dello Sport

Puntare su Kimi? Una scommessa vinta dalla Mercedes. La Ferrari ora segua il modello Wolff

Sabato 24 ottobre 2026
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Il talento di Antonelli è italiano, ma a costruirgli la strada verso la Formula 1 è stata la scuderia tedesca. Un attenzione ai giovani e un progetto sportivo che il Cavallino ora è chiamato a replicare abbandonando paura e prudenza

Il talento di Antonelli è italiano, ma a costruirgli la strada verso la Formula 1 è stata la scuderia tedesca. Un attenzione ai giovani e un progetto sportivo che il Cavallino ora è chiamato a replicare abbandonando paura e prudenza

Stefano Barigelli Direttore 24 ottobre - 00:03 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

I fenomeni come Antonelli è impossibile costruirli, ma scoprirli, arrivando possibilmente prima degli altri, invece si può. C’è un paradosso sottile tra i cordoli di Monza e l’asfalto di Brackley, a casa Mercedes. Kimi, ragazzino con la faccia pulita, il sorriso sfrontato e il talento di chi è cresciuto tra i kartodromi dell’Emilia, è il ritratto perfetto dell’eccellenza italiana. Un pilota nato con la sensibilità per la pioggia nel Dna, plasmato dal lavoro di papà Marco nelle categorie minori. Ma se oggi l’Italia si risveglia con un fenomeno in griglia di partenza, il merito della scommessa non è del nostro sistema motorsport, che proprio in Emilia ha il suo storico distretto. Porta la firma di Toto Wolff e della Mercedes. Che non hanno avuto esitazioni. Quando, diversi anni fa, hanno inserito Kimi nel loro Junior Team, non si sono limitati a sponsorizzare una tuta: hanno disegnato un percorso sportivo. Hanno preferito la scommessa, saltando la Formula 3 per buttarlo nella mischia della Formula 2 con la Prema, per poi consegnargli senza tentennamenti il sedile lasciato libero da Lewis Hamilton. Un mostro da sette mondiali. Il passaggio di consegne clamoroso, ma che invece rispecchia la mentalità di Wolff: pianificare, investire, rischiare nel momento esatto in cui i dati e il cronometro confermano che hai di fronte un predestinato.

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questione di metodo

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È la solita cicatrice del nostro automobilismo. La Motor Valley sforna telai, ingegneri e talenti purissimi, ma quando si tratta di aprire le porte della Formula 1 a un diciottenne, prevalgono la prudenza e la paura, sempre condite da una spiccata esterofilia. La Ferrari e la scuola italiana accompagnano i giovani fino a un certo punto. Non sarà un caso se l’ultimo italiano a vincere con la Rossa è stato Ascari. La Freccia d’Argento di Antonelli è così un manifesto metodologico: Kimi non è solo una speranza azzurra, è il punto di fusione tra il talento emiliano e il rigore di una squadra che non guarda la carta d’identità, ma il tempo sul giro. Alla Formula 1 di Liberty va benissimo: ha trovato un personaggio nuovo, fresco, vincente: che ha insomma tutte le qualità per alimentare lo spettacolo e i dualismi che verranno. I tifosi Ferrari lo hanno già adottato, come ha dimostrato Monza. Non c’è stato d’altronde vero dualismo per il titolo con Hamilton o Leclerc. Difficilmente ci sarà anche il prossimo anno. Max Verstappen e la Red Bull sono tornati. In questo caso scegliere per chi tifare sarà molto più facile.

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