Accordo Usa-Russia sul diesel: il vero impatto sul mercato energetico
L'annuncio dell'accordo tra Washington e Mosca ha suscitato molto interesse e scatenato reazioni per via del suo risvolto politico, ma da un punto di vista energetico di per sé è poco significante
L'annuncio dell'accordo tra Washington e Mosca ha suscitato molto interesse e scatenato reazioni per via del suo risvolto politico, ma da un punto di vista energetico di per sé è poco significante
Marco Bruckner 24 ottobre - 12:33 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleL'annuncio dell'accordo raggiunto tra Stati Uniti e Russia circa una fornitura di diesel da parte di Mosca nei confronti di Washington ha catturato l'attenzione e suscitato le reazioni delle cancelliere e delle opinioni pubbliche mondiali. Causa di ciò sono i risvolti politici dell'accordo, che per molti è sinonimo di una volontà della Casa Bianca di legittimare nuovamente il Cremlino - almeno come partner commerciale -, nonostante il conflitto con l'Ucraina ancora in corso. Da un punto di vista energetico, invece, si può considerare un accordo importante e con potenziali conseguenze positive sui mercati mondiali o almeno su quelli americani? Dando un'occhiata ai numeri, no.
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i numeri
—La Russia ha avviato una prima fornitura di gasolio pari a 300.000 tonnellate (circa 2,25 milioni di barili), con l'ammontare totale che dovrebbe arrivare a 4,8 milioni di tonnellate entro il 7 aprile 2027, data in cui scadrà la concessione emessa dal dipartimento del Tesoro americano che rimuove momentaneamente le sanzioni nei confronti di Mosca. Gli Stati Uniti, secondo i dati pubblicati dall'Eia (Energy Information Administration, agenza statistica statunitense che si occupa di dati energetici), consumano circa 500.000 tonnellate di diesel al giorno. Da qui ne risulta, dunque, che la prima fornitura russa a Washington, quella sopracitata, basterà per coprire poco più di metà giornata di fabbisogno di diesel degli Usa. Anche se le forniture dovessero essere completate secondi piani, raggiungendo dunque la soglia delle 4,8 milioni di tonnellate, queste coprirebbero per più o meno dieci giorni le necessità di consumo americano. Si tratta dunque di quantità che non fanno la differenza nemmeno sul solo suolo americano, quindi il discorso si allarga ai mercati energetici mondiali. Basti pensare che le maggiori agenzie stimano i consumi giornalieri globali di diesel sui 27-29 milioni di barili al giorno, circa 3,9 tonnellate. Dunque, la fornitura totale di Mosca nei confronti di Washington basterebbe a coprire poco più di un giorno di fabbisogno mondiale.
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il dilemma della raffinazione
—Altri dubbi riguardano la disponibilità reale di diesel della Russia e soprattutto la sua capacità di raffinarlo, dato che molte delle infrastrutture necessarie a questo compito sono state danneggiate o distrutte dalle forze ucraine. La capacità di raffinazione e l'entità delle riserve di Mosca, unite ai numeri sopra analizzati, mostrano chiaramente come l'accordo, presentato dalle cancellerie come particolarmente strategico a livello energetico, abbia in realtà una rilevanza prettamente politica. Dal punto di vista energetico, invece, gli scambi tra Washington e Mosca dovrebbero avere effetti molto contenuti, se non nulli, sul mercato.
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